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CALCIO NAPOLI

CRISI DI PANICO . . . O DI ASTINENZA?

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Sembra passata un'eternità dai tempi di questa foto.
E forse è così.
Oggi il Corsport titola a nove colonne che potrebbe

essere il giorno decisivo per il Pipita. Il giorno della verità.
Per adesso ciò che è emerso da questa storia è la fragilità dell'ambiente Napoli. Non della società (il presidente, in fondo - e mai come stavolta - ha subito provato a zittire le voci di una trattativa con la Juve), non della squadra (Josè Maria Callejòn ha detto di non aver mai sentito il compagno Gonzalo parlare di voler andar via da Napoli).
La fragilità di cui parlo, emersa puntualmente al primo accenno di scricchiolìo (creato ad hoc da "certi media" ndr), è quella dei tifosi (o almeno di una parte di loro).
È bastato mettere sù una notizia basata sul nulla concreto a scatenare uno "tsunami" di invettive contro il centravanti argentino. 
Parole spesso irripetibili, stracolme di livore, di risentimento e in alcuni casi vicine all'odio. 
È questo il nostro punto debole, il nostro tallone d'Achille. 
Abbiamo l'incapacità manifesta di fare quadrato, di respingere al mittente i tentativi di destabilizzare il nostro ambiente. 
Con le nostre ataviche insicurezze, la nostra ansia, le nostre "crisi di panico" spianiamo regolarmente la strada a chiunque voglia creare confusione e venire a turbare quella tranquillità, quell'isola felice ricreata non senza difficoltà da Maurizio Sarri in un ambiente lacerato, quasi in "macerie" all'indomani della fine dell'era Benitez.
I record polverizzati nell'ultima stagione?
I 36 gol del Pipita, dopo 62 anni da Nordhal? La Champions League conquistata "in carrozza"? Il titolo di campioni d'inverno dopo 26 anni? Tutto buttato nel cesso (perdonatemi la volgarità ndr).
Tutto in nome di cosa? Della frenesia, dell'incapacità di goderci le cose belle di questa squadra e della stagione che và ad iniziare.
C'è poco da fare. Basta che si nomini o si manifestino "loro" (il nemico giurato numero uno ndr) e tutto passa in second'ordine. Il resto perde qualsiasi significato. Anche se a scatenare il tutto sia una voce, un pettegolezzo, una chiacchiera da bar.
Forse davvero il Pipita andrà alla Juventus (io, personalmente, continuo a non crederci ndr). Probabilmente, anche vista l'atmosfera creatasi intorno a lui, comunque lascerà Napoli.
O forse resterà ma senza rinnovare. Al momento è possibile tutto e il suo contrario.
Ma comunque vada una cosa è certa: o la smettiamo, una volta e per sempre, con certi isterismi oppure finiremo per rompere noi stessi quel giocattolo che amiamo così tanto da rischiare spesso di distruggerlo.

Giulio Ceraldi

#ForzaNapoliSempre

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