Ci vediamo a
Luceracosì terminava la telefonata per un incontro conuna archeologa la settimana scorsa.Questa città, fino ad oggi a me nota solo come posizione geografica , non l’avevo mai visitata.

sala museo

Lucera si trova in Puglia e più esattamente nel territorio della provincia di Foggia nella Capitanata.

Questo territorio, nel 1233, durante il Regno di Sicilia, fu costituita in giustizierato da Federico II di Svevia. Il capoluogo, in età aragonese, fu stabilito in Lucerafino al  XV secolo

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Tornò, nel 1579, a Lucera fino al 1806, quando, in seguito alla riforma amministrativa del Regno, esso fu spostato nella città di Foggia.

 

Ma la storia di questa Città ha radici ben più profonde ed articolate, visti anche gli eventi succedutesi sin dall’inizio del medioevo.

Prima ancora della Capitanata Lucera è parte della Daunia, una regione nella regione, corrispondente, oggi, quasi all’intera provincia di Foggia; confinando  con il Sannio all'altezza del bacino del Fortore, mentre la valle del Cervaro è condivisa con l'Irpinia

Ma la storia inizia già in epoca romana: fra Dauni e Sanniti non correva buon sangue e questo fu di fondamentale importanza durante la seconda guerra sannitica (326-304 a.C.), quando l'esercito romano, nel tentativo di prestare soccorso a Luceria, assediata dai Sanniti, subì una grave sconfitta nella Battaglia delle Forche Caudine (321 a.C.): i Romani dovettero passare sotto il giogo dei Sanniti eproprio a Luceria i Sanniti avevano rinchiuso seicento cavalieri romani, tenuti come ostaggio.

In questa area (Daunia) sono stati sempre presenti notevoli insediamenti saraceni, tanto da creare un modo di vivere così vicino a quel popolo che la tradizione vuole che non si contassero più di dodici abitanti di religione cristiana nel 1239.

venere compressaUn rapporto così stretto con gli Svevi aveva consentito ai saraceni una radicazione veramente profonda e agli stessi Svevi di poter contare su una popolazione amica

Qui finiamo di riepilogare le vicende della Città di Lucera e ci riallacciamo alla visita programmata.

Proprio la presenza dei Saraceni e i successivi trasferimenti subiti dagli stessi (esiliati in varie parti del Regno di Napoli, nel periodo Angioino da Carlo I a Carlo II) che ci ha portato qui.

Capire la loro tipica lavorazione delle terrecotte invetriate ed i colori utilizzati che nesso potevano avere con il nostro territorio?

L’incontro con archeologi lucerini, impegnati in vari scavi e ricerche, potrebbero aiutarci a capire l’intreccio. 

È a questo punto che ci siamo imbattuti nel museo di archeologia urbana "Giuseppe Fiorelli" (MAU) che si trova all'interno di Palazzo de Nicastri-Cavalli, nel centro della città. Fondato e inaugurato nel 1905 come museo civico, custodisce reperti che vanno dalla Preistoria al Medioevo, e ovviamente sono esposti una serie di reperti in terracotta invetriata lavorata dai Saraceni.

statua 1Nella mattinata abbiamo visitato il museo Diocesano, sicuramente interessante e abilmente presentatoci da un accompagnatore, oltremodo cortese, presente sul posto, ma la sorpresa è stata quella del museo G. Fiorelli.

Inaspettato e forse per questo veramente bello.

Anche qui l’accompagnatrice, una vera appassionata, è stata all’altezza dei contenuti esposti. Abbiamo dedicata molta attenzione alle terrecotte invetriate, la loro fattura, i colori, le forme.

Eccezionali.

La visita è continuata nelle altre stanza ed ognuna presentava una sua unicità. 

Sono presenti oggetti che coprono ben oltre due millenni (straordinari i reperti relativi al periodo preistorico: punte di frecce, asce in bronzo, ecc.). I mosaici, le statue, frammenti in marmo di varia naturasono elementi che non ci aspettavamo di vedere (c’è una Venere Pudica veramente bella). Ciliegina sulla torta, chiuso da una porta in stile in una stanza tutta statua 2sua, l’accompagnatrice ci ha mostrato un presepe settecentesco di arte napoletana. E qui poi nasce quel sentimento che accomuna molte popolazioni del fu Regno di Napoli: il rispetto per l’antica capitale del Regno, ovvero Napoli. Ritornando al presepe: i pastori sono in terracotta e vestiti tutti in stile settecentesco e rappresentano scene tipiche dei presepi in modo particolare.
Difficile da raccontare.

Poi la visita è finita ed abbiamo iniziato il confronto con l’archeologa, ritornando alle terrecotte invetriate. 


Lucera non è una città vicina geograficamente, non siamo nemmeno riusciti a vederla tutta, ci sono mancati l’anfiteatro, il castello Angioino e non solo, ma nei contenuti abbiamo potuto vedere una realtà molto ricca di arte frutto di una espressione molto vicina a noi (basti pensare che quasi tutte le tele presenti nella cattedrale sono di artisti napoletani).

 

Per quanto riguarda la nostra ricerca abbiamo lanciato un messaggio nella speranza di aver trasmesso quel seme della curiosità che ci ostiniamo a non abbandonare fino al raggiungimento di una adeguata sod


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