tommaso fava e prima classificata concorso enologicoIn una sala museo gremitissima fino all'inverosimile e con tantissimi rimasti fuori per l'incapienza dell'ambiente è stato presentato ieri a Falciano del Massico il libro del giornalista De Stasio. E' passato qualche decennio da quando Giovanni si presentava,

falerno1armato di Bic e taccuino, nel consiglio comunale a maggioranza assoluta democristiana capitanata dal sindaco indimenticato ed indimenticabile  Loffredo, "Giacchino" per gli amici,"il maggiore" per gli altri, forse l'ultimo sindaco ad aver progettato e realizzato falerno2un'opera pubblica utile ed utilizzata da tutti a Carinola: la metanizzazione!Ieri cronista e saggista del Mattino puntuale nel riportare il bello ed il brutto della nostra terra, con un occhio particolare all'agone politico,oggi con la stessa verve e la stessa puntualità ha scritto un libro, falerno3forse il primo delle nostre parti sull'unico protagonista bimillenario delle nostre terre:il Falerno!  "Immortale Falernum" Nettare degli Dei, questo il titolo del libro che raccoglie  una serie di articoli dell'autore pubblicati  negli ultimi venti anni e dopo una prefazione del leader maximo falerno4dell'enologia forse mondiale prof. Luigi Moio, docente di Enologia alla Federico II, che, tra l'altro, ricorda il rapporto parentale tra Giovanni e le poche, ma ottime bottiglie di vino da lui prodotto e da lui trattate come se fossero le figlie, ed ancora una seconda prefazione del presidente del falerno5presidente dell'Assostampa, Michele De Simone, che ricordo suo direttore al Mattino e mio presidente al C.O.N.I. provinciale, poi la sua opera bella, piacevole, che scorre giù, nel "gargarozzo", direbbero a Roma, proprio come un buon bicchiere di rosso! C'erano tutti quelli in falerno6"scaletta" , nell'invito, qualcuno diceva che doveva arrivare anche il Presidente Caldoro ma non era sull'invito, era in prima fila il senatore Gennaro Coronella ed il consigliere della Corte dei Conti dott.Riccardo Ventre già presidente della provincia di Caserta ed ancora ho notato il prof. Michele Lepore presidente del comitato organizzatore della festa della Vendemmia che si terrà a Casale di Carinola sabato 29 e domenica 30 settembre. A menar le danze, falerno7tutti presentati magistralmente dal simpatico Maestro Sommelier Giuseppe Garozzo Zannini Quirini,  è stato il docente universitario della Federico II prof. Moio, che deve avere proprio un posticino preferito nel cuore di Giovanni, basta vedere quanti richiami e foto sono nel libro. Il suo discorso è stato piacevole e interessante, caustico e polemico nei confronti dell'abusivismo edilizio che ha rovinato di Mondragone  negli ultimi decenni che  fa  sì  che solo quando va a trovare il padre, fondatore della famosissima casa vinicola MOIO, unica alcuni denni orsono a produrre bottiglie di vino Falerno, "fino al punto, ha detto il presidente Zinzi che è intervenuto dopo il professore, da fargli pensare che il Falerno veniva prodotto solo a Mondragone!" Ma Zinzi ha iniziato col ricordare un altro vino, che è poi quello che ha fatto  da protagonista: "il vino di Giovanni", il VDG (vino di giovanni ndr)come lo ha chiamato il consigliere regionale Angelo Consoli che ha chiuso gli interventi  prima di Massimo Grimaldi, giunto con un po di ritardo e le conclusioni di Giovanni De Stasio. Ci sono stati però ottimi interventi del segretario provinciale CISL Carmine CRISCI e del Presidente della Camera di Commercio Tommaso De Simone ed ancora della consigliera regionale Daniela Nugnes  che a fronte di quanto affermato poco prima il Prof.Moio ha assunto la difesa di Mondragone, e quindi dei suoi amministratori degli ultimi decenni, tra i quali la stessa. Ha ancora esaltato il ruolo degli agricoltori, lei figlia di un indimenticato e sfortunato agricoltore. Giosuè Santoro, il cardiologo sindaco di Falciano del Massico aveva magistralmente introdotto i lavori, Giovanni De Stasio li ha conclusi ricordando quando qualcuno aveva definito il Falerno "vinagra" e poi, con simpatia,   le difficoltà nel far comprendere agli anziani "vignaiuoli", produttori dei "tempi che furono", la necessità di portare "a zero gli zuccheri" del mosto, "altri tempi-ha detto- oggi Falciano conta quattro anzi cinque aziende produttrici di fama nazionale, anzi internazionale. Anche oggi però-ha concluso- c'è qualcosa che ancora non è stato capito per bene : non bisogna essere gelosi, bisogna essere uniti, altrimenti si fa il gioco delle aziende di altre zone!" Giovanni non ha pensato al detto delle nostre parti che recita "la gelosia di mestiere tira cchiù du pilu. . .!"Intanto nella seconda giornata c'è stata la premiazione del concorso enologico: il "vino del contadino" è stato vinto da Giuseppe Orologiaio(per tutti pinuccio)...il premio è stato ritirato dalla sorella la signora Antonella.....al secondo posto si è classifocato il signor Achille Palazzo  perchè assente al momento della premiazione) terzo posto il signor Gaetano Paolella


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