“Oggi vi raccontiamo una storiella. Una brutta storiella, purtroppo. Un cittadino attivo, da sempre impegnato nello sport, nell’associazionismo ed anche con ruoli politici, anticipa al primo cittadino di Mondragone una nota, già protocollata presso i competenti uffici comunali, con la quale si chiede di

sangeloconoscere se l’<Amministrazione Pacifico> abbia intenzione di confermare l’ubicazione della nuova farmacia presso il Quartiere di Sant’Angelo, oppure se si intenda allocarla altrove.

La decisione del quartiere più antico della città quale sede della settima farmacia fu assunta, con dovute argomentazioni e pregnanti motivazioni, due anni fa dalla passata <Amministrazione Schiappa>.

Il cittadino cercava, insomma, di conoscere le intenzioni del nuovo sindaco. Nulla di più. Ma dopo aver letto a mala pena le prime due righe, il sindaco si è inalberato, e alla presenza di altre persone, ha iniziato a gridare, ha anticipato- senza argomentare- che intende cambiare e con modi alquanto bruschi ha di fatto allontanato quel cittadino, colpevole soltanto di aver forse anzitempo smascherato una decisione a danno del Quartiere di Sant’Angelo.

E pensare che durante tutta la campagna elettorale, come sottolinea ancora una volta l’AMBC, si era parlato in lungo ed in largo di partecipazione, di informazione, di <Palazzo di vetro>, di trasparenza, di coinvolgimento, di <Amministrazione condivisa>.

Parole, parole parole, che dopo appena 100 giorni appaiono già sbiadite.

Ci sarà tempo e modi per riflettere sulla pianta organica delle farmacie ed anche di ritornare a parlare della farmacia comunale, visto il silenzio assordante del Consiglio comunale (a proposito: volete revocare l’unica delibera fatta nell’ultima seduta e procedere con altro deliberato, considerato che non avete affatto trattato tutte le partecipate del Comune?) su tale argomento.

Per ora resta l’amarezza di un ossimoro.”

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