unoabEccolo qui.
È questo l'ultimo spauracchio. La montagna da scalare. La vetta da raggiungere. L'impresa.
È la distanza che ci separa dalla vetta.


Un punto.
Col Milan arroccato in difesa, pronto a randellare chiunque provasse ad imbastire un barlume di manovra e con la complicità di un arbitro troppo "anglosassone", si è vista una squadra, la nostra, sbattere ripetutamente contro un muro. Così. Come una banalissima pallina di gomma.
Un amico tira fuori la vecchia storia (vera, per carità) del pappone che non rinforza la squadra. Un altro azzarda la teoria che ADL sembra non voler fare l'ultimo sforzo, quando il traguardo quasi lo si può toccare.
Io credo che gli avversari ci abbiano "preso le misure" e d'ora in poi ogni partita sarà una faticata terribile.
Credo pure che il rispetto delle "icone" nel calcio non paga. Certo, ci vuole tatto. Ma bisogna avere il coraggio e la determinazione per fare scelte, anche impopolari ma farle, per il bene della squadra ed in nome di un solo, unico e fondamentale obiettivo: la vittoria.
Nel calcio le gerarchie funzionano se chi è considerato all'apice di queste giustifica la posizione sulla base di fatti e non delle simpatie della piazza.
Maurizio Sarri è chiamato a fare delle scelte.
Qualcuno degli "intoccabili" và fatto accomodare in panchina, per un pò. Sono stanco di vedere la solita replica della storia di chi proprio non riesce a tirare fuori gli attributi (vada a ripetizione da Pepe Reina ndr) sempre nei momenti topici del torneo.
È un anno troppo importante per pensare ai "senatori".
La posta in palio è la più alta possibile e la maglia deve (ripeto, deve) venire prima di tutto il resto.
#ForzaNapoliSempreGiulio Ceraldi


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