"E' mai possibile che uno va in ospedale per farsi ammazzare? E' mai possibile che uno va in ospedale per farsi ammazzare?" ripeteva come un

toscano luca mantra Teresa Toscano, la vedova di Luca Toscano, oggi alle 16:00 quasi come fosse una domanda alla quale si potesse dare una risposta diversa da "NO"!

Era seduta accanto alla bara del marito con tutti i suoi cari,le sue figliole, i suoi nipoti ed i tanti , tantissimi che erano venuti per star loro vicini.

Molti di loro probabilmente beneficiati da Luca l'infermiere come lo chiamavano praticamente tutti per la sua bontà, per il suo "amare il prossimo suo come se stesso, come detta il comandandamento e come dirà nella sua splendida, profonda, diretta,e a tratti severa e significativa Omelia, don Valentino Simoniello il Parroco di Falciano del Massico nella sua bellissima  direi sorprendentemente moderna ed efficiente chiesa dedicata ai Santi Rocco e Martino dove dopo si celebrerà il funerale.

E' una tragedia che non doveva accadere questo è certo.

chiesa funeral luca"In questa tragedia nella tragedia- ha esordito don Valentino nella sua omelia- ed ogni volta che il mite soccombe sotto i colpi della violenza , noi tutti figli di Adamo, rivediamo e sentiamo l'odore del sangue di Abele."

Un'immagine fortissima quella di don Valentino che rende perfettamente quanto accaduto e continua: "Ritorniamo a quell'Eden, dono del Creatore dove la prima famiglia umana piange il primo lutto, soffre il primo dolore, conseguenza di un atto brutale e cruento che pone fine a una vita e ne condizionerà per sempre una che non è più come prima. . .nella morte di Abele c'è la genesi di ogni vincente che muore, di ogni libertà tradita, violata, soppressa.

funeral luca2Eppure insieme ad un delitto personale per il quale crimine è responsabile il punito, c'è anche un grave peccato sociale, quello dei progenitori, che chiamati ad essere custodi del creato, peccano di omissione, disattendendo la cura chiesta alla vigilanza, all'educare perchè hanno perduto il segnso e il segno intenti alla affannosa epuerile giustificazione del peccato, accusandosi reciprocamente davanti a Dio e da allora è l'intera umanità che non sa più essere custode del proprio fratello.

La morte di Luca ci lascia sconvolti, pieni di rabbia e di domande senza risposte!

Ma ci si deve anche interrogare su questo impegno di prendersi cura di cui ci siamo dimenticati e che è un imperativo non solo divino ma umano!

Ecco perché Gesù proclama le beatitudini: felici i poveri, gli ostinati a portarci letizia, i costruttori di pace, quelli che hanno il cuore dolce ed occhi bambini, i funeral luca1non violenti, quelli che sono coraggiosi perché inermi: sono loro la forza invincibile e quella delle beatitudini è l'unica via per un ritorno al primo Eden. . .e Luca ha camminato nelle beatitudini, ha dedicato la vita all'altro, ogni altro e non solo nella cura medica in un continuo abbracciare l'umana fragilità, bisognosa di attenzione, di parole che vibrano, di silenziosa e doverosa presenza!

Luca visitava continuamente gli ammalati, oltre il dovere professionale, incontro ad ogni richiesta, addirittura precedendola! Era un continuo voler incontrare per offrire.

Contatto e delicatezza Il suo servizio sapiente ed amorevole pieno di contatto ed il compenso atteso, preteso, era il ricambiato sorriso sperato. Come cristiano autentico annunciava con la vita la parola che salva.

Testimoniava continuamente l'essere unito a Cristo, buon Samaritano che si china su ogni prossimo a versare il vino della speranza e l'olio della consolazione.

corteo funebre1Con la vita ci ha insegnato e ci continua a dire che il ritorno al primo Eden è un cammino di attenzione all'altro, di offerta, di dono, di cura ad ogni umana fragilità. . .e dal Nuovo Eden dove è approdato-conclude don Valentino-chiede di non transitare su insegnamenti nel sentimento che ci che ci può far simili a Caino ma di raccogliere ed incarnarli perché sono quelli di Cristo, per continuare a sperare, in una umanità migliore, quella in cui credeva, per la quale si è sempre impegnato edè il mondo annunciato da Cristo per la cui edificazione è morto innocente.

Quanto frutto porta il seme buono. . .anche se muore!"

C'era tutta Falciano del Massico in chiesa ed al funerale,c'era il  Sindaco Erasmo Fava ed il suo capogruppo consiliare Corrado Freddino alla sua destra, i suoi assessori ed i suoi consiglieri comunali di maggioranza sparsi un poco ovunque dentro e fuori della chiesa.

I posti nella grande e bellissima chiesa di S.Rocco e S.Martino erano tutti occupati e molti erano in piedi nei pressi dell'ingresso.

Fuori della Chiesa di S.Rocco  attendevano pazienti e silenti un microfono ed una chitarra, per un "saluto laico", lo ha chiamato così,  Emilio Verrillo.

Il giovane, quando è terminata la Santa Messa ed il feretro era appena uscito dalla chiesa,  ha preso il microfono ed iniziato il suo "Addio poetico e musicale" a Luca Toscano.

uscita chiesaLo ha chiamato "Zio Luca" alla fine, non sappiamo però se Emilio fosse davvero suo nipote, visto che qui, da noi, si usa questo termine quando ci si rivolge ad una persona cara di una certa età, sappiamo per certo però che Emilio era l'inseparabile compagno nelle  performances musicali di Luca che aveva questo grande amore per la musica, tanto grande che lo portò a chiedere ad Emilio una promessa, un impegno, avrebbe dovuto eseguire un brano in suo onore il "giorno dell'Addio!"

Emilio oggi ha fatto di più: facendo ascoltare prima della esecuzione del brano, una registrazione vocale di una "Ode alla Musica" con la voce di Luca Toscano.

Applausi scroscianti alla fine che non sono riusciti a coprire le lacrime della sua Teresa e dei tantissimi che gli volevano bene" "Luca era il Papa buono degli uomini di Falciano!" ci ha detto alla fine Pasquale Torrico un altro poeta di Falciano del Massico.

Percorso

CHI E' ONLINE

Abbiamo 460 visitatori e nessun utente online

 

forza_italia-ass.jpg