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CALCIO NAPOLI

FAVOLE NAPOLETANE. . .

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La telenovela Lapadula s'è finalmente conclusa e (aggiungo) fortunatamente nel modo che tutti sappiamo.
Come spesso accade, si riconoscono doti ben al di sopra delle reali possibilità del calciatore in

modo direttamente proporzionale alle lungaggini della trattativa che dovrebbebportarlo al club.
Ancora una volta la tifoseria s'è spaccata tra chi vedeva nel pescarese il perfetto vice-Higuaìn (senza aver giocato nemmeno un giorno nella massima serie ed un solo "anno buono" nella serie cadetta) e chi non lo voleva a Napoli perché è un perfetto sconosciuto, perché era indeciso e perché non era esattamente economicissimo in rapporto all'età.
Ora molti recriminano che la SSC Napoli assimila le trattative per prendere giocatori a delle vere e proprie gestazioni interminabili e dagli esiti spesso negativi. In più molti pensano che scegliere il Milan, per Lapadula, sia equivalso a scegliere di giocare anziché fare il muschio in panchina all'ombra del Pipita.
Io dubito che al Milan si contenteranno di avere lui alla guida dell'attacco e anche le notizie che girano oggi sembrano indirizzate a confermare questa teoria (vedi alla voce Lukaku).
Ma il problema non porta il nome di Lapadula (ripeto, è andata bene com'è andata ndr). Il problema sono i rifiuti a raffica che il Napoli riceve un pò ovunque.
In passato avevo parlato della solita storia dei diritti d'immagine, come causa di questi rifiuti. Ora credo che questa "teoria", da sola, non regga più.
Il Napoli paga poco o, riformulando la frase, paga meno degli altri. Lo sò cosa state pensando: stupidaggini.
Và bene. Tento di ricalibrare il concetto. Il Napoli paga un prezzo spesso più alto degli altri per acquisire il cartellino di un giocatore (e questo è dovuto allo scarso "potere politico" del DS di turno). La musica cambia completamente quando c'è da pagare gli ingaggi. Anche nel caso suddetto del pescarese questi finirà per percepire un ingaggio migliore al Milan di quello che gli avrebbe garantito il Napoli.
La differenza stà tutta là.
De Laurentiis cerca ogni santa stagione di calciomercato estivo (ma anche invernale) di buttarla sull'orgoglio di vestire la maglia azzurra, abbracciare la causa di una città bellissima come Napoli, il sole, il mare e via discorrendo. E, per carità, io la penso allo stesso modo, istintivamente parlando. L'ho spesso anche scritto su queste pagine.
Sfortunatamente la realtà è altrove. La differenza la fanno i soldi e soltanto questi.
De Laurentiis paga poco e male (vedi diritti d'immagine) rispetto ad altri club.
Se ADL avesse l'onestà intellettuale di ammettere di non voler (o potere?) spingersi oltre, finanziaramente parlando, certi limiti e chiedesse alla tifoseria di accontentarsi delle piazze d'onore, delle Coppe Italia, delle eventuali Supercoppe Italiane, delle discrete figure in Europa e degli exploit occasionali con le "grandi", ne guadagnerebbe in termini di rispetto. Di tutti.
E invece no. Lui persevera in questa recita del giocatore che, nonostante le lusighe azzurre, ha rifiutato la città primancora che la squadra.
Con molti tifosi questa pantomima funziona ancora ma non ci è dato di sapere quanto questo potrà durare. Con moltissimi altri questa tattica non funziona più e sale tra i tifosi la sensazione che questa potrebbe essere l'ennesima stagione dove il ritiro pre-campionato inizia con una squadra incompleta. Non mi si fraintenda. Il Napoli è una squadra già molto forte così com'è. Nessun dubbio al riguardo.
Ma per colmare la forbice che ci separa dallo scudetto bisogna farne di strada.
E, se non bastasse, non si può pensare che le strisciate non-Juve continueranno all'infinito, insieme a qualcun'altra, a fallire le stagioni, una dopo l'altra.
Per quanto la frase che gira da anni tra la tifoseria azzurra suoni irriverente, questa resta pur sempre la più rispondente alle problematiche affrontate in queste righe.
Se veramente vuoi vincere, se veramente lo vuoi...presidè, càcc'ê sòrde.

Giulio Ceraldi

#ForzaNapoliSempre

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