INFIORATA 2019

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Una volta era un paese agricolo. Scrive Ugo Di Girolamonel suo attualissimo <Mafie, politica, pubblica amministrazione. E’ possibile sradicare il fenomeno mafioso dall’Italia?> (Guida, 2009), che Mondragone è <… una terra fertilissima, favorita da un microclima particolarmente

mite …>. Eppure, per diverse ragioni, alcune delle quali puntualmente sottolineate dallo stesso Di Girolamo (che invito a leggere e a rileggere, soprattutto in sede di predisposizione dei programmi), l’agricoltura nella nostra città è quasi praticamente scomparsa. Riportare l’agricoltura a Mondragone dovrà essere una delle priorità dell’azione politica ed amministrativa del Patto Civico per il prossimo quinquennio, ha dichiaratoUmberto Cinque di MBC, stimolando soprattutto i giovani a <ritornare alla terra> perfare impresa agricola.

L’agricoltura oltre a poter essere fonte di lavoro e di sviluppo economico è fondamentale per la salvaguardia e la conservazione del paesaggio.

L’abbandono o la trasformazione delle aree coltivate hanno causato anche da noi danni spesso irreversibili.

Per questo, ha continuato Umberto CinqueMBC invita il candidato sindaco del Patto Civico, Virgilio Pacifico, a strutturare un vero e proprio piano di rilancio del settore agricolo mondragonese, prevedendo: la protezione e valorizzazione delle tipicità mondragonesi (attraverso la creazione di un paniere delle tipicità locali, un incisivo progetto di marketinged il coinvolgimento di tutti i soggetti del settore)la crescita di un’agricoltura a Km 0 ed il rafforzamento delle filiere corte, che devono avere come sbocco finale la ristorazione e la commercializzazione locale; il recupero e la coltivazione delle terre abbandonate; lo sviluppo di orti urbani e di orti didattici; lo sviluppo dei GAS (qualche esperienza di Gruppodi Acquisto Solidale è stata già tentata nella nostra città); gli incentivi economici (ma anche gli sgravi burocratici) per l’avvio di imprese agricole giovanili; lo sviluppo di un agriturismo a costi contenuti, ma di qualità ed in grado di coniugare turismo balneare sostenibile, cultura e buona tavola e, soprattutto, di fare di Mondragone una <tappa obbligatoria> per turisti in transito tra Caserta, Napoli, Pompei, la Costiera Amalfitana, le isole …; la formazione professionale, indispensabile per fare oggi impresa agricola; la lotta alle agromafie locali; la previsione e l’effettiva implementazione di una Consulta agricola comunale o Tavolo agricolo locale che, in stretto raccordo con le associazioni di categoria e, soprattutto, con la dimensione istituzionale regionale, sia di reale supporto al governo del settore; la lotta al lavoro nero, al nuovo caporalato e allo sfruttamentodi manodopera, soprattutto immigrata ecc

ScriveMichele Zannini in un suggestivo articolo pubblicato su www.benecomune.net.l’interessante spazio web promosso dalle ACLI, che <…  La prospettiva di una nuova democrazia, che rappresenta la vera scommessa del nostro tempo, ridarebbe senso ad un intreccio nuovo di relazioni politiche e civili, comunità per comunità. In sostanza, la suggestione di un tempo in cui, la politica torni a centrarsi sull’uomo ha un ampio riflesso sul mondo rurale dove le persone, le comunità e i territori sono da sempre protagoniste>.

Una nuova agricoltura per Mondragone, quindi, ha concluso Umberto Cinque, in grado di valorizzare il territorio agricolo locale, di considerare la sostenibilità ambientale, di fare buona occupazione, di rilanciare il turismo e l’economia ed anche- come sostiene Michele Zannini-di contribuire a rigenerare la comunità e con essa la stessa politica locale.”

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