Ezequiel LavezziUn Napoli “bi-fronte” impatta al San Paolo dopo aver rischiato nel recupero di subire la beffa dalle “rondinelle” del Brescia. Se sintetizzassimo cosi’ la partita di ieri faremmo una enorme ingiustizia nei confronti degli azzurri.


E’ vero, il tonfo di lunedi scorso a San Siro non e’ stato cancellato da una vittoria che sembrava essere scritta. La si aspettava un po’ tutti, rotonda e roboante. Cosi’ non e’ stato. Ma e’ pur vero che stavolta Mazzarri ha ragione a lamentarsi dell’arbitraggio. Non si possono ignorare due rigori nettissimi (uno per tempo) non concessi dal signor Mazzoleni. Il primo al minuto 33, quando Maggio, nel tentativo di colpire di testa a rete, veniva platealmente sbilanciato da Accardi e le proteste vibranti nei confronti del direttore di gara costavano l’allontanamento dal campo del tecnico toscano. Il secondo penalty non accordato e’ all’80’ quando Kone alza da terra Mascara che stava per calciare nell’area bresciana.
Il Napoli aveva iniziato il match col piglio giusto. Gia’ al 1’ Zuniga calciava un corner per Cavani che prontamente tentava la finezza di tacco per l’intervento sulla linea dell’estremo difensore Arcari. Ancora il Matador, con un potente diagonale dalla sinistra al minuto 8, impegnava severamente il bravo Arcari.
Napoli a tratti tambureggiante e bello da vedere nel suo gioco corale contro un Brescia ben coperto ma non arroccato in difesa.
Zuniga, sempre piu’ in palla, concludeva due volte (23’ e 28’), di piede in diagonale e con uno splendido colpo di testa che esaltava ancora le doti di Arcari.
Un Hamsik ispirato aveva la sua chance al 26’ ma ancora il portiere avversario diceva di no. Sembrava dovesse sbloccarsi il risultato da un momento all’altro e la partita era sinceramente godibilissima e avvincente, anche grazie a qualche controffensiva bresciana fuori bersaglio.
Poi la ripresa raccontava di un match dei nostri completamente diverso. Stanchi, disuniti e, dopo i vari cambi (60’ Mascara per Dossena, 73’ Lucarelli per Pazienza, 82’ Yebda per Aronica) anche sbilanciati, se non in alcuni casi sbilenchi. In piu’ si spegnevano i protagonisti della prima frazione (su tutti Hamsik) e Cavani sbagliava qualche aggancio di troppo. I lombardi, dal canto loro, tagliavano a fette il centrocampo partenopeo in contropiedi ficcanti e pericolosissimi (anche grazie al solito immancabile passaggio sbagliato di Gargano) e solo la verve di De Sanctis e Cannavaro, unite all’imprecisione di Caracciolo evitavano la beffa agli azzurri. Poca cosa gli innesti di Lucarelli (inutile) e Mascara (ancora una volta spaesato).
Insomma, vorra’ pur dire qualcosa se nel computo dei novanta minuti i migliori nelle fila azzurre sono stati De Sanctis, Cannavaro e Campagnaro.
Tutti speriamo che si sia trattato di un Napoli affetto da “lavezzite acuta”, quello delle ultime due uscite in campionato. Gia’, perche’ pur se a volte il giovanotto argentino ci fa’ dannare coi suoi dribbling insistiti e i suoi comportamenti sopra le righe e’ pur vero che e’ l’unico a tutt’oggi ad essere capace di cambiare la marcia alla squadra, di velocizzarla e di renderla capace di squarciare le difese con le sue accellerazioni perentorie e improvvise.
In piu’ c’e’ da dire che e’ lui la “musa ispiratrice” di Cavani. E’ dai suoi piedi che sono partiti la stragrande maggioranza degli assist per il Matador che senza di lui ha segnato solo contro il Lecce con quel capolavoro balistico da trenta metri. Quindi aspetterei a parlare di crisi di Cavani in zona gol, se e’ vero che la sua astinenza da segnatura dura da 304’ che corrisponde a poco piu’ di tre partite. Cioe’ la durata della squalifica del Pocho.
Apro ancora volta una piccola parentesi riguardante il giovane Dumitru. Anche oggi al miglior “classe ‘90” del campionato italiano (definizione data dagli addetti ai lavori) e’ stato preferito Lucarelli e tutti abbiam visto cos’ha combinato il livornese. Ripeto, Dumitru ha dimostrato di saper giocare a pallone e di saper sfruttare anche gli scampoli di partita concessigli da Mazzarri. Lo si vuole “bruciare”? La strada intrapresa e’ quella giusta per realizzare l’insulso fine.
Ed ora sotto col Parma. Senza timori. Siamo ancora terzi. E’ questo il nostro obiettivo. C’e’ da difendere questa posizione e c’e’, soprattutto, la necessita’ di ricominciare a vincere.
C’e’ un certo Ezequiel Lavezzi che rientra. E non e’ poco.

 


Percorso

Condividi con chi vuoi...