“Molti ricorderanno che a proposito del Palazzo degli eredi Tarcagnota venduto parzialmente al comune per diventare sede del Centro Servizi Turistici (CST) e utilizzato, invece, illegittimamente per tutt’altro, tra barriere architettoniche, perenni cantieri ed interferenze varie, l’assessore Piazza ci invitava a ricorrere all’accesso agli atti per avere informazioni più esaustive. E l’AMBC,

pacificoa segretariaanche per dare soddisfazione all’assessore, tramite il suo portavoce Gianni Pagliaro presenta alla fine dello scorso anno richiesta di accesso, ma non per il Palazzo degli eredi Tarcagnota venduto parzialmente al comune per diventare sede del Centro Servizi Turistici (CST), bensì per conoscere chi svolge i servizi cimiteriali a domanda individuale, in che modo, con quali tariffe e approvate da chi, come vengono smaltiti i rifiuti cimiteriali ecc. Passano i 30 giorni previsti dalla legge, ma dal comune non arriva riscontro alcuno.

E Gianni Pagliaro, così come prescrive la legge, inoltra una richiesta di riesame. Passano altri giorni (e qualche comunicato stampa) e una domenica mattina di gennaio l’assessore Piazza contatta via whatsapp  il nostro portavoce per chiedergli copia delle due richieste di accesso restate inevase. Pagliaro gli inoltra sia la prima che la seconda istanza.

Il lunedì successivo, con sommo stupore, il nostro portavoce viene contattato telefonicamente dalla segretaria comunale (addirittura!), che chiede  di poter conoscere il numero di protocollo della seconda istanza.

Ovviamente Pagliaro fa presente che l’esimia segretaria avrebbe potuto con facilità, attraverso l’ufficio competente (le istanze erano state ambedue inviate per PEC e per esse Pagliaro aveva ricevuto l’ok di ricezione e il numero di protocollo), recuperare le due istanze e conoscere a quale ufficio fossero state smistate.

Ma l’esimia segretaria insiste per ricevere da Pagliaro quel numero di protocollo. Insiste anche nel sostenere di non essere mai stata informata di queste istanze (rispetto alle quali è responsabile!) e di non sapere perché e per come esse non siano state evase, così come prescrive la legge. Il portavoce dell’AMBC, seppur con sconcerto, comunica all’esimia segretaria comunale il numero di protocollo della seconda istanza, scoprendo che essa era stata assegnata all’arch. Catanzano, e ricevendo dalla stessa segretaria assicurazione sul fatto che di lì a poco avrebbe finalmente riscontrato l’istanza di accesso agli atti.

Ma da allora ad oggi- e a distanza di mesi dalla prima richiesta- della segretaria e dei suoi promessi e dovuti riscontri abbiamo perso ogni traccia e il portavoce dell’AMBC Pagliaro continua a non poter accedere agli atti comunali per conoscere chi da anni gestisce i servizi cimiteriali a domanda individuale, con quale personale, applicando quali tariffe, approvate da chi ecc. (sulla questione, alquanto delicata, l’AMBC ha coinvolto nel frattempo altre istituzioni). Cosa possiamo dedurre da questa brutta storiella? Almeno 4 considerazioni.

La prima: caro assessore Piazza, prima di ergerti a “maestrino” e prima di dare “buoni consigli” a mezzo stampa verifica se siete capaci di fare ciò che pontificate. Se non altro per non apparire come “pesci fuor d’acqua” rispetto a ciò che vi accade sotto il naso.

La seconda: con la segretaria comunale che “è costretta” (o si costringe) a telefonare ad un cittadino per avere informazioni circa le loro formali richieste che sono state protocollate al comune di cui lei è apicale siamo definitivamente alla “baraonda amministrativa” (andrebbe chiarito comunque questo “anomalo” comportamento della segretaria, finalizzato a cosa?).

La terza: si certifica l’illegittimità di questa amministrazione: Pacifico & Co neppure l’accesso agli atti riescono ad assicurare  né a far rispettare le leggi che lo regolamentano, altro che trasparenza e casa di vetro strombazzate in campagna elettorale!

La quarta: l’evidente responsabilità di Pacifico, del suo delegato al cimitero, ovvero di quel Lavanga che- vi ricordate- relazionò per la transazione con la Covim srl con conseguente salasso per i mondragonesi, e delle loro strutture amministrative che, nel caso di presenze abusive nella gestione dei servizi cimiteriali a domanda individuale, pur sapendo (almeno da quando l’AMBC  ha segnalato pubblicamente la questione), non provvedono a ripristinare la legalità (oppure a rispondere confutando quanto da noi evidenziato).

Ma questa storia vergognosa allarga di molto le responsabilità, va oltre qualche “politico e tecnico sbandato”, coinvolge la città. Come sostiene Roberto Saviano:“Esistono due forme di omertà: quella di chi sa e non parla e quella di chi non vuole sapere”.

Percorso

Accetta Cookies

  • don_diana.jpg
  • scarfalietto.jpeg

DA NON PERDERE

  • don_diana.jpg
  • scarfalietto.jpeg

Abbiamo 164 visitatori e nessun utente online

 

GDPR e EU e-Privacy