N……… …RG gdp
n………….  R.G.Mod.21 bis.


                             UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI
                                                           CARINOLA 
                                                  REPUBBLICA ITALIANA
                                         IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Giudice di  Pace, in persona del Dott.. Pietro Tudino,all’udienza dibattimentale del 14-5-10, ha pronunciato la seguente
s e n t e n z a
nei confronti di;
         XXXX XXXXX  n. Ghana  XX-7-81  – LIBERO ASSENTE- CONTUMACE 

IMPUTATO

Del reato p.e p. dall’art. 30 bis Dec. Leg. n.286-98 come introdotto con L.94-2009 per essersi introdotto nel territorio dello Stato italiano in violazione delle disposizioni del Dec. Leg. 286-1998 art. 4 e segg. ,nonché dell’art.1 comma III l. 28 maggio 2007 n. 68.
In Mondragone  13 gennaio  2010   
                                               SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con atto di autorizzazione alla presentazione a giudizio  notificato nei confronti delle parti, l ‘attuale imputato veniva tratto a giudizio di questo GDP per rispondere del nuovo reato di immigrazione clandestina . Alla prima  udienza del 16 aprile 2010 ,il GDP procedeva al rinvio del procedimento per la concomitante astensione dalle udienze del Foro locale; alla successiva udienza  rilevando  la corretta notificazione dell’atto introduttivo nei confronti dell’imputato (presso il difensore a norma dell’art. 161 c.p.p.) e dello stesso difensore  , (previa declaratoria di contumacia dell’imputato ) aprendo il dibattimento (non vi è materia per la predisposizione del  tentativo di conciliazione ) questo GDP disponeva l’esame dell’agente di Polizia Giudiziaria Pruto Giuseppe  che aveva proceduto alla identificazione dell’imputato; all’esito , acquisiti i rilievi dattiloscopici relativi ,  questo GDP dichiarando chiusa l’istruttoria dibattimentale ed utilizzabili gli atti contenuti al fascicolo del dibattimento, invitava le parti a concludere e pronunciava sentenza a mezzo lettura del dispositivo


MOTIVI DELLA DECISIONE
Il procedimento trae origine dal verbale di identificazione operato da agenti della stazione Carabinieri di Carinola   quali, in data 15.1.010 nel corso delle normali attività di controllo la Polizia Giudiziaria provvedevano alla identificazione di un cittadino nigeriano,YYYYY  YYYY  , che ,a seguito di riscontro prima sul posto successivamente a mezzo interrogazione ai terminali, risultava privo di permesso di soggiorno sul nostro territorio  . tale genere di attività risulta documentata anche attraverso l’esame del teste ZZZZ    il quale Ha ribadito come , a seguito della indisponibilità da parte dell’imputato a fornire un valido permesso di soggiorno , provvedeva a condurlo presso gli uffici; in quella sede si  acclarava  l’assenza di ogni genere permesso di soggiorno e la circostanza di   precedenti identificazioni già operate dalla Polzia Giudiziaria nei confronti del medesimo imputato  ,avvenuta per  mezzo di rilievi dattiloscopici (acquisiti al dibattimento in quanto trattasi di accertamenti tecnici  non riptibili eseguiti dalla polizia Giudiziaria).  Affermava il teste che l’imputato , pur non parlando benissimo la lingua Italiana, era comunquie in grado di comprendere e farsi comprendere, cosi’ da non ritenersi necessario l’ausilio di un interprete. Tale stato di cose, un uno con la mancata partecipazione del cittadino extracomunitario al processo con conseguente impossiiblitià di ricavare diversi elementi in grado di sostenere una eventuale inesigibilità del comportamento tenuto (sul punto infatti la difesa richiama l’applicazione dell’art,.54 –stato di necessità – ma nulla allega al fine della dimostrazione della esimente) deve consentire la affermazione della responsaiblità penale nei confronti dell’imputato quanto al reato di immigrazione clandestina come introdotto con legge ordinaria n. 94-2009 entrata in vigore il 24 luglio 2009 a seguito dell’avvenuta publbicazione in G.U . Pena equa in relazione al disvalore sociale della condotta, appare pertanto  quella pari Ad €5000 di ammenda . La condanna dell’ ’imputato detemina “ipso iure” l’addebito a suo carico delle spese processuali. Valutato lo status di cittadino extracomunitario dell’imputato , perlatro privo di stabile attiivtà lavorativa in Italia, appare legittima la sostituzione della pena pecunairia in quella dell’espulsione, prevista in linea generale , ed in assenza di cause ostative dall’art. 14 d,cit.. Tale genere di operazione risulta del resto implicitamente  consentita dalla stessa legge istitutiva del Giudice di pace in materia penale, laddove si prevede all’art. 55  la conversione delle pene pecuniarie in caso di insolvibilità del condannato.  
                                                                          pqm
IL Gdp , letti gli artt. 533,535 c.p.p. DICHIARA l’imputato XXXX ISAAC  responsabile del reato a lui  ascritto , e, lo condanna alla pena di €5000,00 di ammenda , sostituita dalla misura dell’espulsione  del cittadino extracomunitario a cura della Questura territorialmente competente. Pone a carico dell’imputato il pagamento delle spese processuali.
Carinola 14 maggio  2010                                                                  il GdP


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