Oggi gran parte dell'impianto accusatorio  della vicenda  di inizio aprile scorso che vide ben 28 dipendenti dell'Ospedale S.Rocco di Sessa Aurunca indagati per truffa e alcuni di loro indagati  per associazione a delinquere finalizzata alla truffa

per i quali il  Pubblico Ministero aveva chiesto misure cautelari ben più gravi dell'obbligo dell'obbligo di presentarsi all'Autorità di Pubblica Sicurezza del luogo. Secondo l'accusa infatti per sei indagati, tutti dirigenti medici in servizio presso ii reparto di Anestesia e di Rianimazione dell'ospedale San Rocco di Sessa Aurunca, erano stati raccolti elementi indiziari tali ipotizzare a loro carico ii reato associative finalizzato a commettere una serie indeterminata di delitti di truffa e false attestazioni ai danni dell'A.S.L. CE.

Sempre secondo l'accusa era  "emerso che I' assenteismo era il frutto di un accordo criminoso, fondato sua una stabile organizzazione fra i sei dirigenti medici, in cui cioe gli associati si sono "coperti" a vicenda sistematicamente." 

Tutto questo impianto accusatorio oggi è crollato completamente e definitivamente innanzi alla 12ma Sezione Penale "Collegio C" dove gli avvocati Ciro Balbo, Luigi Imperato, Genny Iannotti e Camillo Irace,   che difendevano i sei sui quali pendeva la spada di Damocle di questa accusa di associazione.

"Oggi definitivamente tramontato e venuto meno il pericolo di arresto in carcere o arresti domiciliari ! Lei aveva proposto appello nei confronti dei quali era stato contestata l'associazione a delinquere!" ci dice l'avv. Luigi Imperato, abbiamo sentito anche l'avv. Ciro Balbo  che  ci ha detto :"Sì, ha rinunciato, ha rinunciato il PM , ha fatto una rinuncia scritta all'appello, lei non si è presentata e quindi a noi non è rimasto che prendere atto della rinuncia da lei depositata.

Ha evitato una brutta figura perchè essendosi il Tribunale del Riesame già pronunciato sulla esclusione del reato di associazione ex art.416 C.P. non aveva ragione di insistere sull'aggravamento della  proseguire su un appello che vedeva l'impianto accusatorio basato sulle misure cautelari irrogate che, secondo il ragionamento del PM, dovevano esserci una diversificazione delle misisure a secondo della responsabilità o dei gravi indizi per ritenere sussistente l'ipotesi del 416 c.p. tra coloro ai quali era stato contestata la truffa e coloro ai quali era stata  contestata l'associazione finalizzata alla truffa.

Dal momento che Il Tribunale del Riesame ha annullato le misure irrogate per quel reato  e ciò lascia intendere che loro non configurano  categoricamente  elementi che avrebbero potuto configurare la fattispecie dell'art.416 c.p. e quindi bene ha fatto il PM a rinunciare."Ha concluso l'avv.Ciro Balbo.

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