"È stata quella di ieri una delle più belle pagine dello sport, del ciclismo italiano e mondiale, oserei definirla immemorabile. Il grandissimo, straordinario Vincenzo Nibali nelle ultime due tappe ha piazzato un " uno-due " che ha tramortito gli avversari.
Un'impresa che rimarrà nelle pagine della storia di questo affascinante sport, troppo frettolosamente catalogato nel novero dei

cosidetti " sport minori " ove passione, sacrificio e fatica sono i principali ingredienti.
Una giornata di ciclismo quella di ieri che ci ha riportato alla mente le epiche imprese dei mai dimenticati campioni del passato, come Bartali, Coppi e più recentemente lo sfortunato ed indimenticabile " pirata " Marco Pantani.
È stata quella appena trascorsa una vera e maestosa festa dello sport ove in primis va evidenziato la grande umanità e la grande sportività dei genitori del giovane talento colombiano Esteban Chavez, i primi a congratularsi con Nibali sul traguardo, nonostante avessero accarezzata la speranza di una vittoria finale del loro giovanissimo, brillante e simpatico ragazzo. Chapeau !
Sacrificio, sofferenza, tecnica, potenza e classe sono i requisiti che hanno portato Vincenzo Nibali alla vittoria del Giro. Quando, ormai, nessuno ci credeva più ecco che Nibali è riuscito a riemergere dallo sconforto, dalla sfortuna e dalla crisi che lo avevano sfinito per quasi tutto il Giro, poi le zampate finali del mai domo " squalo ".
Un ulteriore esempio della grandiosità del nostro Paese che quando sembra irrimediabilmente sprofondare, in tutti i campi, riesce a ritrovare in se le risorse, le energie e le motivazioni antropologiche per dimostrare che il nostro è un " Grande Paese ".
Oggi passarella finale con arrivo a Torino, tutti gli sportivi che seguiranno l'epilogo sulle strade che portano i " girini" al traguardo e tutti gli sportivi che seguiranno l'evento sugli schermi, uniti tutti in un solo afflato , grande Nibali, grande Italia e tutti a tributare gli onori ed i ringraziamenti che un grande campione ed un grande italiano merita.
Grazie Vincenzo, orgoglio italiano.

Lorenzo Razzino

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