basilicaDi sicuro la cerimonia per la nuova inaugurazione dell’Episcopio, di riapertura al culto della basilica e la presentazione degli scavi tenuta il cinque maggio, ha rappresentato un interessante e coinvolgente momento, molto importante per Carinola e non solo. Ma tra gli ottimi spunti che quella giornata mi ha dato, le parole dell’archeologo della Soprintendenza dott. Francesco Sirano hanno contribuito ad incrinare e a far vacillare le mie poche certezze, a cui

tengo molto, insinuandomi qualche dubbio e non fornendomi la benché minima risposta. Dalle mie poche letture in merito ho sempre saputo ed in me si è confermata la convinzione, se non la certezza, che Carinola è stata sede vescovile dall’epoca tardo antica (IV V secolo) e che la basilica di S. Maria in Foro Claudio lo è stata da quel tempo fino all’avvento di San Bernardo, che ne ha determinato e voluto il trasferimento a Carinola. E invece, stando alle parole del dott. Sirano pare che non sia andata proprio così. Insomma, tra l’edificio medioevale, epoca a cui risalgono i preziosi affreschi presenti al suo interno, ed alcune tracce ellenistiche (quarto secolo A.C.), pare che non vi sia nulla; possibile? E la sede vescovile? L’antica basilica paleocristiana? Il professore Paul Arthur, ordinario di Archeologia Medioevale presso l’università del Salento, presente alla manifestazione, nel suo intervento, lieve, gradevole e molto apprezzato, ha lasciato a noi tutti proprio questo interrogativo, vale a dire: “e l’antica sede vescovile dove era? Visto che la basilica si trovava proprio su di una strada (l’antica Appia) molto importante, centrale e trafficata per i tempi di allora?. Certo, ci si sarebbe potuto aspettare un qualche chiarimento, un qualche approfondimento in merito da chi ha insinuato questo dubbio e, cosa non trascurabile, ha partecipato in prima persona ai lavori di restauro dell’Episcopio come il dott. Sirano e invece no, il nulla. Allora, tutto resta racchiuso nell’interrogativo lanciato con un sorriso, come si è detto, alla fine del suo intervento dal professor Arthur: “Ma la basilica dove era?”. Basterà una tavola rotonda tra gli esperti del ramo per affrontare e risolvere questo dilemma? Certo, potrebbe bastare se si hanno idee in merito e non si è parlato tanto per parlare o perché si avevano altri incomprensibili e vani fini. Speriamo che tale appuntamento ci sarà presto e possa fugare i dubbi che si sono addensati a tal proposito e che una qualche risposta ci venga fornita e che il tutto avvenga quanto prima. Certo, bisogna uscire dal paradosso di una importante sede vescovile senza chiesa e per questo ci vogliono parole e non silenzi, cose non dette.


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