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CALCIO NAPOLI

QUELLO STADIO MEZZO VUOTO CHE NON GIOVA A NESSUNO

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Spettatori 25.000 circa.
Era Napoli vs Milan.
Ancora una volta si è visto un San Paolo mezzo vuoto.


Aurelio De Laurentiis ha cercato di invogliare la tifoseria ad andare allo stadio promettendo parte dell'incasso alle vittime del terremoto di Amatrice e dintorni.
L'appello chiaramente non ha funzionato.
Colpa dei tifosi? Credo proprio di no.
In primis il presidente poteva sbilanciarsi di più ed essere preciso sulle percentuali da donare. Personalmente credo che con i soldi in entrata questa stagione, tra premi Champions e cessioni eccellenti, ADL poteva sbilanciarsi e donare l'intero incasso. Ma, evidentemente, queste sono sfumature e soprattutto considerazioni strettamente personali.
Quaranta euro per andare in curva hanno ulteriormente scavato il solco tra la società è lo zoccolo duro del tifo: gli ultras e chi in generale non può spendere grosse cifre per andare allo stadio ma resta tra chi lo frequenta di più.
Le condizioni del catino di Fuorigrotta, sempre sull'orlo dell'inagibilità (al di là dei soliti ciclici proclami ndr), hanno fatto il resto.
Inutile rimpiangere le folle dei bei tempi andati.
Tante, troppe cose sono cambiate.
Oggi la partita puoi addirittura guardarla sul telefonino (e non necessariamente pagando...).
Allora era pura fantasia.
Per vedere i gol bisognava attendere Novantesimo Minuto sul Primo Canale (l'attuale RaiUno) oppure la Domenica Sprint (Secondo Canale - l'attuale RaiDue) oppure la Domenica Sportiva.
L'unico modo di seguire il calcio in diretta era la radio. Tutto il Calcio Minuto per Minuto. Dove personaggi, incredibili come Enrico Ameri,  Sandro Ciotti (con la sua inconfondibile voce), Ezio Luzi ed altri raccontavano le partite usando l'arte di saper descrivere ciò che non si vede.
Irripetibile.
La gente è cambiata. E con essa il modo di tifare. Bisogna ammetterlo. È così.
Interi decenni senza vincere l'ombra di una coppetta ma di contestare non se ne sapeva nemmeno quasi il significato (tranne isolati episodi nell'era Ferlaino).
Insomma, il "trend", se e quando lo stadio verrà ristrutturato, è di farne una struttura di élite (nel senso di chi potrà permetterselo ndr).
I segnali ci sono tutti, da parte della SSC Napoli.
Purtroppo.
Se così sarà  (ma non fasciamoci la testa troppo presto ndr), lo scollamento, la rottura del "cordone ombelicale" tra città e squadra (cosa impensabile, a tutt'oggi) sarà quasi inevitabile e "l'americanizzazione" che il presidente si augura, dai tempi dell'acquisizione della SSC Napoli dal Tribunale Fallimentare, sarà compiuta.


Giulio Ceraldi


#ForzaNapoliSempre

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