Hamsik"Quel pallone è come stregato e pare che la partita debba proprio concludersi sullo 0 a 0".
Sembra un brano estratto dal racconto "La partita maledetta".
E invece ci pensa Marek Hamsik a sbrogliare la matassa

e a far riprendere finalmente il cammino degli azzurri, brutalmente interrotto negli ultimi due turni.
E' il minuto 83 quando può finalmente liberarsi l'urlo dei cinquantamila del San Paolo.
Ballardini imposta un Genoa guardingo e volutamente rimaneggiato in alcune pedine fondamentali (Milanetto, ad esempio) per   riaverle disponibili in occasione del "derby della lanterna" con la Sampdoria.
4-4-2 strettissimo nelle prime due linee che chiude praticamente tutti gli spazi ai partenopei.
Portieri praticamente inoperosi nel primo tempo. Napoli che colleziona diversi tiri verso la porta difesa da Eduardo, ma tutti fuori bersaglio. Idem dicasi, ma in misura minore, per i rossoblù più preoccupati di controllare il match anziché di affondare i colpi. E c'è da dire che il compito gli riesce benissimo, quasi in modo compassato.
Ripresa dalla musica diversa per il Napoli. Non più attacchi alla cieca che si infrangono contro la diga genoana ma azioni manovrate impostate a creare varchi. E in questo Lavezzi, tornato al suo posto, è maestro. Scorazza a destra e a sinistra. Si insinua, penetra, salta. In una delle azioni sembra voglia scimmiottare "la pulce" (al secolo, Lionel Messi), salvo poi perdere la palla nel momento topico dell'azione (ahimé, marchio di fabbrica del Pocho).
Dossena, pur dovendo fare i conti con la fitta rete difensiva rossoblù, fà un partitone. Molto meglio di Maggio, ormai in fase di netto calo già da qualche turno.
Cavani ancora una volta poco e mal servito, ma sbaglia un gol quasi fatto di testa.
Lavezzi di gol neanche a parlarne, anche se a trequarti del match è Eduardo a superarsi e a negargli la gioia della rete.
Hamsik fà la sua parte, imbastendo, cucendo e...segnando il gol che, nel pantano del San Paolo, proietta sempre di più gli azzurri verso la Champions diretta, con un terzo posto oggi più saldo.
Una piccola parentesi la merita Mazzarri. E' nell'occhio del ciclone per alcune sue dichiarazioni. Parte dei tifosi vorrebbe già metterlo sul banco degli imputati perché reo di giocare al rialzo con la società, rimandando il discorso riconferma a fine stagione.
Pur essendo anch'io dell'idea che sarebbe frutto di semplice e sano buonsenso evitare certi argomenti nel momento clou della stagione, a risultati ancora da acquisire, ricorderei che certe "danze" le ha aperte lo stesso presidente De Laurentiis, alcune settimane fà, a proposito di tesserati, contratti, motivazioni e quant'altro (basta fare una banale ricerca su Google per trovare queste "perle di saggezza") con un tempismo degno del musicista più stonato. Ma si sà. Il presidente ama la teatralità degli interventi (salvo poi scoprire di essersi buttata la zappa sui piedi da solo...ma tant'è).
Chi mi legge sà che non sono esattamente un fan sfegatato di Mazzarri. Ma stavolta mi sembra sia stato un pò preso in mezzo e fatto vittima di critiche troppo aspre da parte dei tifosi per essere stato semplicemente sincero.
E ai tifosi, spesso, la sincerità non piace. Meglio le bugie. Meglio le illusioni.

 


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