“Il nostro ultimo comunicato stampa, che ha registrato anche il lento fluire del tempo amministrativo di Pacifico, ha avuto commenti diversi. Uno, in particolare, ci ammoniva, chiedendoci di individuare tutti i responsabili del mancato decollo di quest’esperienza. <L’Amministrazione Pacifico è come una mongolfiera-sottolineava l’amico-che è piena di zavorra e ancora non è riuscita ad alzarsi da terra. Ma ci riuscirà mai?  E vogliamo dire chi è che ha zavorrato questa mongolfiera?> L’AMBC, come è noto, non riesce a

<volare> così in alto con le metafore... ma ne condivide l’efficacia. L’AMBC di sicuro ha cercato in tutti i modi di evitare queste <zavorre>, come le chiama il nostro interlocutore, alcune delle quali sono: una giunta di bravissimi- e giovani- professionisti ed operatori economici, ma modesta politicamente, assemblata col <bilancino>, autoreferenziale, debole tecnicamente e scarsamente autorevole (gli assessori hanno meno agibilità di alcuni consiglieri illegittimamente delegati); continue interferenze e pressioni esterne sull’azione amministrativa (non soltanto quelle fotografate e rese pubbliche quasi quotidianamente); deleghe illegittime distribuite a pioggia ai consiglieri di maggioranza (come <contentino>, ma soprattutto per giustificare alcune deleghe che di fatto trasformano qualche consigliere in superassessore aggiunto abusivo), che creano confusioni e relazioni pericolose; due deleghe di peso lasciate in capo al sindaco che però non le esercita affatto, quale il bilancio ed il welfare, con questi settori che praticamente languano o, al massimo -come nel caso dei servizi sociali- vengono portati avanti con la solita logica clientelare da anni cinquanta; il mancato turnover del segretario comunale e l’incapacità di rimodulare l’assetto organizzativo fuori dalle logiche <questo è mio e quello è tuo>; l’assenza di una <visione > di città, di un progetto di città e di futuro; il perpetrare delle solite logiche di parte: per gli affidamenti, per gli incarichi e le nomine e perfino per qualche iniziativa pseudo culturale (come per il maiale, non si butta via niente); il continuo sfruttamento di Mondragone per carriere politiche da maturare altrove (vedrete con le prossime politiche che bel mercatino sarà allestito …); il mancato coraggio di dire veramente come stanno le cose: sulla farmacia scippata a Sant’Angelo, sulla farmacia comunale, sul bilancio e sulle sue voragini, sui concorsi per mobilità, sulla revoca di Davidde e sui pasticci successivi, sulle proroghe negli affidamenti, sullo stato dei servizi pubblici (altro che la trasparenza promessa in campagna elettorale!) e l’elenco potrebbe ancora continuare per molto. Parliamo di atti- quelli posti in essere in questo semestre- spesso gravemente viziati da illegittimità. La <Storia delle Casette di Natale> altro non è che la vera cifra di questi mesi di <Amministrazione Pacifico>! Sono evidenti le responsabilità del sindaco. Ma non si può ovviamente trascurare il massiccio apporto di chi, ritenendosi di fatto l’unico vincitore delle scorse elezioni, ha praticamente avocato a sé quasi tutte le scelte (sbagliate) che sono state fatte in questi sei mesi. Il fallimento di questi primi mesi è opera di <autori noti>. E occorre anche dire che alla <prova del fare>, ovvero quando si passa dalla mera propaganda all’amministrazione, questi <autori noti> stanno dimostrando il fiato corto e scarse attitudini al governo. La situazione è alquanto preoccupante. Da allarme rosso. Tuttavia, c’è ancora tutto il tempo per ricominciare, per cambiare passo, per scaricare la tanta <zavorra> di questi mesi e per cercare di non fallire. Ma, per farlo, occorre l’umiltà e l’onestà di ammettere gli errori commessi, darsi un vero progetto di città ed un metodo di amministrazione, inclusivo, condiviso, trasparente e lungimirante e servono anche alcuni decisivi passi indietro e qualche passo di lato.”

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