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CALCIO NAPOLI

IL CORAGGIO DI CAMBIARE

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Supercoppa Italiana 2014Il Napoli è a Doha, in Qatar, per giocarsi, lunedì alle 18,30 ora italiana, il trofeo che potrebbe cambiare il corso dell'intera stagione. Arriviamo a questo appuntamento con tanti, tantissimi dubbi e poche, pochissime certezze. Per assurdo le speranze di vittoria più che reggersi sulle spalle di campioni come Higuaìn, Callejon e Hamsik si legano alla fisicità, lo scatto, l'esu_

beranza di Duvan Zapata. Tutti a parlare di lui, in queste ore. E' a lui che si aggrappano le speranze azzurre di successo contro la Juventus.

Gonzalo Higuaìn appare, insieme ai suoi compagni iberici, come un gruppetto di persone infila ad aspettare la fine della stagione per lasciare la squadra ed approdare in lidi più prestigiosi. Mai come negli ultimi tempi il Pipita è apparso svogliato, pesante nelle movenze e soprattutto nervoso, nervosissimo. Pronto a mandare a quel paese chiunque, per un passaggio sbagliato, una triangolazione mancata, un assist sbilenco e così via. In alcune partite la squadra sembrava un insieme di persone prese a caso per strada e messe in campo con le maglie dello stesso colore. Niente di più.

In fondo non è il risultato in sé a fare la differenza (per quanto la sconfitta non piaccia a nessuno, sia ben chiaro ndr) ma la modalità con la quale quel risultato si ottiene (o si subisce). Quel modo compassato di giocare, quei ritmi blandi da Barcellona dé noàntri, senza le doti tecniche per poterli sostenere. Quella palla mai giocata di prima, quei continui passaggi indietro, quella incapacità manifesta di saltare l'uomo (tranne Lorenzinho). Quella difficoltà nel depositare la palla in rete, nonostante si tiri in porta, e quei balbettanti meccanismi di difesa, senza uno straccio di diagonale, senza che nessuno dannatamente scali sull'attaccante avversario...insomma, per usare una frase di Nelson Mandela, il compito più difficile nella vita è quello di cambiare sé stessi e purtroppo il destinatario di queste parole è uno ed uno solo: Rafa Benitez.

Se c'è una cosa della quale sarò sempre grato a Mazzarri (col quale, chi legge i miei articoli lo sà, non sono mai stato tenero ndr) è di aver avuto la grande intuizione di organizzare il proprio gioco facendolo ruotare attorno alla stella del suo Napoli: Edinson Cavani.

Gonzalo Higuaìn non ha le stimmate del Matador. Forse gli è superiore tecnicamente ma la forza fisica e mentale del bomber di Salto lui se la sogna. Gonzalo non sarà mai il giocatore che si carica sulle spalle l'intera squadra e vince le partite da solo (alias il Matador). Ciò nonostante, la presunzione di voler adattare i giocatori ad un modulo anziché l'esatto contrario stà completamente distruggendo talenti (non campioni, si badi bene ndr) come Marek Hamsik, che arranca negli schemi di Benitez. Il gioco lo si plasma attorno agli interpreti migliori di una squadra.

Il gioco che Benitez cerca di fare è lo stesso che Zeman fà da sempre con le sue creature. Ciò che fà la differenza sono gli interpreti. Se hai un gruppo di giovani da plasmare allora sì che puoi inculcare nel gruppo la tua mentalità, il tuo gioco, il tuo credo calcistico. Funziona. E' così che i "Davide", a volte, abbattono i "Golia".

Nel caso di Rafa, lui dovrebbe avere l'elasticità e, perché no, l'umiltà di rimodellare il proprio gioco intorno ai suoi interpreti migliori.

Soltanto così può sperare di finire in crescendo una stagione che verosimilmente sarà l'ultima (e questa volta, per sempre) nel campionato italiano.

E adesso basta chiacchiere e andiamoci a prendere la Supercoppa Italiana.

E Forza Napoli Sempre!!!

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