by courtesy ING.ENRICO TUOZZIA proposito  del convegno, da non perdere, di Sabato prossimo alle 16,00 

CASA PARASCANDOLO by courtesy Ing.Enrico TUOZZI
Casa Parascandolo
a ROCCAMONFINA dove l'Arch. Alfredo BALASCO terrà una conferenza sull'arte catalana e anche a proposito dell'articolo apparso sull'edizione de  IL MATTINO di ieri, ricevo e pubblico: A proposito dei monumenti di architettura catalana a Carinola di cui mi sono interessata per oltre dieci anni dalle pagine del "Roma", chiamata a collaborare dal Direttore Alberto GIOVANNINI nel Luglio 1969, posso dire che Casa Marzano fu il primo articolo che pubblicai sulle pagine di quel quotidiano.Non fu tanto la venuta di Alfonso d'Aragona alla conquista del Regno di Napoli a determinare questo stile architettonico nelle nostre contrade, ma il matrimonio che la scaltra Covella, moglie di Giovanni MARZANO, duca di Sessa, combinò tra il figlio Marino ed Eleonora figlia naturale di re Alfonso. Un matrimonio cominciato sotto i migliori auspici e finito tragicamente molto per colpa dell'odioso Ferrante succeduto al trono del padre Alfonso.Ma, oltre ai ben noti monumenti che onorano Carinola nel mondo dell'arte,  ce n'era un altro che oggi non conosce più nessuno neppure di nome: è la casina PARASCANDOLO (foto cortesemente fornita dall'Ing.Enrico TUOZZI n.d.r.). Sorgeva di fronte a CASA MARZANO e se l'era fatta costruiore Re Alfonso per soggiornarvi quando veniva a Carinola per le sue battute di caccia al Cinghiale sul Monte MASSICO.Il re era un grande cacciatore, nel senso più largo della parola.Sì, anche in quello la cui preda era un'adorabile fanciulla di Capua della nobile famiglia D'ALAGNO, per la quale aveva letteralmente perduto la testa.Il re con la scusa della caccia al cinghiale,"con una fava prendeva due piccioni. . .". La casina era graziosa però tutta la sua bellezza era concentrata in una bvellissima finestra con colonnine ad arco inflesso, inscritta in un'ornia rettangolare retta da colonnine tortili e terminante in alto con un grande stemma di re ALFONSO (inquadrato di Durazzo e d'Aragona).Casa MARZANO fu minata dalle truppe tedesche in fuga. Nello scoppio delle mine crollò in mille pezzi anche la famosa finestra della casa di fronte, cioè casa Palascandolo.Quando nel 1944 da Roma venni a vivere a Carinola, trovai CASA MARZANO seriamente lesionata con il "patio" pieno di macerie. Casa PALASCANDOLO era abitata allora dalle due sorelle CAPUANO. Una di queste mi raccontò la storia e la triste fine che fecero i reperti della famosa finestra.Un brutto giorno due operai mandati dal Comune caricarono su un "tre ruote" le "macerie" sia di CASA MARZANO sia  della finestra di CASA PALASCANDOLO e andarono a gettarli sotto un cavalcavia, poco prima del cimitero di Nocelleto,cavalcavia che in quel tempo fungeva da sversatoio quando i rifiuti erano calcinacci. Così finì un piccolo gioiello opera di bulino più che di scalpello, leggera come il petalo di un fiore o un batter d'ali di farfalla, bella come il sogno d'amore dell'uomo che l'aveva concepita.
Adele MARINI CERALDI già Ispettrice Onoraria dei Beni Culturali telefono 0823939151

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