A stretto giro, con una missiva inviata all'Ufficio Tecnico Comunale di Mondragone e p.c. al Comando dei Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale, ai consiglieri comunali di minoranza Valerio Bertolino,Achille Cennami, Pasquale Marquez, Alessandro

Pagliaro, Antonio Pagliare e Giovanni Schiappa nonché al Funzionario Archeologo Dott.ssa Antonella Tomeo, il Soprintendente Archeologia Belle Arti  e paesaggio, Arch. Salvatore Buonomo, ha informato  l'UTC di Mondragone che con PEC del 24 Settembre u.s. i suddetti consiglieri comunali di Mondragone hanno lamentato la realizzazione di opere "in contrasto con la normativa vigente in materia di tutela del patrimonio culturale ed interessante un bene sottoposto a tutela diretta del D.M. del 26/08/1988 e chiede un urgente riscontro con ogni informazione al riguardo attivando ogni previsto provvedimento di competenza nel rispetto delle vigenti norme di tutela (D.lgs.42/2004)."

Ancora quindi una gatta da pelare per l'Amministrazione Pacifico sotto il tiro quasi  quotidiano dell'AMBC e settimanale della minoranza consiliare.

Quest'ultima con missiva datata 23 settembre 2019 espongono alla Soprintendenza che i lavori sarebbero stati "realizzati sia all'interno dei locali che all'esterno di entrambi gli ingressi dell'edificio storico" senza che la "Soprintendenza manifestasse il doveroso ed obbligatorio  parere di competenza "come previsto dall'art.21 del Codice dei Beni Culturali, "in assenza di qualsivoglia provvedimento autorizzativo", scrivono i consiglieri "senza minimamente voler tralasciare inoltre che sono stati anche  affidati ex novo interventi  già eseguiti! che, sebbene garantiti anche dal certificato di collaudo, non sono stati oggetto di richieste di ripristino e aggiustamentii precedentemente aggiudicati mediante una gara pubblica a valere sui suddetti finanziamenti comunitari."

Tanto altro viene esposto dai consiglieri di minoranza:"i servizi agli impianti, l'installazione delle porte all'interno degli uffici comunali, il restauro di una fontana in marmo e di altri manufatti di legno e/o di stucchi danneggiati, l'installazione di un impianto idronico" e tanto altro concludendo  poi  nel lamentare che sarebbe stato" installato il sistema dell'impianto antifurto del Museo Archeologico B.Greco di via Genova n.2 presso il Palazzo Tarcagnota, lasciando sguarnita in termini di sicurezza e pericolosamente esposta per lungo tempo la citata sede museale di interesse regionale". Formale richiesta infine di verificare ed intervenire con sopralluogo della stessa Soprintendenza!

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