Archeologa Maria Diletta ColomboIl Roma (antico quotidiano di Napoli) del 7 Dicembre 1969, mezzo secolo fa, pubblicava un articolo di Adele Marini Ceraldi che a cinque colonne e con due grandi foto titolava:Forse i resti di un'antica città romana nei pressi dell'Episcopio di Ventaroli."

Con sottotitolo:"Dalle epistole 30 e 31 di S.Gregorio Magno del 599 si rileva con certezza l'esistenza della diocesi di Foro Claudio.Negli scavi effettuati in questi giorni è affiorata la pianta dell'antica basilica pagana, nella cui area è stata costruita poi la Basilica Paleocristiana di Santa Maria." Questo è quanto leggiamo nella monografia della stessa Adele Marini dedicata alla famosa Basilica, il cui articolo potrete leggere integralmente perchè qui allegato.

Oggi a distanza di cinquant'anni non sembrano essere stati fatti molti passui avanti.Gli scavi nella parte antistante la basilica non hanno portato alla luce niente di più di quanto già verificato dieci lustri orsono così come quando vennero effettuati anni orsono saggi per la costruzione della strada di accesso.

C'è un muro di tufo che segna il limite degli scavi effettuati in quel lontanissimo Dicembre 1969, muro che delimita non una barriera alla volontà smisurata del sapere, ma che più verosimilmente indica la fine dei fondi messi all'epoca a disposizione per gli scavi e sarebbe finalmente il caso di andare ben oltre quel muro e ben oltre la strada e, perchè no, nelle parti laterali o retrostanti la basilica per scoprire tutto quello che c'è da scoprire, sempre tenendo sotto il controllo dei guardiani 24h su 24 onde evitare sgradevoli visite di tombaroli professionisti, ammesso che possa considerarsi una professione quella del ladro di opere d'arte, o dilkettanti che siano!

Già mia madre, come leggerete nell'articolo che all'epoca fece molto scalpore,parlava di "opportunità di effettuare sondaggi esplorativi circa l'esistenza della città antica sepolta nei terreni circostanti la basilica."E' rimasta inascoltata per cinquanta anni e più anche per la richiesta di salvaguardare la zona dall'opera devastatrice di trattori e ruspe.Quella di S.Maria in Foro Claudio è stata finora una storia triste.

Non credo di esagerare se affermo che anche quest'opera meravigliosa ha pagato lo scotto di esistere nella più piccola e più trascurata frazione del nostro comune.

Non deve trarre in inganno il fatto che è entrata nel PIT del Litorale Domitio perchè non svelo un segreto se dico che l'amministrazione dell'epoca presentò ben altri progetti relativi alle frazioni maggiori del nostro comune rimanendo piuttosto meravigliata della scelta che all'epoca vebbe fatta dalla Regione la profonda cultura dei relativi addetti fortunatamente non venne meno.

A questo aggiungiamo le ipotesi più disparate fatte dagli esperti che assumono che la città non sarebbe mai esistita, nonostante la diocesi, e che si tratterebbe di un piccolo agglomerato (Prof.Guadagno).Ma quanto è avvenuto in occasione delle false e o vere teste di Modì a Livorno dovrebbe essere di monito per tutti!A riprova:oggi ho fatto una passeggiata sul posto ed ho avuta una ulteriore fortuna: ho visto con quanto amore e dedizione la Dott.ssa Maria Diletta Colombo, originaria di Busto Arsizio, l'archeologa nominata al posto dell'Archeologo Raddi si sta dedicando agli scavi intorno alla Basilica di S.Maria in Foro Claudio, coadiuvata dall'altra archeologa Dott.ssa De Filippis.

Due donne ancora,due donne finalmente che, sono certo, porteranno alla luce tutto quanto finora è rimasto nascosto e sapremo finalmente tutti la verità su Foro Claudio, tutti attendono, non solo gli addetti ai lavori! Buona fortuna Santa Maria in Foro Claudio, buona fortuna Ventaroli!Il riscatto è vicino. . .


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