La creazione di tappeti floreali è secolare. Essa risale al XVII secolo ed è divenuta una tipicità di diverse città italiane. Spello, ad esempio, è impegnata nella lavorazione del tappeto in occasione della processione del Corpus Domini,

 

ma molte altre città come Cusano Mutri, Noto, Genzano si dedicano, in vari momenti dell’anno, a questa pratica con grande successo. Ma nulla ha da invidiare a queste città la nostra frazione di Casanova che, in occasione dei festeggiamenti in onore di Maria Ss. Grande ed Eccelsa, realizza uno spettacolare tappeto per omaggiare l’effige della Madre di Dio. Anche quest’anno in tanti, giovani e meno giovani, si sono messi al lavoro per creare un percorso che idealmente indica la via e accompagna i fedeli al Santuarietto ubicato sulla montagna Grancelsa, in cui viene officiata la S. Messa. Con estrema perizia e spirito di sacrificio vengono realizzate figure mariane o a tema religioso, intervallate da quadri che pur ripetendosi vanno ad incorniciare e a collegare il tutto in un delicato intreccio di colori e immagini. Il lavoro di composizione del disegno è impegnativo e lungo, infatti si trascorre la notte in strada prima per sistemare il fondo e poi per la composizione con i materiali diligentemente selezionati e preparati nei giorni antecedenti la festa. I materiali utilizzati sono i più diversi: si va dalla posa del caffè ai petali di fiori, dalla segatura alla mortella, che una volta calpestata rilascia in tutta la strada il suo inconfondibile profumo. La realizzazione di questo tappeto, per l’alto valore qualitativo, è sicuramente una tradizione di cui andare fieri e motivo di vanto per l’intera comunità. Senza perdere la sua originaria vocazione, ovvero l’omaggio alla Vergine, perché non fare dell’infiorata una attrattiva turistica? Il nostro territorio è ricco di storia, di beni artistici e paesaggistici, è ricco di competenze e professionalità e allora perché non investire in questo senso? Bisognerebbe essere un pizzico più coraggiosi e dare inizio a progetti che a lungo termine facciano conoscere la nostra terra, qualificandola solo come terra d’arte e cultura e non dei fuochi. {youtube}mTM2Zz8YIY4{/youtube}


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