Lavezzi ieri dopo il golMilan 23, Lazio 22, NAPOLI 21, Inter 20, Juventus 19, Roma 18,...
Se mi avessero detto che all'undicesima il Napoli sarebbe stato terzo in solitudine, probabilmente avrei chiamato la neuro per l'amico in questione.
Incredibile. E' l'unico termine

Milan 23, Lazio 22, NAPOLI 21, Inter 20, Juventus 19, Roma 18,...
Se mi avessero detto che all'undicesima il Napoli sarebbe stato terzo in solitudine, probabilmente avrei chiamato la neuro per l'amico in questione.
Incredibile. E' l'unico termine che mi viene in mente.
Il Napoli di quest'anno sta', uno alla volta, abbattendo tutti i vecchi tabu'. E non sembra si voglia fermare.
Quattordici punti in trasferta, imbattuto, il Napoli e' la squadra che ha fatto meglio fuori casa, finora. Ieri e' toccato al Cagliari del non simpaticissimo (soprattutto coi napoletani) Cellino.
Una partita dominata sin dal primo minuto dagli azzurri.
Alcuni erano sotto tono. Ciononostante e' la grinta che si e' vista l'ingrediente vincente di questo incontro. La determinazione.
Santacroce, Cannavaro e Aronica spengono le velleita' offensive di Nene' e Matri sul nascere. De Sanctis praticamente senza lavoro.
Gargano aggredisce Cossu, costringendolo ad arretrare.
Maggio e Dossena non al meglio. Soprattutto il primo stenta a tornare quello dello scorso anno. Il secondo sembra che, oltre agli acciacchi fisici, soffra un po' i ritmi alti del gioco.
Yebda sostituisce egregiamente Pazienza ma in fase d'impostazione la differenza si nota (in peggio). Comunque sicuro in fase difensiva.
Sosa resta un giocatore lento e lezioso ma sembra migliorare, partita dopo partita. Hamsik a corrente alternata. Gioca a testa alta, non sbaglia uno stop ma non azzarda a saltare l'uomo pur "avendocelo nelle corde". Prezioso comunque in qualita' di uomo assist. Peccato che a volte e' avulso dal gioco.
Nel primo tempo il dominio partenopeo e' pressoche' assoluto ma Lavezzi, solo in avanti, non punge, guardato a vista da Astori e Canini.
Al 10' botta di Gargano respinta da Agazzi.
Alla mezzora cross col contagiri di Hamsik per la testa di Lavezzi che si coordina e la mette nell'angolino piu' lontano ma la palla esce di un nulla.
Tre minuti prima De Sanctis respingeva un'insidiosa punizione di Cossu.
Cinque minuti prima dell'intervallo Zuniga rilevava un acciaccato Dossena e si riproponeva, stavolta con piu' convinzione, sulla fascia sinistra.
Cagliari piu' insistente nella ripresa, ma con scarsa vena conclusiva.
Minuto 52: spinta di Santacroce a Matri. Non c'e' penalty.
Idem dicasi per un fallo di mano di Aronica giudicato involontario dall'arbitro perche' il difensore viene sbilanciato da Biondini.
Campagnaro rileva un Santacroce dignitoso ma in debito di ossigeno.
In pieno recupero c'e' la svolta.
Punizione per il Cagliari. Quasi un corner corto, considerata la punizione. Batte Conti. Ribattuta della difesa (Aronica, zoppicante ma in campo) la palla destinata nel sette. Parte fulmineo il contropiede del Napoli, orchestrato da Cavani, sopraggiunto a dar manforte a tutto campo (ed e' li' la sua grandezza) al posto di Sosa.
Serve la palla in profondita' per Lavezzi che cavalca la prateria e insacca in sicurezza alla destra dell'accorrente Agazzi.
E' il minuto 94. Tutto regolare, nonostante le proteste dei sardi per il protrarsi del recupero perche' c'era stata l'ammonizione di Pinardi a richiedere il mezzo minuto extra fatale agli isolani.
Quando Lavezzi accende la turbina, quest'anno, sono dolori seri per gli avversari. E' sempre piu' suo questo Napoli.
La svolta di quest'anno potrebbe essere nella consapevolezza, pur in partite non eccelse per alcuni giocatori, di potere e dovere contribuire alla causa della squadra. Quasi un patto tra moschettieri. E' questo probabilmente il segreto di un gruppo che stupisce per voglia e spirito di sacrificio (vedi Aronica).
Mazzarri, il tecnico che spesso, in passato, ci ha fatto dannare, sta' amalgamando sempre piu' un gruppo, con poche - vere - stelle e tanti gregari: ma e' grazie a questi che spesso si vincono le corse.

Un saluto


Percorso

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