Per l’AMBC, che in totale solitudine continua ad occuparsi della mancata attivazione del Centro Servizi Turistici - CST, si tratta  di una gravissima elusione del vincolo di destinazione gravante sui finanziamenti POR erogati dalla

regione Campania per la realizzazione di una determinata finalità pubblica, il CST appunto, dal momento che fino ad oggi del CST non v’è traccia e, quindi, vi è stata la mancata destinazione dei fondi allo scopo per il quale erano stati ottenuti (art. 316 bis c. p.).

Ora ad occuparsi del Centro Servizi Turistici che non c’è è il consigliere regionale Francesco Saverio Borrelli con una interrogazione rivolta al presidente De Luca. Borrelli in premessa specifica cosa doveva essere questo CST e perché sono stati dati al comune la bellezza di quasi 3milioni di euro.

Il CST, avrebbe dovuto svolgere diverse attività in favore di Mondragone e dell’intero Litorale Domitio: offrire ai residenti e agli imprenditori turistici locali servizi in grado di stimolare e supportare le loro attività e le loro iniziative; offrire ai turisti e agli intermediari del turismo un efficace punto di riferimento per agevolare e incrementare la capacità di fruizione del territorio; contribuire all’interazione sinergica tra il turismo balneare e quello culturale, ambientale ed escursionistico;  promuovere e rafforzare il turismo in bassa stagione, destagionalizzando le presenze e distribuendole su tutto l’arco dell’anno; aumentare le opportunità per l’occupazione dei giovani locali; diffondere tra i residenti il senso di una cultura dell’ospitalità.

In base al progetto approvato e finanziato, il CST avrebbe dovuto, inoltre, assolvere le funzioni di informare i turisti, nonché di commercializzare i prodotti e i servizi turistici. Il Centro, in collaborazione con gli operatori privati, sarebbe dovuto essere il punto di riferimento per la commercializzazione dei servizi ricettivi, anche dotandosi della specifica licenza di agenzia e occupandosi  della prenotazione alberghiera ed extralberghiera e delle relative. 

Il CST avrebbe dovuto svolgere tutte le azioni di marketing e coordinare le attività complementari quali: servizio guide, visite ad alta specializzazione, itinerari personalizzati, itinerari a tema.

  Il Centro aveva, inoltre, il compito di creare e gestire i contatti con i media e gli opinion leader, anche attraverso la produzione di materiali specifici  e la gestione di azioni mirate(elaborazione ed invio di comunicati stampa, organizzazione dì educational tour, conferenze stampa ecc), la gestione di servizi in fiera e la partecipazione a fiere e a borse turistiche, workshop e viaggi educational. 

All’interno della sede che avrebbe dovuto ospitare il CST, quindi presso il Palazzo Tarcagnota, era prevista anche l’installazione di un “Centro di Documentazione sul Litorale Domitio”, sempre al fine di promuovere l’immagine e la conoscenza del litorale stesso. 

Tale Centro sarebbe dovuto essere articolato in diverse sezioni che prevedevano un’area multimediale, un’esposizione permanente, finalizzata ad illustrare la trasformazione e l’evoluzione che ha interessato l’area e la comunità in essa stanziata, abbracciando molteplici componenti, quali il paesaggio, le attività produttive, il sistema rurale, l’arte e la storia.

Erano previsti, infine, una Biblioteca specializzata sulle produzioni editoriali e multimediali inerenti ai vari aspetti del Litorale Domitio (archeologico, artistico, storico, ambientale, turistico ecc.), ponendo l’accento sulle produzioni tipiche che caratterizzano l’area e un Centro congressi, uno spazio da destinare agli eventi culturali, ai convegni, alle diverse iniziative promosse.

Nelle previsioni il Centro sarebbe dovuto essere gestito da una cooperativa o società con prevalenza di giovani locali direttamente connessa alla società di carattere mista (pubblico-privata) di attuazione del STL (Sistema Turistico Locale) ai sensi della legge 135/2001, con un parte di questi operatori destinata alle attività di comunicazione e di informazione turistica, mentre i rimanenti si sarebbero dovuti occupare della creazione ed elaborazione di pacchetti e di proposte strutturate.

Ma di tutto ciò non vi è neppure l’ombra.

Nessuna delle azioni previste e finanziate è stata mai realizzata.

Uno scandalo! Per questo,  il Consigliere regionale dei Verdi  Borrelli ha interrogato De Luca per sapere: se sia a conoscenza che -contravvenendo a quanto approvato dalla regione Campania- il comune di Mondragone non abbia mai realizzato il previsto Centro Servizi Turistici per il quale aveva ricevuto i fondi POR e quali controlli abbia effettuato a tal proposito l’Autorità di Gestione del POR Campania; quali immediati e stringenti controlli voglia mettere in essere per verificare come siano stati spesi dal comune di Mondragone i finanziamenti POR ricevuti dalla regione Campania per il CST da allocare presso il Palazzo Tarcagnota di Mondragone; quali iniziative intenda adottare, in considerazione del fatto che il finanziamento in questione era stato autorizzato ed erogato in quanto l’intervento denominato “Recupero funzionale del Palazzo Storico Tarcagnota  per allocazione del CST-Centro Servizi Turistici” era risultato conforme con l’Obiettivo Operativo 1.11 e con i criteri di selezione delle operazioni del POR Campania FESR 2007/2013, approvati con DGR n. 879/2008 e s.m.i. e che, di conseguenza, l’assenza del CST fa venir meno le conformità alla base dei finanziamenti concessi; se intenda provvedere affinché il comune di Mondragone provveda ad implementare con la massima urgenza il CST presso il palazzo Tarcagnota, attuando tutte le azioni previste dal progetto approvato, diffidandolo formalmente ad adempiere entro e non oltre un tempo prestabilito e, in caso di diniego e/o di mancato adempimento, intimare la restituzione immediata di tutto il finanziamento ricevuto; quali iniziative si intendano avviare nei confronti dei responsabili comunali per il mancato rispetto degli obblighi assunti, nonché nei confronti degli uffici regionali preposti all’attività di vigilanza per il mancato controllo.

L’AMBC, intanto, in attesa delle risposte del Governatore, nei prossimi giorni presenterà un esposto per chiedere che si indaghi per sapere che fine abbiano fatto questi soldi e se ricorrano gli estremi del reato di distrazione di fondi pubblici.

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