Mentre scriviamo forse la SS.Messa celebrata da don Valentino Simoniello e Padre Attanasio è ancora in corso ma abbiamo goduto oltre un'ora della bellezza del luogo e del panorama che si gode da questo luogo suggestivo, parlo della

grottolelle19località Grottolelle, lassù non molto lontano da una delle vette del Monte Massico, quella dalla quale si gode il panorama mozzafiato di Falciano del Massico.

Quando siamo arrivati lassù abbiamo trovato Pasquale Torrico che, come sempre narra la storia di ogni pietra, ogni albero, ogni elemento di questo luogo unico del suo genere, dove la natura e l'uomo hanno realizzato, poco meno forse di quaranta anni fa, una sorta di chiesetta all'aperto con una stele marmorea che ricorda tragici eventi, come la tragica scomparsa del giovanissimo Tito Toscano ed un'altra che decanta a chi arriva quassù la bellezza del posto e non solo. . .

Poco prima della chiesetta tre gigantesche croci ricordano il Golgota ed è qui che don Valentino, come vedrete nel video pubblicato qui sotto l'articolo,si ferma alla quattordicesima stazione, dopo essere partito dall'antica chiesa di S.Rocco nel centro del paese e aver guidato la processione, dopo aver abbandonato il Corso Oriente , Piazza Limata e percorso, tutta in salita, alla fine anche ripida, la via Ospedale.

arrivo via crucisfalciano via crucisNon perde l'occasione Pasquale Torrico per darci notizie sui settanta quintali di ferro che sono stati necessari per creare la gabbia dove poi sono state sistemate con una gru,ricorda, le tre croci in ferro e sul peso di circa cinque quintali e venti di quella centrale mentre le laterali due quintali e mezzo ciascuna.

Artefice di tutto questo Giuseppe Scarano, scomparso molti anni fa.

Poco dopo di noi è giunta anche lei lassù la figlia, Maria Raffaela Scarano, che evidentemente è innamorata di questo luogo al quale il papà scomparso ha dato tanto!

Ci ha fatto piacere conoscerla.Torrico passa poi a farci vedere delle piante di ulivo da lui trapiantate lassù e ci invita a salire ancora più su per mostrarci delle piante di Carruba, una volta prelibatezza per gli equini e che quassù nasce spontanea e, secondo quanto ci riferisce Torrico, in dialetto verrebbe chiamata Selleccola. Intanto la voce di don Valentino e di Padre Attanasio, le preghiere ed i canti dei fedeli proveniente dalla parte sottostante di via Ospedale sono sempre più vicine e pochi minuti dopo raggiungono la meta, in fondo riconosciamo due vecchi amici che non vedevamo da tempo e ci ha fatto molto piacere incontrare, il prof. Valentino Di Gregorio e Michele Santoro, il fratello dell'ex sindaco di Falciano del Massico.


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