Fra pochi giorni, il 28 ottobre, ricorre l’anniversario della strage delle Cementare, durante la quale 17 persone (15 civili e due militari ignoti) furono fucilate per essere state intercettate in aree interdette, ed i

corpi occultati in una fossa comune. Tempo addietro l’AMBC presentò il Volume “Zone di Guerra, Geografie di Sangue. L’Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia (1943-1945)” a cura di Gianluca Fulvetti e Paolo Pezzino (Edizioni Il Mulino, Bologna, 2016), che riporta anche le violenze e le stragi consumate nella nostra città ed ha anche una interessantissima appendice in una banca dati www.straginazifasciste.it, costantemente aggiornata. L’AMBC -come fece in quell’occasione- ripropone anche quest’anno a tutte le scuole della città di prepararsi a celebrare degnamente l’anniversario del 28 ottobre con una <traversata> collettiva nel sito www.straginazifasciste.it, facendo così scoprire ai ragazzi i luoghi delle stragi mondragonesi ed i nostri martiri e, quindi, un pezzo di storia della nostra città durante il sanguinoso ultimo conflitto mondiale.

L’AMBC nel presentare quell’interessante volume  propose anche di intitolare una strada ai Martiri nazifascisti delle Cementare. E qualche volta accade il <miracolo>: qualcuna delle centinaia di proposte dell’AMBC viene- forse inconsapevolmente- accolta, seppure in parte. La Commissione per la Toponomastica cittadina (alla quale ricordiamo le precedenti proposte dell’AMBC sulla toponomastica cittadina finora restate <lettera morta>) presieduta da un novello presidente, ha avanzato la proposta, come primo atto ufficiale (che speriamo non resti anche l’ultimo) e avendo constatato nel sito la mancanza di una <tabella> (leggasi <targa>), di prevedere che al toponimo <Via Eccidio delle Cementare> venga aggiunta la scritta <Strage nazi-nazifascista (28 Ottobre 1943)>.

Proposta immediatamente fatta propria dalla Giunta, che oltre a dare mandato ai propri uffici per la fornitura della targa, per l’occasione -il 28 ottobre- ha anche affisso per la città un raffazzonato manifesto che impropriamente fa riferimento al Giorno del Ricordo, innescando così qualche confusione, in quanto il Giorno del Ricordo è il 10 Febbraio ed è stato istituito con legge per <conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale>. Non è la prima volta che su queste questioni si fa confusione.

Ma perché lasciare a <esecutivi tuttofare> compiti alquanto delicati? Andate a rivedervi i manifesti fatti qualche tempo fa, quando per questi anniversari vi era il coinvolgimento dell’Associazione Quartiere di Sant’Angelo, allora presieduta da Antonio Taglialatela. Manifesti che cercavano innanzitutto di dare volto e nome ai caduti.

Ha ragione il nostro Paolo Palmieri a dire: <Passano gli anni, ma dopo 71 celebrazioni nulla è stato fatto per il ricordo dell’eccidio, nonostante le buone intenzioni della durata di un giorno.

Basterebbe poco per onorare il duraturo ricordo dei caduti: completare la struttura della posa monumentale, nonché la semplice modifica della via Cementare in <Via Martiri delle Cementare> e intitolare ai caduti la villetta di Sant’Angelo con la piazzetta adiacente, senza stravolgere la toponomastica stradale, sempre sollecita per intitolazioni ad ex politici locali e personaggi poco emeriti>.

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