Abbiamo da sempre grande considerazione per chi studia i nostri beni culturali e per chi si affanna da decenni a pubblicare (e a presentare in immancabili quanto poco affollati convegni) studi e ricerche sul

nostro territorio che fu. Anche se ci piacerebbe di tanto in tanto scorgere qualche <studioso locale> alle prese con il futuro e lottare- per esempio- affinché non si consumi più suolo e affinché la città sia effettivamente accessibile a tutti.

Come ci insegnano gli esperti (non locali), la maggior parte dei servizi ecosistemici resi dal suolo non coperto artificialmente ha un’utilità diretta e indiretta per l’uomo e appare cruciale, nell’ambito delle politiche di gestione e di pianificazione del territorio, valutare le ricadute delle diverse scelte, anche attraverso la stima dei costi e dei benefici associabili a diversi scenari di uso del suolo previsti.

Partendo da queste considerazioni, il monitoraggio nazionale del consumo di suolo a cura di Ispra e del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (che vi invitiamo a leggere) ci informa che la perdita economica stimata come effetto del consumo di suolo registrato nel nostro Paese a partire dal 2012 ammonta a circa due miliardi di euro all’anno, provocati dalla carenza dei flussi annuali dei servizi ecosistemi che il suolo artificializzato non potrà più garantire in futuro. Mondragone ha un’abbondanza di costruito, ha consumato suolo a man bassa nel passato in una sfrenata cementificazione e ha necessità oggi di agire sul costruito.

La ripresa sociale della nostra città passa anche se non soprattutto per il riutilizzo del suo patrimonio naturale e costruito e, quindi, con la rigenerazione “organismica” ed eco-paesistica e con il riuso dell’enorme quota di patrimonio abitativo vuoto o inutilizzato. E’ questo che andava innanzitutto discusso a proposito di PUC (approvato di recente in via preliminare senza partecipazione). Questa doveva essere la prima regola d’ingaggio dei tecnici della Pica Ciamarra Associati. Una Città a misura delle persone con disabilità doveva essere la seconda regola d’ingaggio per la sua riprogettazione.

L’AMBC durante la campagna elettorale ha ripetutamente proposto di <fare di Mondragone una città per tutti>, pubblica (nel senso che tutti i servizi e i beni comuni ritornino sotto il pieno controllo dell’ente locale) e accessibile. La <città accessibile> è un obiettivo primario per la stessa Unione Europea (cfr: azioni intraprese nel quadro della Strategia UE per la disabilità che ha l’obiettivo di costruire un’Europa senza barriere), ma che resta purtroppo fuori dalla sensibilità di questa maggioranza e del suo capo, sia quello formale che quello di fatto. Per l’AMBC un PUC che non considera lo STOP al COMSUMO di SUOLO è un documento inutile. Un Processo di pianificazione che non è in grado:

1. di avviare un percorso di costruzione di un'agenda urbana per lo sviluppo sostenibile;

2. di promuovere l’avvio di un percorso di educazione allo sviluppo sostenibile delle nuove generazioni in base alla Carta di Roma elaborata dalla Conferenza nazionale sull’educazione ambientale del 22 novembre 2016 e fatta propria dai Ministri dell’Ambiente e dell’Istruzione;

3. di favorire effettivamente il coinvolgimento dei cittadini e delle organizzazioni della società civile anche attraverso la condivisione degli obiettivi con le associazioni economiche, ambientaliste e del Terzo settore;

4. di incentivare l’esigenza di strumenti e professionalità per osservare l’andamento dei principali indicatori ambientali e per suggerire le azioni necessarie per raggiungerli;

5. di far prendere coscienza della necessità di riportare i beni comuni (a partire dalla nostra spiaggia e dal nostro mare) sotto il pieno controllo pubblico e a gestion

e sociale;

6. di centrare le politiche urbanistiche sulla rigenerazione urbana;

7. di puntare sugli edifici e sulle aree dismesse e abbandonate disponibili per il recupero e il riuso a fini sociali, considerando la proposta dell’AMBC -mutuata da LABSUS- di <Amministrazione Condivisa> per la loro gestione (sul riuso non mancano importanti esperienze sviluppate in alcune città che possono essere facilmente mutuabili: https://www.riusiamolitalia.it/ita/02_network.aspx);

8. di cambiare completamente registro sulla mobilità, pedonalizzando e recuperando alla socialità strade e piazze;

9. di rammendare le periferie, a partire da Pescopagano, e di sviluppare finalmente per questi quartieri qualche idea di recupero e sviluppo e anche di autonomia (i capiquartiere non servono, occorrono idee e proposte!);

10. di eliminare tutte le barriere pubbliche e private, facendo di Mondragone la città delle Bambine e dei Bambini e, di conseguenza, la città di tutti, è un processo di pianificazione burocratico e autoreferenziale.

Fruttuoso per qualcuno, utile per qualcun altro, ma inutile -se non addirittura dannoso- per la città.

Percorso

Accetta Cookies

Abbiamo 200 visitatori e nessun utente online

DJ-imageslider

  • LIA7.jpg
  • LIA6A.jpeg
  • LIA4.jpeg
  • LIA3A.jpeg
  • LIA3.jpeg
  • LIA2A.jpeg
  • LIA1.jpeg

GDPR e EU e-Privacy

manifesto_pro_loco_programma-01.jpg