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CALCIO NAPOLI

ESSERE O NON ESSERE

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I minuti finali dell'incontro con la Dinamo Kiev hanno dato la misura di cos'è veramente il Napoli di oggi.

Un gruppo sostanzialmente amorfo.


Senza identità.
Senz'anima.
Sembra quasi che, una volta che il pallone sia a centrocampo, nessuno sappia davvero cosa farci.
sarribL'altro giorno discutevo con un amico dell'essere arrivato, per assurdo, a rimpiangere il calcio di Mazzarri. Con tutti i suoi limiti e le sue sconfitte (ma anche con le sue epiche vittorie).
I titolarissimi, il non ammettere mai le proprie colpe (in questo caso c'è "continuità" ndr), ecc.
Ma era un calcio arrembante, divertente, soprattutto vivo.
Dice "sì, ma quella squadra aveva un certo Cavani ed un certo Lavezzi".
Siamo d'accordo, ma poco altro.
La squadra di oggi (sulla carta) è forte in tutti i reparti.
Anche il tanto invocato attacco avrebbe soluzioni alternative a Milik se soltanto Sarri la piantasse (Sergio D'Angelo docet) di intestardirsi con lo stramaledetto schema del "falso nueve".
Manolo Gabbiadini, quello che anima i dibattiti (anzi li animava, perché ormai molti lo considerano in partenza) da bar, proprio ieri ha dimostrato che, lasciandolo libero di decentrarsi, di spaziare sul fronte d'attacco, senza consegne precise, può essere un pericolo per le difese avversarie.
Ma bisogna saperlo servire.
La prevedibilità.
Questo è il vero tallone d'Achille di questa squadra.
I ritmi compassati, i soliti movimenti, i soliti schemi.
Questo è il problema.
Mi fà sorridere il "biglietto da visita" col quale Maurizio Sarri si presentò a Napoli.
"Un allenatore che ha nel suo bagaglio tecnico almeno 31 (se ricordo bene) schemi diversi di gioco".
Io, personalmente, ne ho visti solo due.
Quello che usava ad Empoli e che a Napoli gli fù fatto abbandonare dopo quattro giornate, perché faceva acqua da tutte le parti, e quello che usa adesso, il 4-3-3, e dal quale non si schioda.
Duole ammetterlo ma questo gruppo (allenatore in testa) resta orfano della "infame partenza".
Questa squadra stenta ad "elaborare il lutto". Non riesce, tatticamente e mentalmente, a guardare oltre. Quasi si compatisce. Diventa sorda ai rumori esterni, agli eventi. E intanto scivola. Giù. Lentamente ma inesorabilmente.
E nessuno sà davvero cosa fare.

Giulio Ceraldi

#ForzaNapoliSempre

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