Edinson CavaniQuindici giorni. Quindici lunghi giorni ci hanno tenuti lontano dal nostro giocattolo preferito. E questo, ieri, alle dodici e trenta di una domenica pre-estiva come ci ripaga? Con una partita di quelle da raccontare ai nipoti. Epica.
Un altro tabu’ e’ stato abbattuto, dopo quindici anni: il Napoli batte in casa la Lazio. E dei 25 gol di Cavani non diciamo nulla (un’altra tripletta)? E cos’altro si puo’ dire di un alieno come lui? Stratosferico.
Reja. L’uomo che ci ha riportati nel calcio che conta e’ stato accolto con un mazzo di rose, come si conviene ad una persona che restera’ per sempre nei cuori dei napoletani per la sua signorilita’ ed il suo amore sincero per la citta’ e i suoi tifosi. Da applauso.
Il match.
Si comincia e subito si intuisce che gli azzurri non avranno vita facile con questa Lazio. I biancocelesti si schierano con un 4-2-3-1. Brocchi e Bresciano davanti alla difesa. L’australiano preferito ad Hernanes e la scelta si rivela quasi azzeccata. Zarate che “torna” per prendersi la palla dal trio Mauri, Sculli, Gonzales.
Il Napoli soffre la superiorita’ del centrocampo vero della Lazio anche a causa di un Dossena che tende a coprire anziche’ ad impostare. Ma soprattutto per la giornata non proprio straordinaria del duo Yebda – Pazienza.
Infatti, dopo un tiro defilato di Hamsik al 22’, la Lazio passa. Delizioso slalom di Mauri che, servito da Sculli, si beve mezza difesa napoletana ed insacca a fil di palo alla destra di De Sanctis. Lo stesso Mauri, pochi minuti dopo, fallisce di un nulla il raddoppio. Il Napoli appare stordito e non reagisce. Anzi subisce il raddoppio al minuto 57 della ripresa. Punizione di Garrido dalla destra e Dias al volo anticipa tutti e spedisce la palla in rete. Sembra un incubo. La cronistoria di una sconfitta inevitabile. E invece eccoti il Napoli irriducibile, quello delle riprese arrembanti dove il cuore va’ oltre ogni ragionevole previsione e regala emozioni straordinarie. In un minuto Dossena e Cavani trasformano il gremitissimo San Paolo in una bolgia. Minuto 60. Da una punizione di Lavezzi, Sculli serve inavvertitamente di testa un assist per Dossena che con una inzuccata perentoria accorcia le distanze. Minuto 61, sempre da una punizione del Pocho, Maggio serve di testa dal limite dell’out destro per l’accorrente Cavani che insacca alle spalle di Muslera. Prima dell’uno-due azzurro c’era stata una rete non ravvisata dall’arbitro Banti su tiro di Brocchi. La palla picchiava sulla traversa e rimbalzava al di la’ della linea ma ne’ il direttore di gara ne’ il suo collaboratore se ne accorgevano. Ancora una volta, pero’, i biancocelesti si riportano in vantaggio. Sortita di Zarate che scocca un tiro da sinistra e sulla respinta corta di De Sanctis c’e’ la sfortunata deviazione in rete di Aronica. E’ il 68’.
Quando il Napoli affonda deciso sull’acceleratore, quest’anno non c’e’ avversita’ che tenga. Minuto 81. Cross di Aronica, di petto Cannavaro la gira a Cavani falciato in piena area da Biava. Cartellino rosso per il laziale e calcio di rigore. Cavani trasforma con la freddezza del vero ed unico Matador. 3 a 3 e San Paolo in delirio. Ma non e’ finita. Ormai e’ un assalto al fortino Lazio. Il Napoli vuole i tre punti. E li ottiene al minuto 88. Mascara serve di testa un pallone che Cavani, con un pallonetto, deposita alle spalle di Muslera che puo’ solo sfiorare. Ora lo stadio e’ un tripudio di cuori e di azzurro.
La Lazio e’ battuta ed il Napoli si riporta in seconda posizione a tre lunghezze dalla capolista. Domenica prossima Cavani dovra’ scontare un turno di squalifica per una ammonizione rimediata ieri. Ogni tanto si ricorda di essere un po’ umano anche lui.
Comunque, con o senza Cavani, si va’ a Bologna per vincere. Ormai non ci si puo’ fermare piu’. Troppi indizi lasciano intravedere che sognare ad occhi aperti non e’ piu’ vietato. Crediamoci fino all’ultimo e...chi vivra’ vedra’.


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