MAGGIO AL 95'E’ stata la vittoria della volonta’.La volonta’ di crederci fino all’ultimo secondo. Una squadra che non molla mai, incitata da un pubblico incredibile che crede

 nell’impresa quest’anno e non vuole far mancare il proprio supporto mai, anche quando tutto sembra remare contro. Si, e’ vero, l’organico e’ deficitario di cambi adeguati. Si, e’ vero, la’ davanti si avverte a volte la mancanza di un ariete vero e proprio capace di svettare sulle palle alte e metterla dentro. Ma il Napoli di questa’ anno e’ una squadra che predilige il fraseggio palla a terra e che vuole quasi entrare in porta palla al piede. Un po’ come il Barcellona di Guardiola ma, ovviamente, con ben altri “attori”.

Cavani l’immenso. L’uomo della provvidenza. Il macinatore di chilometri. Il vero campione della squadra. Colui il quale e’ capace di andarsi a prendere la palla in piena difesa azzurra e riavviare l’azione. L’impresa del prossimo mercato estivo sara’ tenerlo a Napoli. Eh si, perche’ settimana dopo settimana ha ormai gli occhi addosso di mezza Europa e sara’ appunto un’impresa trattenerlo. Cavani e’ pronto per i massimi palcoscenici. E’ la societa’ che deve allestirgli una squadra attorno degna di lui. Lavezzi e’ il solito guascone che infiamma le platee e la prova e’ la sua povera caviglia tartassata che lo costringe ad uscire nella ripresa. Maggio s’e’ ripresa la sua fascia, coronando una prestazione finalmente degna di lui con un gol che e’ la sintesi del fato scritto per il Napoli di quest’anno.

Hamsik si carica la squadra sulle spalle, nella ripresa, e guida la riscossa che si evince nel conto dei corner finali: 16 a 3 in favore degli azzurri.

Dossena, dal canto suo, macina anch’egli chilometri sulla sua fascia ed appare ritornato a livelli accettabili. Grava torna quello dei tempi d’oro ed annulla meravigliosamente Miccoli. Anche Cannavaro ed Aronica tengono a bada le poche folate offensive rosanero (Pastore? Chi e’ costui?). Anche lo stesso Dumitru, nello scorcio di partita giocato, denota una personalita’ difficile da riscontrare in ragazzini della sua eta’. Talento.

Il Palermo era venuto al San Paolo per un pareggio ma contro una squadra simile, motivata fino all’inverosimile, e’ sembrato quasi un affronto. E infatti l’ha pagato caro.

Siamo terzi e il fato ci sorride. Avanti cosi’ ragazzi!



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