Lo scorso 8 marzo 2019, innanzi al Giudice Monocratico della Terza Sezione Penale del Tribunale Ordinario di Santa Maria Capua Vetere, si e’ concluso il procedimento penale a

schiappa giov0carico dell’autore dell’intervista Walter De Rosa difeso dall’avv. Giovanni Zannini e dell’ intervistato Massimo Avorio difeso dall’avv. Gianluca Di Matteo, procedimento che vedeva quale persona offesa l’allora sindaco di Mondragone Giovanni Schiappa, assistito dall’avv. Alberto Tortolano.

L’allora sindaco per diversi mesi fu vittima di una campagna diffamatoria tesa ad offenderlo pubblicamente, sia come persona sia come personaggio politico. Nel caso di specie l’aggressione alla reputazione dell’ex primo cittadino, si consumava attraverso la pubblicazione da parte del periodico on line Casertace.net (trasmessa anche dall’emittente televisiva Campania Felix Tv canale 613 del digitale terrestre), di un’intervista resa dal cittadino mondragonese Massimo Avorio.

In particolare veniva pubblicato sul quotidiano on line Casertace.net un articolo sottoscritto da Walter De Rosa recante il titolo “Mondragone - il video di Campania Felix - I Palazzi Blu nel degrado, infuria la protesta dei condomini”, con tanto di dicitura “Estratto dal servizio tv di Campania Felix Tv (canale 613 del digitale), presente anche su youtube e al gruppo face “Campania Felix Tv”, collegato ad un video, con possibilità di riproduzione immediata, contenente quattro interviste rilasciate da altrettanti cittadini mondragonesi, tra cui quella resa dall’Avorio in cui lo stesso dichiarava “ho sentito dire che ci stavano 300.000,00 euro per aggiustare i nostri palazzi che non si sanno dove sono andati a finire.

Mo’ non lo so, secondo me c’aveva problemi perché è salito come sindaco che era giovane, dopo due mesi, due tre mesi, si e’ sposato. Giustamente penso che potevano servire quei soldi”.

A corredo, inoltre, vi erano le foto dei quattro intervistati, tra cui Massimo Avorio, con indicazione dei rispettivi nomi. Alcuni passi dell’intervista di Avorio risultavano trascritti nel corpo dell’articolo.

Ivi si leggeva: “I profughi stanno meglio di noi, ci hanno abbandonato. Ho sentito dire che ci stavano 300 mila euro per aggiustare i nostri palazzi, e non so che fine hanno fatto. Il sindaco si e’ sposato e penso che potevano servire quei soldi”.
Alla luce di ciò, quindi, appariva evidente la commissione da parte dell’intervistato e dell’autore dell’articolo pubblicato su Casertace.net, Walter De Rosa, del reato di diffamazione aggravato dal fatto che l’offesa era recata col mezzo di pubblicità, rappresentato dal quotidiano on line.

Ciò in considerazione che la condotta dell’articolista - che pubblicava il testo dell’intervista, riportando (anche se “alla lettera”) dichiarazioni del soggetto intervistato di contenuto oggettivamente lesivo dell’altrui reputazione - non risultava essere per niente scriminata, in quanto al giornalista incombeva pur sempre il dovere di controllare la fonte, la veridicità delle circostanze e la continenza delle espressioni riferite.

Con apposito decreto, quindi, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere citava a giudizio De Rosa ed Avorio in qualità di indagati dei reati di diffamazione a mezzo stampa in concorso tra loro.

All’udienza conclusiva tenutasi la settimana scorsa, infine, riservandosi il deposito della motivazione in novanta giorni, il Giudice ha dato lettura del dispositivo dichiarando De Rosa Walter ed Avorio Massimo colpevoli del reato loro ascritto e condannandoli alla pena di mesi 6 (sei) di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali.

De Rosa ed Avorio, inoltre, sono stati condannati al risarcimento dei danni in favore di Schiappa, costituitosi parte civile, nonché’ al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di euro 3.000,00 (tremila), oltre alla rifusione delle spese di costituzione, oltre spese generali come per legge. Pena sospesa alle condizioni e nei termini di legge per De Rosa Walter.

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