INFIORATA 2019

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Ricorre oggi la solennità di S. Bernardo Vescovo patrono di Carinola e del Comune di Carinola. Una storia avvincente la sua  fatta di fede autentica di  vasta, profonda cultura di

bernardo sangusto sopraffino per l’ arte. Egli nasce intorno al 1030 -1040 probabilmente a Capua dove sicuramente passa parte importante della sua vita alla corte dei Normanni.

Nel  1087  gli  viene affidata la sede di Foro Claudio, dopo alcuni anni  intorno al 1100, trasferisce la sede Vescovile da Foro Claudio a Carinola,  il 26 giugno del 1094 compie la  traslazione del corpo di S. Martino  nella Cattedrale  che era ancora in fase di costruzione.

La sua storia ruota introno all’ Abate Desiderio che guida l’ Abbazia di Montecassino dal 1058 al 1086  abbellendola  grandemente.  E da Desiderio  siamo partiti per  formulare qualche nostra  ipotesi circa alcuni passaggi controversi  della vita di S. Bernardo. Il primo incontro tra l’ Abate Desiderio futuro papa Vittore III   e S. Bernardo avviene  molti anni prima della consacrazione a Vescovo di S. Bernardo. 

Quasi sicuramente a Capua dove già dal 1058 l’ Abate Desiderio prima di essere eletto Abate, era stato  inviato per conto  dell’ Abbazia di Montecassino per rivendicare la proprietà di  alcuni  possedimenti che ricadevano nella attuale zona di S. Tammaro- Carditello. 

Desiderio a partire dal 1058 va dunque a Capua  e vi ritorna successivamente in più  occasioni  sempre  per tutelare  gli interessi dell’ Abbazia di Montecassino a fronte della pretese dei  Principi  Normanni Riccardo I  e poi  Giordano I. 

A quei tempi  l’ Abbazia di Montecassino aveva proprietà vastissime che arrivavano anche in Puglia e in Sardegna e  i Normanni erano in forte espansione. L’ Abate Desiderio era dunque costretto a  trattare di beni proprio con i Normanni che non facevano altro che accaparrarsi terre e beni.  E’ dunque a Capua, presso la  Corte Normanna che l’ Abate Desiderio  futuro Papa Vittore III, in più riprese, a partire probabilmente già dal 1058, incontra S. Bernardo che già da giovane per la sua santità era stato  introdotto nell’ entourage della Corte Normanna che era  composta da  giudici, notai e  appunto religiosi. L’Abate Desiderio si rende subito  conto dei talenti  del giovane Bernardo, della sua santità, della sua illibatezza  restando colpito dalla evidente ascendenza che  il giovane Bernardo ha sui Principi Normanni e questo gli facilita il compito  vale a dire difendere i beni dell’ Abbazia dalle mire espansive  dei  Normanni.  S. Bernardo  diventa quindi  fondamentale nella carriera   dell’ Abate Desiderio e il perché emerge dalla scansione temporale degli eventi.  L’ Abate Desiderio guida per  30 anni  l’ Abbazia di Montecassino e lì sarebbe voluto rimanere da cultore di codici antichi  e di arte bizantina ma ad  un certo punto, il  24 maggio del 1086,  viene eletto Papa con il nome di Vittore III. L’ Abate Desiderio non accetta subito l’ investitura,   teme in primo luogo di non esserne all’ altezza  ma  teme,   (e forse aveva ragione) ,  anche  per la sua vita. Dal 24 maggio 1086 passano  10 lunghi mesi durante i quali Desiderio o per meglio dire papa Vittore III,  anziché starsene a Roma a fare il Papa, continua a rimanere quasi sempre a Montecassino.  E dal 24 maggio del 1086, arriviamo ad una data molto importante, quella del  21 marzo del 1087 quando  a Capua si tiene un drammatico Concilio. In questa occasione Vittore III scioglie la sua riserva e dopo  10 mesi, accetta finalmente l’ investitura Papale ma, ed è  questo per noi  il  dato  importante,  per certi aspetti  decisivo,  nella stessa data del  21 marzo del 1087 il Papa Vittore III nel pieno delle sue funzioni, consacra proprio S. Bernardo a Vescovo assegnandogli la sede di Foro Claudio che era vacante da tempo. La consacrazione di S. Bernardo a Vescovo il 21 marzo del 1087 avviene alla presenza e con la condivisione sicura del Principe Giordano e anche della potente ed influente gerarchia ecclesiastica  Gregoriana venuta apposta da Roma che aveva delle riserve su Desiderio. 

L’ Abate Desiderio era stato  eletto Papa dopo Gregorio VII  con un compito ben preciso, quello di pacificare i rapporti fra il Papa e i Normanni al fine di contrastare l’ imperatore  Enrico IV e  l’ antipapa  Clemente III. 

La posta in gioco era alta, in buona sostanza la  lotta per le investiture  in atto tra Papato ed Impero. Ma come si era  arrivati  ad eleggere Vittore III ?  Perché Gregorio  VII in punto di morte per la sua successione, suggerisce anche il nome dell’ Abate Desiderio pur sapendo che non era adatto a fare il Papa ? 

Perché nel conclave del  24 maggio 1086 la scelta cade poi effettivamente sull’ l’ Abate Desiderio che alla fin fine era un ottimo studioso e cultore dell’ arte ma il meno  idoneo a fare il Papa? Perché l’ Abate Desiderio  rifiuta  per ben 10 mesi l’ investitura salvo poi  accettare   il 21 marzo del 1087 ? 

La risposta a tutte queste domande, quella più calzante ai contesti storici  e allo spessore dei  profili anche umani dei personaggi,  per noi è una sola.  Gregorio VII indica come suo successore l’ Abate Desiderio perché sa che questi è l’unico ad avere la chiave giusta per ammorbidire i Normanni di Capua che, per quanto discutibili per condotta e moralità, in fatto di armi,  erano i più agguerriti  quindi quelli più adatti  a difendere il Papato.

E la chiave giusta era proprio  il nostro S. Bernardo. Il povero Abate Desiderio, se fosse dipeso da lui, se ne sarebbe rimasto tranquillo a Montecassino la cui Abbazia  nei suoi lunghi  anni di reggenza aveva rifatta e abbellita  recuperando  codici antichissimi.

Dopo 10 mesi dalla sua elezione, alla fine l’ Abate Desiderio rompe gli indugi ed  accetta   di fare il  Papa con il nome di Vittore III ma alla condizione di avere Bernardo al suo fianco.  S. Bernardo  nel momento in cui assume la responsabilità della sede Vescovile di  Foro Claudio e si trasferisce stabilmente a Carinola marzo-aprile 1087, viene  a trovarsi in una situazione di  privilegio assoluto. 

E’ ben voluto  dal Conte Gionata che  governa Carinola,  gode della stima, dell’ affetto,   e della riconoscenza incondizionata  del Papa Vittore III. La situazione precipita però  dopo soli sei mesi, esattamente il 16 settembre del 1087.  Infatti, dopo pochi giorni da un drammatico Concilio tenutosi a Benevento  alla fine di agosto del 1087  durante il quale erano state assunte importantissime decisioni compresa la scomunica di Clemente III, improvvisamente e per certi aspetti anche misteriosamente,  il 16 settembre 1087 muore il Papa Vittore III.  E’ fin troppo facile dedurre  che se Vittore III non fosse morto così prematuramente, S. Bernardo sarebbe stato destinato ad ascendere  molto in alto nella  gerarchia ecclesiastica di quegli anni, nel giro di pochi mesi sarebbe stato creato cardinale e per i suoi meriti sarebbe entrato tra i papabili al primo conclave perché a quei tempi era il Papa morente ad indicare la terna per la sua successione. E L’ Abate Desiderio o meglio dire Papa Vittore III chi  avrebbe indicato ? Per noi proprio lui,  S. Bernardo.  Dopo la morte del suo amico Papa Vittore III S. Bernardo  riprende  con umiltà e  serenità  la sua strada  senza perdersi d’ animo. Conserva ancora  per alcuni anni la sede Vescovile a Foro Claudio ma guarda  al futuro, comincia a tirare su la sua Cattedrale a Carinola,  a lavori ancora in corso,  il 26 giugno 1094 compie la traslazione del Corpo di S. Martino. S.  Bernardo decide quindi verso il 1100  di trasferire ufficialmente  la Sede Vescovile da Foro Claudio a Carinola con l’ intento preciso di  edificare un tempio che  oltre  a luogo di  preghiera deve  essere anche un monumento  per i suoi tempi unico per bellezza artistica, destinato a durare nei secoli e, a futura memoria e a scanso di equivoci, lo scrive chiaramente nell’ architrave della sua Cattedrale dove ancora oggi è perfettamente leggibile da tutti. S Bernardo oltre ad edificare una Cattedrale imponente, bellissima,  potremmo dire unica  per quei tempi,  continua a guardare lontano, precorre tempi e i Concili  costruisce quindi anche la casa per il clero che era un po’ una novità assoluta per i suoi tempi.

La sua missione terrena volge al termine,  la fine si avvicina e il 12 marzo 1109  vola al cielo lasciando il popolo di Carinola e la Corte Normanna del  più profondo dolore. Questa una breve sintesi di un mio modesto lavoro che qualche anno fa ho destinato ad un bel calendario di Carinola. 

Oggi 12 marzo 2019, ricorrenza  solenne, desidero a titolo personale  ma anche in nome e per conto di tanti Carinolesi soprattutto fuori  sede,  rivolgere un ringraziamento sentito a Don Amato Brodella  per tante cose. In primo luogo proprio per i suoi studi su S. Bernardo,  sulla   nostra Cattedrale,  sulla  ex Diocesi di Carinola.  Anni spesi in  ricerche certosine all’ esito dei quali Don Amato ci lascia libri importanti destinati a durare nei secoli. 

Egli  va ringraziato  per la sua  fede operosa proprio come quella di S. Bernardo oltre che di fedeltà assoluta alla Chiesa di Carinola. Oltre 50 anni in mezzo a noi e qui con noi è voluto rimanere,  mai vacanze se non quelle imposte dalle malattie  impegno concreto per valorizzare la Cattedrale rimettendoci di tasca propria e soprattutto, e di questo gli sono particolarmente grato,  impegno concreto per l’Annunziata per la quale si è speso concretamente ed  incessantemente anche di recente facendo avere a chi di competenza un estratto della sua storia della Diocesi di Carinola  da lui ritenuto dirimente.

Don Amato va ringraziato anche ed infine per i tanti insegnamenti di vita ai quali io cercherò  di tenere sempre fede.   Antonio Corribolo


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