<<L'ordinanza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere che, grazie alla professionalità dell'avv. Renato Labriola, accoglie totalmente il ricorso dell'amico Salvatore Davidde, oltre a reintegrare lo stesso nel Comitato direttivo del Consorzio A.S.I. di Caserta, fornisce la misura

daviddedell'azione politico-amministrativa del Consigliere regionale Giovanni Zannini e del suo fido Sindaco Virgilio Pacifico. L'Amministrazione comunale di Mondragone rinuncia ad un suo concittadino nell'esecutivo dell'A.S.I. per "donarlo" alla Città di Aversa>>. Questo è quanto ci dichiara l'ex ( ma è ancora pendente il ricorso al Tar per la sua mancata elezione n.d.r)Giovanni Schiappa. Fra poco Pubblichiamo di seguito il testo integrale della ordinanza con la quale il magistrato del tribunale di S.Maria C. V.  ha accolto  il ricorso dichiarando  l’illegittimità della deliberazione n. 15 del Consiglio Generale del Consorzio ASI della provincia di Caserta assunta in data 26.6.2017, disponendo la reintegrazione nella carica di membro del Comitato Direttivo del sig. Salvatore Davidde, già membro del Consiglio Generale in rappresentanza del Comune di Aversa; ecco il testo dell'ordinanza:"In persona del magistrato dr.ssa Maria Ausilia Sabatino;
Sciogliendo la riserva formulata all’udienza del 19.9.2017, ha pronunciato  la seguente
ORDINANZA
Sul ricorso iscritto al numero 6767/2017 del R.G. proposto ex art. 669 bis e seg. c.p.c.
da
SALVATORE DAVIDDE, meglio generalizzato in atti, elettivamente domiciliato in CASERTA alla VIA DON GIOVANNI BOSCO, 27 presso lo studio dell’avv. RENATO LABRIOLA che lo rappresenta e difende in virtù di mandato in atti;
Ricorrente
contro
CONSORZIO   ASI   PER    LA    PROVINCIA    DI   CASERTA,  meglio
generalizzato in atti, elettivamente domiciliato CASERTA,  fraz: CASOLLA, VIA CROCE, 26 presso lo studio dell’avv. GIUSEPPE PACIFICI, che unitamente all’avv. GIUSEPPE CECERI lo rappresenta e difende in virtù di mandato in atti;
Resistente
Nonché
COMUNE di MONDRAGONE, in persona del Sindaco p.t., meglio identificato in atti, ed elettivamente domiciliato in SPARANISE (CE), VIA CORRADO GRAZIADEI, 88 presso lo studio dell’avv. CIRO MAIORANO, che lo rappresenta e difende in virtù di mandato in atti;
Resistente
Avente ad oggetto la domanda cautelare ex art. 700 c.p.c., per i seguenti
MOTIVI
Il ricorrente ha richiesto all’intestata Giustizia in via d’urgenza di ordinare  al Consorzio ASI della Provincia di Caserta la  propria  reintegrazione  nella carica di membro del Comitato Direttivo, previa declaratoria di illegittimità della delibera del Consiglio Generale n. 15 del 26.6.2017, con la quale l’organo assembleare prendeva atto della intervenuta decadenza  dall’incarico del ricorrente.
In punto di fatto premetteva:
che in data 3.12.2014 il Davidde – rappresentante per il Comune di Mondragone in seno al Consiglio Generale - veniva nominato componente del Comitato Direttivo del Consorzio ASI di Caserta;
che in data 23.6.2017, con decreto prot. n. 71, il Sindaco di Mondragone, neo eletto, procedeva alla revoca del ricorrente dalla carica di rappresentante del Comune di Mondragone in seno al Consiglio Generale del Consorzio ASI, nominando se stesso in sostituzione (provvedimento impugnato  dinanzi al TAR competente);
che in data 24.6.2017, con decreto prot. n. 21295, il Sindaco di Aversa procedeva alla – quasi contestuale - nomina del ricorrente quale componente del Consiglio Generale del Consorzio ASI, in rappresentanza del Comune di Aversa;
che in data 23.6.2017 il Consorzio diramava un ordine del giorno aggiuntivo per la già convocata assemblea del 26.6.2017;
che in sede assembleare, in data 26.6.2017, il Consiglio Generale, dopo aver approvato la delibera n. 14 con la presenza ed il voto del Davidde, con delibera n. 15 “prendeva atto”: 1) della revoca del ricorrente dalla carica di rappresentante del Comune di Mondragone in seno al Consiglio Generale (con sostituzione del Sindaco del Comune di Mondragone, che con decreto
n. 71 del 23.6.2017 aveva avocato a sè tale qualifica); 2) della conseguente e connessa decadenza del ricorrente dalla qualifica di componente del Comitato Direttivo; 3) della nomina del medesimo ricorrente quale rappresentante del Comune di Aversa in seno al Consiglio Generale.
Deduceva quindi, sulla base di tale ricostruzione cronologica della vicenda in punto di fatto, la violazione sia dell’art. 8 dello Statuto del Consorzio ASI, per irritualità della comunicazione integrativa dell’ordine del giorno dell’assemblea (già) convocata per il 26.6.2017, sia dell’art. 10 del medesimo Statuto, in considerazione della circostanza per la quale l’assemblea avrebbe - in primo luogo - preso atto della revoca del ricorrente dalla carica di rappresentante del Comune di Mondragone in seno al Consiglio Generale, e, successivamente - anzicchè prendere atto della quasi contestuale  nuova  nomina  del  Sindaco  di  Aversa  (che  ricollocava  il ricorrente nello status di membro del Consiglio Generale) - connetteva a tale revoca l’automatica decadenza dalla carica di membro del Comitato Direttivo.
Si costituiva con memoria depositata in data 7.9.2017 il Comune di Mondragone, il quale contestava la propria legittimazione passiva in considerazione della richiesta cautelare, avente ad esclusivo oggetto l’illegittimità della delibera n. 15 del 26.6.2017 emessa dal Consiglio Generale del Consorzio ASI resistente, ed essendo il decreto sindacale n. 71 del 23.6.2017 già oggetto di specifica contestazione innanzi al Giudice Amministrativo. Nel merito rivendicava la legittimità e ritualità dell’operato del Sindaco, che avrebbe emesso il provvedimento - di natura squisitamente politica - di revoca del ricorrente e di avocazione a sé medesimo della rappresentanza dell’Ente Locale all’interno del Consorzio, conformemente alle disposizioni di cui all’art. 50, comma 9, TUEL, ed in considerazione dell’avvenuto mutamento del vertice politico e della natura fiduciaria del rapporto intercorrente tra la persona del Sindaco ed i soggetti chiamati alla rappresentanza esterna dell’Ente.
Con memoria depositata l’8.9.2017 si costituiva il Consorzio per l’area di sviluppo industriale di Caserta. Deduceva sostanzialmente la legittimità del proprio operato, in considerazione del necessario collegamento che deve sussistere tra lo status di membro del Comitato Direttivo e membro del Consiglio Generale (che ne elegge i membri), e tanto sia alla stregua  dell’art. 10 dello Statuto vigente, adottato in ossequio alla L.R. n. 16/1998, sia alla stregua dell’art. 8 del nuovo Statuto, approvato con delibera n. 11  del 25.11.2014, in attuazione della L.R.C. n. 19/2013, ma non ancora entrato in vigore poiché attualmente al vaglio di conformità della Regione per la pubblicazione nel B.U.R.C. (allegati in atti); precisando come tale precetto statutario, presente già nel primo Statuto, sia stato volutamente confermato nel secondo (in attesa di pubblicazione), nonostante la L.R. del 2013 avesse reso meramente facoltativo tale collegamento di qualifiche. Pertanto dovendosi considerare il ricorrente revocato dalla carica di componente del Consiglio Generale in rappresentanza del Comune di Maddaloni per effetto del decreto sindacale n. 71 del 23.6.2017, alla assemblea del 26.6.2017 ne veniva dichiarata – conseguentemente - la decadenza anche dalla carica di componente del Comitato Direttivo.
Rivendicava quindi la natura meramente dichiarativa dei provvedimenti emessi, i cui effetti erano da riconnettersi più propriamente agli atti adottati dai Comuni consorziati, esclusivi titolari del potere di nomina e revoca; ed evidenziava l’effetto automatico ed immediato della decadenza dalla carica di membro del Comitato direttivo, prodottosi in capo al ricorrente in seguito alla revoca della qualifica di componente del Consiglio Generale da parte  del Sindaco di Mondragone, in epoca anteriore alla nomina del Sindaco di Aversa, intervenuta il 24.6.2017.
Preliminarmente giova evidenziare l’estraneità del resistente Comune di Mondragone alla presente controversia, essendo oggetto di contestazione in questa sede la delibera n. 14 adottata dal Consiglio Generale del Consorzio ASI Caserta in data 26.6.2017; di contro il provvedimento di revoca del Sindaco del Comune evocato in giudizio è stato oggetto di autonoma impugnazione innanzi al Giudice amministrativo, rappresentando in questa sede solo un antefatto (insindacabile) delle successive attività deliberative del Consorzio.
Nel merito cautelare, la domanda appare fondata in punto di fumus boni iuris e meritevole di accoglimento, per le ragioni di seguito riportate.
Il Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale è un consorzio tra Enti  locali, disciplinato dall’art. 31 TUEL, il cui organo deliberante è costituito dai rappresentanti dei Comuni consorziati, nella persona del sindaco, del presidente o di un loro delegato, sulla base di un rapporto evidentemente fiduciario. La medesima ratio è possibile riscontrare nella previsione di cui all’art. 50 TUEL, che assegna al Sindaco il potere di nomina, designazione e revoca dei rappresentanti dei Comuni presso gli enti, le aziende e le istituzioni esterne, da esercitare nel termine di 45 giorni dall’insediamento, come correttamente evidenziato dal Comune di Mondragone; la stessa  regola della connessione tra le cariche consortili di membro del Consiglio Generale e del Comitato Direttivo, imposta dalla L.R. 16/1998, e facultizzata dalla L.R.C. 19/2013 (ma mantenuta quale condizione necessaria anche nella nuova versione dello Statuto deliberata nel 2014), attesta la necessità che gli incarichi stessi siano manifestazione della volontà degli enti consorziati.
Ne discende che la decadenza dalla carica di componente del Comitato Direttivo ben può – e deve - conseguire alla perdita dello status di componente del Consiglio Generale.
Circostanza che del resto nel richiamato “caso Lusini” - sottoposto  all’esame di questo medesimo Tribunale (R.G. 8531/2015) - ha condotto al provvedimento  di  rigetto  del  ricorso  cautelare  proposto  dal  componente decaduto dal Comitato per effetto della revoca della qualifica di componente del Consiglio.
Tuttavia nella differente fattispecie sottoposta all’esame del Tribunale con il presente ricorso, l’avvicendamento temporale dei provvedimenti emessi depone nel senso inverso, giacchè, sebbene in data 23.6.2017 il ricorrente sia stato revocato dalla carica di componente del Consiglio Generale in rappresentanza del Comune di Mondragone, in data 24.6.2017 lo stesso veniva nuovamente nominato quale componente del detto organo  deliberante dal Sindaco del Comune di Aversa (cfr doc. in atti all. 1 in calce alla delibera n. 15). Ed anche a voler considerare l’assunto di  parte resistente alla stregua del quale la revoca del Comune di Mondragone sarebbe anteriore alla nomina del Comune di Aversa, e che pertanto l’effetto decadenziale sarebbe già maturato quando essa è intervenuta ventiquattro  ore dopo, va evidenziato quanto segue.
Il provvedimento del Sindaco di Aversa, arch. D. De Cristofaro (prot. N. 21295 del 24.6.2017 in atti), disciplina esplicitamente il crinale degli effetti da ascriversi al decreto, stabilendo al punto 3 della nomina, testualmente, che “la nomina si intende pienamente efficace dalla data del presente decreto e quindi per la seduta del Consiglio Generale fissata per la data del 26.6.2017”: ne discende che - allorchè il Consiglio Generale in data 26.6.2017 dichiarava la decadenza del ricorrente dalla carica di membro del Comitato - tanto faceva in assenza del presupposto sostanziale di tale effetto decadenziale, ovvero la carenza di mandato rappresentativo in seno al Consiglio, conferito da un Comune consorziato. Alla data del 26.6.2017, infatti, la qualifica di componente del Consiglio era stata sia revocata al Davidde dal Comune di Mondragone (il 23.6.2017), che nuovamente conferita allo stesso da parte del Comune di Aversa (il 24.6.2017), con la conseguenza che prima che qualsivoglia effetto potesse essere dichiarato dal Consiglio, i presupposti giuridici e di fatto erano già mutati, consentendo al Davidde di partecipare all’assemblea munito della titolarità della carica di effettivo componente del Consiglio, essendo nelle more mutato solo il Comune rappresentato. È chiaro che tale situazione di fatto appalesa con evidenza la carenza del presupposto indefettibile dell’effetto decadenziale dichiarato dall’organo consortile, in considerazione del fatto che il Davidde, nel momento in cui la decadenza veniva dichiarata, ricopriva, con effetto dal 24.6.2017, la carica di membro effettivo del Consiglio in rappresentanza del Comune di Aversa. E del resto come “componente” risulta presente nella seduta assembleare del 26.6.2017, sia con riferimento alla delibera n. 14 che con riferimento alla delibera impugnata n. 15 (si confrontino i docc. 1 e 2 allegati al ricorso introduttivo). Lo stesso provvedimento deliberato in data 26.6.2017, infatti, prende atto della revoca, della decadenza e della nomina, trascurando la contraddizione in termini insita nelle deliberazioni assunte, giacchè – “preso atto”, senza soluzione di continuità, della revoca e della nuova nomina – non esistevano più i presupposti richiesti dalla L.R. e dallo Statuto per la produzione dell’effetto decadenziale dalla carica di membro del Comitato Direttivo.
Per tali ragioni il ricorso va accolto.
La natura della causa e le sue caratteristiche, in ragione delle condizioni e le qualità delle parti, delle questioni di fatto e di diritto trattate, risultano elementi idonei a rappresentare gravi ragioni per compensare integralmente le spese di lite.
P. Q. M.
-    accoglie il ricorso  e per l’effetto dichiara l’illegittimità della deliberazione
n. 15 del Consiglio Generale del Consorzio ASI della provincia di Caserta assunta in data 26.6.2017, disponendo la reintegrazione nella carica di membro del Comitato Direttivo del sig. Salvatore Davidde, già membro del Consiglio Generale in rappresentanza del Comune di Aversa;
-    compensa le spese di lite.
Manda alla cancelleria per gli adempimenti di competenza.

Così deciso il 25/09/2017
Il Giudice dr.ssa Maria Ausilia Sabatino

 

Percorso