Chi come me, ha esordito il portavoce dell’AMBC Gianni Pagliaro, non è nato nello storico quartiere

fagiolata5 di Sant’Angelo ha sempre nutrito un pizzico di sana invidia per un rione che è stato capace di dare continuità ad una iniziativa coma la fagiolataportandola a compiere i suoi primi 40 anni e facendola diventare una splendida tradizione. Antonio Taglialatela, Virgilio Maceroli, Federico Papa e gli altri amici di quel quartiere che quarant’anni fa si inventarono questa manifestazione laica, confluita poi -anche a causa della data scelta per l’eventonel programma delle festività in onore di San Michele Arcangelo, non avrebbero potuto auspicare per la loro <creatura> maggiore longevità e più diffusa fama.

Un’iniziativa popolare e sussidiaria,  nata dal basso, dai cittadini, da un quartiere della città. Una manifestazione che per decenni ha saputo fare a meno di <padrini> e che è riuscita a non avere padroni,ad essere di tutti e a qualificarsi come un patrimonio della comunità. 

E’ anche per questa lunga e significativa <storia> che il bilancio nontroppo esaltantedella fagiolata2018 deve essere preso come un campanello d’allarme da non sottovalutare.

Un quarantennale sottotono, almeno rispetto alle attese, una<crisi> sicuramente passeggera, che tuttavianon può essere affatto attribuita all’organizzazione: il Comitato 2018 ed i tanti volontari coinvolti non si sono risparmiaticome sempre- per la buona riuscita dell’evento. Saranno il quartiere e la parrocchia ad interrogarsi pertrovare i motivi di questa <battuta d’arresto> e per correggerli.

E’senz’altro casuale però (questo si può già dire) il fatto che il temporaneo declino sia coinciso con il finanziamento regionale di un progetto sgangherato presentato dall’<Amministrazione Pacifico>, con il qualesenza capo né codasono stati messi insieme la fagiolata, la mozzarella di bufala ed il vino falerno. <Mettendo cosìil cappello> su un evento che è e deve restare estraneoalle logiche clientelari ed alle manceistituzionali (l’AMBC è comunque curiosa di conoscere in che modo i soldi regionali sianostati spesiQuando la pubblica rendicontazione?)

La politica non deve ridursi al mero contributo, ma adoperarsi- per esempio- per valorizzare l’<Istituzione Quartiere>, dando finalmente attuazione allo Statuto comunaleLa fagiolata deve avere la capacità di attirare sponsor privati e di recuperare autonomamente le risorse occorrenti, anche mediante un progetto di crowdfunding.

L’AMBC, al sol fine di dare il proprio contributopropositivo, ritiene:che la fagiolata debba continuare adessere un’iniziativa orizzontale, di quartiere e di cittadini(che si associano liberamente e democraticamente si gestiscono); chepur rientrando nel calendario dellefestività in onore di San Michele Arcangelo- la fagiolata debba essere laicamente autonoma rispetto al comitato della parrocchia per i festeggiamenti del santo ed avere una propria struttura organizzativa, permanente, formale e riconosciuta (una fondazione, un’associazione, un comitato permanente di amici della fagiolata ecc..); che debba poter contare su un progetto integrato (anche di marketing) in grado di darle spessore in termini culturali, comunicativi (a proposito: a quando un sito internet ed una presenza non sporadica sui social e nel sistema dei mass media?edattrattivi; che debba avere unproprio <marchio> ed una fisionomia ben definita di grande evento culturale legato al più antico rione della città, ma in grado di proporsi a livello sovracomunale e traguardare nel tempo una dimensione almeno regionale; che partendo dal mondo rurale, dall’agricoltura <tradizionale> e da uno dei suoi prodotti (i fagioli) sappia coniugare l’agroalimentare, il turismo (ancheallungando la stagione estiva e ipotizzando un piano per l’accoglienza e di sviluppo delle Case Vacanze),l’ambiente, la natura, i beni culturali e storico-archeologici, le arti e lo spettacolo, la tradizione popolare e religiosa, lo sviluppo sostenibile ed il consumo critico con la modernità, l’intrapresala tecnologial’hi-tech e la robotica; che sappia coinvolgere le scuole, gli altri quartieri (ed anche i luoghi di questi quartieri)le altre parrocchie e le associazionidella città, gli operatori della ristorazione, del mondo contadino e dell’enogastronomia.

Un progetto che preveda eventi durante tutto l’anno (anche formativi e di loisir) e non soltanto nei 2 o 3 giorni di fine settembre. 

La fagiolata dovrà essere <il pretesto>, un ingrediente collaudatoil punto di partenza per progettare un grande evento stabile che dal quartiere di Sant’Angelo sappia coinvolgere l’intera città e presentarsi ad un territorio vasto, almeno regionale (l’AMBC ha maturato qualche idea in proposito e se ci saranno le condizioni sarà ben felice di condividerle).

Diversamente, ha conclusoPagliaro, la fagiolata resterà nell’asfittica dimensione della sagra paesana e sarà niente di più che uno degli appuntamenti di una festa patronale di quartiere.”

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