Mancava ancora un'ora alle 19:00 , che era l'ora fissata per la concelebrazione del 60° di sacerdozio di Mons. Riccardo Luberto, quando

luberto piazzanella sagrestia della Cattedrale dedicata ai Santi Bernardo e Martino, lo abbiamo incontrato, seduto in abito talare, che sorseggiava un bicchiere d'acqua! "Sessanta ma non li dimostra" abbiamo pensato, in effetti sono più di ottanta ma la verve che lo contraddistingue non accenna a scemare.

"Nel rapporto chiese-mondo, il mondo sta avendo la prevalenza,nelle azioni quotidiane, c'è poca trascendenza. Lo spirito è curato poco. . .le famiglie, i giovani, tutto il resto.

Poi queste funzioni hanno un grosso valore pedagogico proprio per i ragazzi, per i giovani perché sentano la voce di Dio. Il Signore chiama. .. .sempre e nell'intimo della coscienza.

Solo che questa voce qui è un poco soffocata dal chiasso del Mondo che oggi è eccessivo ,è assordante e anche ddeviante in qualche caso.

luberto mons piazza vescRitorniamo alle origini della chiesa povera, ma non solo povera della chiesa semplice ma anche impegnata a portarci al contatto con il Signore." Ci ha detto Mons. Riccardo mentre il suono delle campane annunciava ai fedeli l'evento che sarebbe iniziato ormai mezz'ora dopo.

Subito lui riprende:"Credo di aver raggiunto i tre obiettivi della mia azione pastorale, quello di saper leggere i segni della storia contemporanea e, nel confronto tra chiesa-mondo, accentuare l'aspetto della trascendenza della religiosità, perché il periodo che va dal 1950 ai giorni nostri, io fui ordinato il 13 luglio 1958, otto giorni dopo l'ordinazione arrivai a Ventaroli, era parroco don Antonio Barrile, ex luberto corocappellano militare, era napoletano.

Poi ho vissuto con tanti altri confratelli il periodo del concilio."

Ci fermiamo un attimo per l'arrivo di Lidia Luberto sua nipote, giornalista de Il Mattino e co-fondatrice del Premio Serao, vive a Caserta, lo abbraccia e dice "Ciao zio come va?" E lui:"Mi ha fatto un immenso piacere vederti qui!" "Vengo da Ischia. Pensa un pò?" risponde lei.

Lui riprende lucido il discorso sui tre obiettivi raggiunti:"Essendo stato presente allo svolgimento del Concilio mi sono sentito molto coinvolto da quello che il Concilio ci ha dato:la chiesa aperta la chiesa che raggiunge ogni angolo della terra, che ha l'attenzione al sociale anche politico.Istituii a Mondragone nel 1982, dopo la "Familiaris Consortio" il primo Consultorio di ispirazione cristiana poi l'altro, i giovani della FUCI.

luberto ambrisiHo fatto poi il primo assistente spirituale diocesano nel 1978-80 con Mons.Vescovo Nogaro. A Ventaroli sono stato cinque anni , fino al 1963, e gli ultimi due fui anche pparroco di S.Donato perché Don Salvatore Roma era diventato Parroco di Carinola. Ultimo obiettivo raggiunto è quello di aver diffuso il culto Mariano per questa bella importante icona del 1300.

Abbiamo scelto il Santuarietto del Belvedere perchélì è stata rinvenuta appunto quest icona del 1300 di Maria SS.Incaldana. Stile Bizantino, stile cassinate o cassinese che dir si voglia!

Per ravvivare la devozione Mariana ho istituito la rassegna di musica sacra, a livello nazionale, e di poesia religiosa mariana, che si è ripetuta annualmente.Infine asilo e scuola materna."

Arriva intanto la Corale Polifonica della Città di Mondragone "Santa Maria del Belvedere" con il suo direttore, il  M. Mario Di Lorenzo che delizierà l'intera celebrazione con esecuzioni bellissime.

luberto fedeliPoco dopo, a proposito dei giovani della FUCI,menzionati da don Riccardo, giungono il Cavaliere del Santo Sepolcro, Prof. Angelo Ambrisi e le due dame che siederanno poi, durante l'intera cerimonia, in chiesa, accanto a lui .

Giunge infine, anche lui con largo anticipo S.E. Mons. Orazio Francesco Piazza Vescovo di Sessa Aurunca che ha presieduto la celebrazione della SS.Messa, con don Luciano Marotta e don Enrico Passaro, in una cattedrale affollata in ogni ordine di posto, in gran parte da Mondragone ma anche altrettanti da Carinola e frazioni. Presenti il sindaco di Carinola, Antonio Russo, l'assessore Antimo Marrese e luberto russola consigliera Giusy Tuozzi.

S.E. in una omelia senza precedenti, una vera gemma incastonata nel gioiello dell'evento.

Il Vescovo ha esordito definendo l'evento "una ricorrenza così bella che racconta in un momento 60 anni di apostolato. Bisogna dire grazie al Signore non solo per don Riccardo, per tutto quello che attraverso il sacerdote è stato realizzato per il regno di Dio, proprio perché attraverso questa piccola umanità,che ognuno di noi, come anche il sacerdote è, si realizza un grande progetto di speranza."

Ed ha concluso:" Non esiste alcuna vita, sacerdotale o meno, né da meno un padre di amiglia, una mamma di famiglia, nel vivere le tensioni della propria luberto altarescelta di vita nel cammino quotidiano, se non fosse per quell'amore,che è stato posto al centro della loro vita,un padre, una madre, un marito, una moglie, assieme alla propria famiglia obbedisce all'amore e vive per l'amore, come il Sacerdore che però vive in modo trasparente per mostrare l'elemento "oblativo", l'offerta di sè.

Parlavo prima di esposizione ma se volessimo arrivare fino in fondo dovremmo parlare di espropriazione.

Sant'Ignazio di Loyola chiude sempre gli esercizi con una preghiera a me molto cara, e che, vi confido, chiude sempre la mia giornata. La mattina inizia con la preghiera di S.Francesco:Altissimo Glorioso Dio illumina le tenebre del cuore mio!La conoscete? E' molto bella. Cominciate la giornata così-esorta S.E.Piazza che prosegue:

"Dammi fede diritta, speranza certa, carità perfetta e umiltà profonda. Dammi, Signore, senno e discernimento per compiere la tua vera. e santa volontà. E qualè la volontà di Dio? La giornata.

Quello che per ciascuno di noi è il suo cammino e per il sacerdote significa la preoccupazione per gli ammalati, i bisogni della propria gente, la cura delle famiglie, l'attenzione alla comunità ecclesiale, il creare un clima di concordia, la disponibilità del cuore, l'accoglienza, la buona volontà, sapendo diventare come una spugna, diceva un mio vecchio maestro gesuita, padre spirituale: devi diventare come una spugna. Devi saper assorbire anche il peggio della vita e, sotto l'acqua che corre, l'acqua della Grazia di Gesù Cristo, strizza fortemente la punta del tuo cuore, purificalo e, attraverso quello che tu purifichi, purifichi tutto ciò che con te ha costituito il tuo cammino di vita,dobbiamo diventare come una spugna che assorbe il negativo e lo fa rigenerare attraverso questa azione. di grazia e ripetere la preghiera tutti i santi giorni dobbiamo saper veramente vivere! E quindi questa azione oblativa, profonda che diventa, dicevo, espropriazione, offerta di sé, "Surge, et accipe" diceva Sant'Ignazio,

Prendi o Dio tutto ciò che sono: la mia intelligenza, il mio cuore, la mia volontà. Tutto quello che Tu mi hai dato, l'hai dato Tuo, io Te lo riconsegno! Perché tutto Ti appartiene ma dammi il tuo amore perché questo unicamente mi basta! Perché senza l'amore nel cuore di un sacerdote è un focolare che non arde, fa fumo!
Avete visto quei focolari che senza fiamma fanno fumo mettono fumo nella casa, non bruciano non danno calore!Ecco perché noi dobbiamo questa sera celebrare quanto calore, quanta energia, quanta buona volontà, quanta disponibilità, quanti sacrifici, tra tanti limiti, tante difficoltà, tante problematiche, però vissute con quella obbedienza dell'amore che ci fa chinare il capo umilmente ci fa vivere la serenità.

Don Riccardo con te è il nostro presbiterio, sai che il sabato i nostri confratelli sono anche impegnati la sera del sabato e anche in questo periodo ma esprimo con loro e per loro la gratitudine al Signore .

Ci sono qui però delle colonne presenti, come don Cosma e don Amato, richiamanti a questa bella tradizione di fedeltà !

Che il Signore ci faccia arrivare a celebrare questi momenti così belli e anche la grazia di mantenere la fedeltà e mentre don Riccardo dice:"Signore Grazie!" rinnovi questa sera l'obbeienza dell'amore e all'amore, perché, come dice Papa Benedetto, nel silenzio della preghiera e dell'offerta di sé, si continua ad amarla, a sostenerla e aiutiamola anche attraverso il silenzio della preghiera.

Possa il Signore benedire il cammino di don Riccardo, dia serenità a lui, dia salute e accompagni il cammino sacerdotale nella gioia per tutto quello che ha dato ed ancora può dare, in ragione delle possibilità sia fisiche, sia spirituali che il Signore concede!Amen."

Infine da sottolineare l'intervento del Direttore del Consiglio Pastorale, ing. Domenico Martullo, in piedi durante tutta la cerimonia, che ha concluso :"Da circa tre anni siete ritornato nella nostra e vostra terra, ove attualmente vivete, e da tre anni celebrate messa, coadiuvato dal titolare don Errico Passaro, nella bella chiesa in S. Croce, facente parte della parrocchia di Carinola.
E’ bello ed interessante ascoltare le vostre omelie, in occasione delle quali non tralasciate mai di parlare dei valori della vita, ormai sopiti in questa Società di oggi, e dell’allontanamento conseguenziale di moltissimi giovani dalla Chiesa. Interessante è anche scoprire la Vostra abilità ad interfacciare tale situazione a qualsiasi lettura del Vangelo.
Per tutto questo, nella qualità di Direttore del Consiglio pastorale, Vi porgo, anche in nome di tutto i componenti del Consiglio pastorale e dei fedeli della parrocchia dei SS. Bernardo e Martino di Carinola, i più sinceri auguri per i Vostri sessant’anni di proficuo sacerdozio e per un futuro sacerdotale il più lungo possibile."

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