ImageSe ieri sera il derby milanese ci avesse regalato un altro pareggio come quello tra Juve e Roma, oggi staremmo a parlare di una sconfitta, meritata, ImageSe ieri sera il derby milanese ci avesse regalato un altro pareggio come quello tra Juve e Roma, oggi staremmo a parlare di una sconfitta, meritata, dopo tre vittorie consecutive, sette risultati utili consecutivi e undici partite in cui gli azzurri avevano sempre segnato, ma nulla di piu'. Siamo ancora terzi in solitudine, in ogni caso. E domenica riceviamo il Bologna che non e' esattamente una macchina da guerra. L'unica incognita e' come torneranno i nazionali impegnati mercoledi nelle varie amichevoli internazionali (Lavezzi e Sosa, ad esempio, per Argentina - Brasile).
Non si puo giocare a fare e disfare la tela ogni volta che gli azzurri hanno una debacle. Il due a zero rimediato ieri all'Olimpico, a mio avviso, e' solo un incidente di percorso. Niente di piu'.
Tuttavia e' utile fare alcune considerazioni piu' approfondite.
La difesa partenopea ha ballato e di brutto.
Il trio Cannavaro - Grava - Campagnaro ha deluso su tutta la linea.
Il primo e' imbarazzante nei piazzamenti, nel modo col quale NON copre e per come si fa' saltare da un avversario appena dotato di un minimo di corsa. Grava e' ritornato sulla terra da un pezzo, restituito al ruolo di difensore "di categoria" (B) quale lui e'. Campagnaro, a mio avviso, non e' un vero difensore. E' piu' portato a spingere che a coprire (il problema e' che anche in fase di rilancio e' stato mediocre).
Il centrocampo ha sofferto l'assenza di Gargano. Poca pressione sui portatori di palla laziali e ritmo basso non hanno fatto di Yebda il suo degno sostituto. In compenso l'algerino si e' fatto apprezzare per la fisicita' (della quale il Napoli avrebbe piu' bisogno a centrocampo) e per i ripetuti tentativi di concludere, ribattuti dalla difesa biancoceleste. Anche Pazienza e' sembrato soffrire dell'assenza del trottolino uruguagio.
Reia ha disposto la sua squadra in modo magistrale, conoscendo oltretutto bene i "vizi" azzurri. Infatti ecco Zarate schierato centravanti e i due terzini Radu e Lichtsteiner alti a pressare le nostre ali.
Primo tempo con l'unico vero guizzo azzurro degno di nota a firma del "Pocho" che si beveva due difensori e quasi da terra indirizzava la palla a stamparsi sull'incrocio dei pali. Per il resto tentativi che per lo piu' s'infrangevano sul muro laziale o si concludevano fuori dello specchio della porta.
La Lazio colpiva al 15' con Zarate che s'aggiustava il pallone con un braccio. A fine gara l'argentino dira' che era stato sbilanciato da un avversario.
Napoli che nella ripresa non dava mai veramente l'impressione di poter cambiare il risultato. E infatti era la Lazio che lo cambiava ancora con Floccari al 64' con De Sanctis sbilanciato ed immobile.
Gli ingressi di Zuniga (sicuramente meglio dell'ancora una volta inguardabile Maggio), Sosa e Dumitru non mutavano il volto della partita. Anche stavolta Mazzarri cambiava in corsa riorganizzando la squadra con un 4-3-3, con Vitale e Zuniga scalati in difesa.
Cambiare le cose dopo un'ora di gioco non e' sintomo di gran tempismo ma, si sa', Walter e' cosi'.
Credo che sarebbe il caso di far accomodare certi "fantasmi" in panchina a favore di gente che al momento dimostra di essere piu' in forma (almeno nelle ultime uscite): parlo di Cannavaro, Campagnaro, Grava, Maggio.
Hamsik comincia ad essere un problema serio. Il ragazzo non decolla. Si assenta spesso dalla zona nevralgica del campo per limitarsi a fare il suo compitino. Comincio a temere che i casi sono due: o lo slovacco e' condannato a restare una "eterna incompiuta", facendo grandi cose solo quando i match sono gia' in discesa, oppure e' Mazzarri a non avere le doti tecniche e gli attributi per farlo crescere ed esplodere definitivamente.
Il tempo ci dira'.{youtube}kIst11EfeFA{/youtube}

Un saluto
                      

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