L’incendio di Piazza Tiberio è un episodio triste e preoccupante per il Territorio. Un’attività in crescita, elegante, innovativa

castello sessaper Sessa e per il suo sistema economico subisce un colpo che pesa sull’intera Città. Tuttavia va considerata solo come una temporanea battuta d’arresto. Si apre ora, infatti, per il giovane Marco e la sua famiglia, ma anche per tutti noi un’immediata e coraggiosa sfida per la rinascita della pregevole attività affinché diventi un luogo simbolo di attaccamento al Territorio. Cosa che certamente potrà avvenire con la vicinanza e il sostegno di competenza amministrativa e morale dell’Amministrazione Comunale e di tutti gli altri organi pubblici e privati necessari. Nell’attendere con fiducia nelle Forze dell’Ordine l’esito definitivo delle indagini non possiamo purtroppo escludere l’ipotesi peggiore, ovvero quella dolosa. E il pensiero che ci siano in giro delinquenti, a qualunque titolo ispirati, capaci di un’azione del genere preoccupa e chiama ad accrescere la vigilanza e la prevenzione. Sappiano in ogni caso di non poter contare o godere di alcun consenso, ma di essere circondati dall’isolamento e dal disprezzo generale e diffuso della Popolazione e delle Istituzioni. L’emozione suscitata questa mattina in Città è stata in ogni angolo, nessuno escluso, di solidarietà e condanna del gesto. Diventi dunque un’occasione dimostrativa e sostanziale di unità cittadina. Alle famiglie diversamente coinvolte Sepe e Quintigliano l’abbraccio e il plauso per la forza d’animo, la compostezza e la serietà che ho personalmente riscontrato nel sentirli stamattina. Sessa non vi lascia soli.

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