“All’assessore Peppino Piazza va riconosciuta, a differenza -per esempio- del sindaco Pacifico o del vicesindaco, l’inclinazione

piazza gppe ass1alla trasparenza, al dialogo ed al confronto. Anche quando è oggetto di critiche ed appunti.

Ed è a lui che l’AMBC rivolge alcune riflessioni e qualche domanda.

Il Comune di Mondragone, nell’ambito dell’utilizzazione delle risorse europee tramite il POR/PIT Campania, avviò -come si ricorderà-  alcuni progetti, tra cui il <Recupero Funzionale del Palazzo Storico Tarcagnota per allocazione del Centro Servizi Turistici>.

trcagnota portoneL’obiettivo era di dotarsi di una struttura in grado di coordinare e gestire le azioni di promozione e commercializzazione dell’offerta turistica, il Centro Servizi Turistici, appunto.

Il CST avrebbe dovuto: a) offrire ai residenti e agli imprenditori turistici locali (albergatori, ristoratori …) servizi in grado di stimolare e supportare le loro attività e le loro iniziative;

b) offrire ai turisti e agli intermediari del turismo un efficace punto di riferimento per agevolare e incrementare la capacità di fruizione del territorio;

c) contribuire all’interazione sinergica tra il turismo balneare e quello culturale, ambientale ed escursionistico;

d) promuovere e rafforzare il turismo in bassa stagione, destagionalizzando le presenze e distribuendole su tutto l’arco dell’anno;

e) aumentare le opportunità per l’occupazione dei giovani locali;

f) diffondere tra i residenti il senso di una cultura dell’ospitalità.

Il CST, progetto alla mano, avrebbe dovuto assolvere anche alle funzioni di informazione, marketing, relazioni pubbliche, assistenza, servizi  e commercializzazione, anche in collaborazione con gli operatori privati.

All’interno del palazzo sede del CST ed a supporto dello stesso era, inoltre, prevista l’installazione di un Centro di Documentazione sul Litorale Domitio, di una Biblioteca specializzata e di un Centro congressi.

Era addirittura prevista la modalità di gestione del CST, attraverso una cooperativa o società con prevalenza di giovani locali. E per allocare il CST si scelse formalmente il Palazzo Tarcagnota, ovvero la porzione di fabbricato che con atto registrato a Sessa Aurunca nell’Aprile del 2002 il Comune aveva acquistato (la rimanente parte resta di proprietà privata).

 E’ per la ristrutturazione di questo palazzo ai fini dell’attivazione del CST che il comune ha ricevuto, quindi, i fondi POR.

All’assessore Peppino Piazza vorremmo, innanzitutto, chiedere: come si superano le interferenze ed i problemi- anche in ordine alla sicurezza -derivanti dalla <convivenza> di una struttura pubblica con private abitazioni e privati esercizi commerciali?

Come si interviene sulle parti comuni?

Perché, per esempio, ci siamo accollati l’intero costo del rifacimento della facciata e di altri lavori relativi alle parti comuni?

I lavori per la completa ristrutturazione finalizzati al CST sono iniziati il 19 marzo 2007, dovevano finire entro il 2009 e potevano contare su ben 2.556.461,64 euro.

Caro assessore Piazza, può informare i cittadini sul perché di un ritardo di almeno 10 anni per il completamento dei lavori?

E per quali motivi al finanziamento POR stiamo aggiungendo tante altre risorse, comunali e non, compresi i recenti 700mila euro?

Da tempo l’AMBC sostiene che la struttura, nonostante la pioggia di risorse già spese fino ad oggi, non abbia ancora tutti i requisiti di legge per essere pubblicamente utilizzata, a partire da alcuni problemi di sicurezza e di interferenza e dal mancato superamento delle barriere architettoniche.

Può dirci perché viene, invece, sistematicamente utilizzata per convegni e mostre?

Da qualche tempo, infine, presso la struttura è stata trasferita la Mediateca e viene propagandato, anche via social e sul sito istituzionale del comune, un famigerato <Centro Culturale Palazzo Tarcagnota> (ripreso anche in determine e delibere).

Ci può dire, assessore Piazza, con quale atto è stato istituito tale centro e se il progetto originario del CST, rispetto al quale abbiamo avuto le risorse POR, sia stato superato?

Se si, con quale autorizzazione e atto formale?

Se non è stato -invece- superato, può dirci la compatibilità con questo fantomatico centro culturale?

E, soprattutto, per quali motivi fino ad oggi del CST non vi è traccia alcuna?”

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