Della querelle sulla mancata assunzione dei navigator in Campania proprio non si sentiva alcun bisogno. Siamo da sempre convinti che i servizi per il lavoro necessitano di una dimensione organizzativa pubblica affiancata però da quella

privata e da quella del non profit e dell’economia civile. E siamo altrettanto convinti che per attivare percorsi di potenziamento dei centri di avviamento al lavoro e per renderli finalmente efficienti ed efficaci non si può fare a meno del coinvolgimento dei comuni, il primo presidio sul territorio. Senza un ruolo attivo dei comuni, infatti, i Centri per l’Impiego e le Politiche Attive per il Lavoro rischiano di continuare a restare una pia illusione, al di là della presenza e del ruolo dei navigator.

L’Associazione Mondragone Bene Comune, ha dichiarato il portavoce Gianni Pagliaro,  fin dalla campagna elettorale -come Lista MBC- si è ripetutamente occupata del “dramma disoccupazione” in città, elaborando e facendo circolare analisi, riflessioni e dati  su un problema enorme: http://www.81034.it/famiglie-difficolta-lanalisi-dellambc/; http://www.81034.it/10618-2/; http://www.81034.it/mettere-energie-giovani-circolo/; http://www.81034.it/disoccupazione-dramma-dei-giovani-mondragonesi/ (e questi sono solo alcuni dei tantissimi interventi) ed avanzando proposte, mutuate a partire dalle buone pratiche della Conferenza Episcopale Italiana http://www.progettopolicoro.it/home/00000002_Home.html (per fortuna qualcosa qualche Parrocchia/Quartiere autonomamente sta facendo). Dati e proposte che sono restati purtroppo oggetto d’indifferenza per i 2 (o l’1 e mezzo) che “comandanopro tempore in città.

Se non avessero affossato il Patto Civico all’indomani del voto e se non avessero messo alla porta l’AMBC, il tema del lavoro (insieme a quello dell’abbandono scolastico e dei NEET, vere e proprie piaghe sociali) sarebbe stato uno degli obiettivi prioritari di governo della città. A partire dalla progettazione ed implementazione di un moderno ed utile Sportello Comunale per il Lavoro quale strumento di intervento diretto dell’amministrazione comunale (che pure non ha una diretta competenza) nelle politiche attive del lavoro. Il suo obiettivo sarebbe stato quello di sostenere le persone nell'individuazione e nella realizzazione del proprio progetto formativo e professionale, favorendo l'incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Uno Sportello che, sull’esperienza di altre realtà comunali d’Italia, avrebbe dovuto operare in collaborazione con il Centro per l'Impiego e si sarebbe dovuto rivolgere a tutti i cittadini domiciliati a Mondragone che cercano un lavoro oppure che vogliono attivare un percorso formativo.


Lo Sportello avrebbe dovuto offrire a tutti gli interessati servizi gratuiti che avrebbero dovuto agevolare la ricerca autonoma e attiva di occupazione da parte dell’utenza e avrebbe dovuto fornire una consulenza personalizzata, dall’informazione all’individuazione del proprio progetto formativo e professionale e all'analisi e consulenza sugli strumenti e sulle  tecniche utilizzati nella ricerca.


Servizi offerti dallo Sportello Comunale per il Lavoro destinati sia alle persone residenti e/o domiciliate nel territorio del comune di Mondragone in cerca di occupazione, sia a cittadini occupati ma che desiderano provare a cambiare vita e possibilmente anche occupazione. Quindi, uno Spazio di Consultazione di offerte e corsi; una Newsletter settimanale inviata (anche via whatsapp) a tutti i cittadini in età lavorativa; un Sito web di orientamento ed offerte di lavoro sul territorio, in Italia e all’Estero (ma anche di informazioni sulle leggi, sui diritti dei lavoratori e sul diritto del lavoro, sulle tutele, sul lavoro dignitoso- https://futureofwork-labourafterlaudatosi.net/-, sugli iter per assumere ecc); Laboratori formativi e di approfondimento per incrementare competenze specifiche importanti per l'accesso al mondo del lavoro, come per esempio:corsi e laboratori di alfabetizzazione digitale, laboratori di rafforzamento delle tecniche di ricerca   del lavoro (curriculum, canali di ricerca, colloquio, ricerca on line, social network ecc); Staff di affiancamento per promuovere la cooperazione (splendida l’iniziativa nata dall’idea di un parroco: https://www.cooplaudatosii.it/), il coworking e la “creazione” di lavori e il “recupero” di vecchi mestieri; Seminari di orientamento al lavoro rivolti soprattutto agli studenti e organizzati in sinergia con il sistema scolastico; un luogo” dove prendere in carico la persona in difficoltà, espulsa dal mercato del lavoro o non in grado di potervi accedere e, soprattutto, un “luogo” per superare la solitudine del disoccupato, dell’inoccupato. Un progetto, quello dell’AMBC, che anticipava un’esperienza che di lì a poco avrebbe preso avvio e che abbiamo nel tempo sistematicamente monitorato: http://www.inserimentolavorativo.net/wp-content/uploads/2019/02/Slide_Milano_21-2-2019.pdf.

Il progetto dell’Associazione Mondragone Bene Comune (quelli delineati sinteticamente sono solo alcuni dei tanti profili immaginati), che- ha concluso il portavoce Pagliaro- avremmo voluto presentare a Pacifico, costava né più né meno quanto da anni spendiamo per un inutile Informagiovani, di recente passato di mano. Ma passato passato?

 

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