L’abbandono della seduta del consiglio comunale del 30 settembre scorso da parte dei consiglieri di minoranza capeggiati dal loro leader Giovanni Schiappa è l’ennesima frattura che subisce la democrazia locale. Soprattutto perché determinata

dall’impossibilità da parte dei consiglieri di poter discutere dopo le scarne comunicazioni del sindaco sulla grave crisi dei rifiuti, crisi determinata autonomamente in piena estate dal sindaco stesso. Un Consiglio comunale che non si confronta, non discute, non dibatte, non interpella, non propone, non approfondisce, non controlla  non è un Consiglio comunale. Si riduce o viene forzatamente ridotto a un ruolo di muta ratifica. Come da tempo l’AMBC va sostenendo, un Consiglio comunale siffatto è non solo inutile, ma soprattutto dannoso per la città e la stessa  democrazia. Colpisce che i rappresentanti dei cittadini, quelli di maggioranza, accettino supinamente l’inutile, pericoloso e -per loro- molto umiliante esercizio dell’alzata di mano senza batter ciglia e profferir parola.

E i consiglieri di minoranza hanno ragione da vendere nel protestare quando gli si mette la <museruola>, soprattutto se in sede di riunione di capigruppo avevano concordato di confrontarsi sulla gravissima crisi dei rifiuti che la città ha subito e che continua in parte a subire (una questione che anzi meriterebbe una sessione straordinaria del consiglio comunale!). E i consiglieri comunali di minoranza hanno ragione a protestare, soprattutto se non possono rispondere nella sede istituzionale a chi li ha accusati (ma con quale prova?) di essere i fomentatori di questa crisi, quelli che stavano dietro ai netturbini aizzandoli alla sciopero.

 Se non possono  fare pubblicamente chiarezza di un’accusa così infamante, ne hanno ben donde di lamentarsi. Detto ciò ed espressa la nostra solidarietà e senza neppure rinvangare il passato, quando altre maggioranze si comportavano più o meno allo stesso modo, non possiamo però non constatare come non sempre in questi 2 anni e più i consiglieri comunali di minoranza capeggiati da Schiappa  abbiano svolto efficacemente la loro azione di controproposta e, soprattutto, di opposizione, quando i provvedimenti di questa Amministrazione erano palesemente sbagliati o illegittimi. Tuttavia, c’è sempre tempo per emendarsi.

Proponiamo quindi a Giovanni Schiappa e a tutti i consiglieri di minoranza una iniziativa <piccola piccola>, degna però di ridare almeno in parte decoro al Consiglio comunale.

L’approvazione del  bilancio consolidato (bilancio sul quale ci sarebbe tanto da dire e dissentire) ci riporta diritti a riconsiderare per l’ennesima volta un  conflitto d’interesse, che nonostante le nostre denunce continua a restare in piedi in tutta la sua anomalia. Alessandro Rizzieri è un consigliere comunale (rafforzato da una delega illegittima al welfare) e capogruppo consiliare. Ma Rizzieri è anche componente del Comitato Direttivo del Consorzio ASI di Caserta (abbiamo inutilmente denunciato le illegittimità della nomina di Rizzieri all’ASI  fatta da Pacifico in assenza degli atti d’indirizzo da parte del Consiglio comunale, così come prescrive il TUEL e prevede lo Statuto)e in quanto tale provvede, tra l’altro, in base allo statuto del consorzio a predisporre il bilancio di esercizio relativo all'anno precedente corredandolo di apposita relazione illustrativa.  Bilancio d’esercizio che poi viene inviato al comune di Mondragone, che fa parte del Consorzio, per diventare parte integrante del bilancio consolidato del Comune. Bilancio consolidato del comune che comprende le risultanze del bilancio di esercizio del Consorzio ASI che Rizzieri, che ha predisposto quel bilancio,  ha approvato  nell’ultima seduta consiliare come consigliere.

Ma andiamo, questo non è un Paese serio!

L’incarico di Rizzieri nel Consorzio ASI è palesemente inconferibile, Rizzieri è incompatibile in base al D.Lgs. 39/2013. E non è solo l’ANAC ad affermarlo da tempo, ma è il buon senso a <dirlo> esplicitamente. Il Rizzieri consigliere che approva il bilancio consolidato del comune è palesemente in conflitto d’interesse con il Rizzieri del Comitato direttivo dell’ASI che ha predisposto il bilancio d’esercizio dell’ASI, che fa parte integrante del bilancio consolidato del comune. Per l’AMBC il comune dovrebbe uscire da questo Consorzio.

Tuttavia, nel frattempo andrebbe almeno ripristinata la legalità: revocando in autotutela la nomina di Rizzieri, approvando nel Consiglio comunale gli atti d’indirizzo per le nomine e le designazioni,  procedendo poi con un bando pubblico e finalmente con una nomina legittima.

Caro leader della minoranza, Giovanni Schiappa, non merita questa vicenda una grande battaglia consiliare?

Non è il caso di impugnare la delibera di consiglio con la quale è stato approvato il bilancio consolidato per farla dichiarare illegittima a causa della mancata astensione ( o meglio del mancato  allontanamento) del consigliere Rizzieri in palese conflitto di interesse?

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