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CALCIO NAPOLI

LA GUERRIGLIA DEL PALLONE

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Gli europei di calcio sono appena iniziati.
Parliamo dei risultati delle prime partite? No, non direi.
Parliamo di incidenti. Parliamo della guerriglia urbana scatenatasi negli ultimi giorni per le strade di Marsiglia.

Credo che tutti o quasi sanno cosa è successo seguendo i notiziari in tv, alla radio e online.
La reazione istintiva è quella di augurarsi che queste orde di vandali vengano punite e le rispettive squadre che questi pseudo-tifosi pretendono di rappresentare vengano sospese se non addirittura radiate dalle competizioni internazionali.
L'interrogativo che sorge subito dopo e a mente fredda è se incidenti del genere possono essere evitati.
Negli ultimi tempi la Francia è stata bersaglio di sanguinosi atti terroristici e l'attenzione delle forze dell'ordine e in generale dei sistemi di sicurezza transalpini sono stati impegnati nel rendere sicuri questi europei di calcio onde evitare altri episodi del genere.
Non mi è dato di sapere se i servizi di sicurezza francesi abbiano collaborato con gli organi corrispettivi dei Paesi partecipanti alla competizione continentale.
Tuttavia basta fare due più due per rendersi conto che orde di vandali si sono fronteggiate per le strade di Marsiglia, mettendo a ferro e fuoco la città, senza che fossero stati fronteggiati adeguatamente da chi di dovere.
Ora, non stà a me giudicare l'efficienza dei sistemi di sicurezza posti in essere per assicurare il normale e pacifico svolgimento di questi campionati. Tuttavia posso limitarmi a notare particolari, visibili nelle immagini trasmesse un pò dappertutto degli incidenti di Marsiglia.
Vetro. Vetro di bottiglie rotte dappertutto e soprattutto bottiglie (sempre di vetro) brandite come arma d'attacco da parte dei vandali di cui sopra. Ci vuole una mente brillante per capire che il vetro andrebbe bandito, in situazioni del genere, e che qualsiasi tipo di bevanda andrebbe servito in contenitori di plastica (meglio se aperti)? È così difficile da capire?
E ancora. Si sapeva dai tempi dei sorteggi che le tifoserie inglese e russa non vanno proprio d'accordo (per usare un eufemismo).
Come si può lasciare le due tifoserie, all'interno dello stadio Velodrome ieri sera durante il match Inghilterra - Russia, a diretto contatto? Risultato?

Ad un certo punto della partita i sostenitori più "caldi" della squadra in maglia granata (la Russia ndr) hanno fatto partire "la caccia all'inglese e ai suoi colori". Successivamente la polizia ha disperso i più facinorosi per evitare il peggio.
Ora la UEFA stà preparando un referto su questi incidenti.

Entrambe le federazioni, inglese e russa, rischiano forti sanzioni e addirittura l'allontanamento dalla competizione.

Tutto giusto, tutto sacrosanto.
Si poteva evitare tutto questo? La risposta è, francamente, sì.
Quando si decide di apporre la propria candidatura ad ospitare eventi sportivi del calibro di un europeo di calcio bisogna farlo con cognizione di causa e, soprattutto, con grande preparazione dal punto di vista della sicurezza, collaborando a livello internazionale con gli altri organi di sicurezza. La presunzione di poter far da sé, come si è visto, non paga.
Perché in Inghilterra questa gente se ne stà tranquilla? Idem, per quanto ne sò, per la Russia.
I francesi, in queste ore, se lo stanno domandando?

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