“Sappiamo che a partire dal 2018 nella determinazione dei costi del servizio di gestione dei rifiuti il comune dovrebbe avvalersi anche delle risultanze dei fabbisogni standard, approvati con DPCM 29.12.2016. Sappiamo che il fabbisogno standard è la stima della voce di costo del servizio rifiuti determinata secondo tecniche di pagliaro giovanni1regressione lineare multipla, considerando alcune variabili caratterizzanti quali quelle di contesto (raccolta differenziata, distanza chilometrica dall’impianto di gestione dei rifiuti, costo del carburante ecc), di territorialità e di caratteristiche dei comuni (vocazione turistica, densità abitativa ecc).

Sappiamo che la spesa storica del servizio rifiuti del Comune di Mondragone è di euro 5.591.050, mentre il fabbisogno è pari ad euro 4.926.662. Sappiamo che il livello quantitativo delle prestazioni per questo servizio si ferma ad un misero 3,60 (livello su scala da 1 a 10).

E sappiamo, soprattutto che <il comune spende più del fabbisogno e offre meno servizi rispetto agli enti con caratteristiche simili>. Sappiamo anche che -soprattutto per atavica disorganizzazione comunale- l’evasione e l’elusione della tassa rifiuti sono alquanto sostenute e sappiamo, infine, che l’attività di accertamento da tempo sconta colpevoli ritardi ed ingiustificate inadempienze.

Eppure, questi temi – noti e drammaticamente importanti per il futuro delle casse comunali- non hanno trovato alcuna <cittadinanza> nel dibattito (si fa per dire …) che si è svolto nell’ultimo Consiglio comunale in sede di approvazione del PEF e della Tari (ancora una volta vi rinnoviamo l’invito a leggere le <istruttive perle> riportate soprattutto nel verbale dei lavori consiliari).

Nessun riferimento e nessuna argomentazione né da parte dell’assessore delegato né da parte dei Consiglieri e, purtroppo, neppure da parte del sindaco Pacifico. E lo stesso PEF messo a punto dagli uffici competenti si è tenuto, ovviamente, a debita distanza dai fabbisogni standard e dalle utili elaborazioni che il MEF da tempo ha messo a disposizione dei comuni per cercare di superare quella programmazione <ad capocchiam> che ha connotato il passato degli Enti locali. <Siamo ad un palmo dall’iceberg. Ma il comandante, ha chiosato il portavoce dell’AMBC, Gianni Pagliaro, continua a dire di andare avanti, mentre l’orchestrina degli assessori, dei consiglieri comunali e dei collaboratori, nonché dei consiglieri regionali e dei candidati a tutto continua a suonare, ignara ed incosciente>”.

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