Si è chiuso in bellezza, anzi in grande bellezza,il "Premio Giornalistico Matilde Serao 2018" con una partecipazione ed un livello di presenze, sia nel parterre

goracci lucyche in platea, di grande rilievo e con la ciliegina finale dell'evento clou che raggiunge, per la prima volta ed era ora, il traguardo dell'apparizione sul TG nazionale,  RAI TG2, che ha anche intervistato sul posto il direttore del Mattino Alessandro BARBANO.

Antonio CORRIBOLO e l'Associazione da lui presieduta, la cofondatrice del Premio, la giornalista Lidia LUBERTO ed il suo direttore anche questa volta hanno di che essere soddisfattissimi.

D'altro canto la vincitrice, Lucia GORACCI , con le sue idee ed il suo modo di intendere la professione di giornalista, connessa alla sua passione, interpreta alla perfezione colei al quale il Premio è intitolato fino al punto che, a tratti, è sembrato un vestito cucito apposta per lei.

barbano goracci lasco "Sono ricordi anche molto vivi-esordisce Lucia GORACCI riferendosi a quelli della SERAO- io per esempio sono andata a rileggermi di recente perché poi è stata una delle tappe del mio lavoro:l'oriente, Israele, i territori Palestinesi, il suo diario del territorio palestinese che lei (la Serao nda) descrive alla fine del secolo, dell'800, quindi quando in quella parte di mondo stavano iniziando ambizioni, promesse che con le loro convulsioni arrivano anche ai giorni nostri.

barbano lidia goracciE poi il suo racconto:quel verismo che però diventa anche un racconto lirico che ha sempre rappresentato una tensione, un'ambizione,  oggi accostate il mio nome alla Serao, ve ne sono grata, ma per me resta davvero una costante tensione quella di ispirarmi al suo lavoro.

Sono anni importantissimi anche nel racconto dell'oggi, sono anni in cui il medio oriente con l'impero ottomano si sta disfacendo, la rcostruzione di quel medio oriente, l'invenzione della SIRIA, dell'IRAN la spartizione tra la Francia e la Gran Bretagna di quelle terre poi il primo confmondiale con lr loro ala sinistra serao18contraddizioni anche in questo caso arriva sin ad oggi lo Stato Islamico che ha messo in discussione quegli equilibri e quelle contraddizioni di oltre un secolo fa." e poi sulla Serao "il suo essere donna anticonvenzionale non femminista nel manifesto, femminista nel suo impegno quotidiano,nei suoi valori, che per me anche questo è un modello. Non mi sono mai sentita una donna giornalista però sicuramente il mio sguardo sugli eventi che racconto è uno sguardo femminile: sicuramente quando vedo popolazioni uscire disperate dagli assedi è alle donne che per prime mi accosto.

parterre serao18Sono loro sicuramente la mia luce il mio faro perché la donna nel mondo islamico ha una forza sovversiva nel senso di voler sopravvivere all'ordine costituito e ritagliato a misura dei maschi che in qualche modo fa della sua battaglia personale una battaglia per diritti politici universali.

Quindi un modello costante sempre presente, anche sotto traccia, anche inconsapevolmente per me Matilde SERAO." E qui è scrosciato dirompente un forte applauso.

panoramica serao18Alessandro BARBANO le dice di voler "partire da questa forza sovversiva, la stessa forza sovversiva di cui parlava nell'immaginazione Azar Nafisi della sua creatura Lolita a Teheran.

In Occidente c'è in questo momento un risveglio di un modello ultrafemminista, è passato anche attraverso canoni occidentali pubblico serao18moltimedializzati . . .questo fenomeno del me to , come viene letto o guardato, che effetti ha avuto sulle donne orientali quanto è accaduto in occidente?"Ha chiesto il Direttore de IL MATTINO.

"Mah le loro realtà sono altre-riprende la Goracci- Fermo restando che sono paesi, quello dove vivo è la Turchia, dove la violenza di genere è una piaga sociale, le loro sono battaglie politiche soprattutto politiche e ne sono la guardia.

Le donne iraniane sono parte di questo racconto. Io ricordo quando nel 2009 l'Onda Verde arrivò ad un passo dal rovesciare le cene degli Aiatollah, barbano goraccivenendo poi totalmente repressa. In prima fila c'erano le donne.Spesso se ne fa un'idea molto stereotipata della donna musulmana.

Se ne fa una questione di velo o non velo. . .io ho sempre detto che preferisco una donna velata ma istruita ad una donna ignorante con i boccoli. Le donne iraniane sono di questo tipo. . .

La battaglia della donna è una battaglia politica ed è una battaglia che la donna conduce tra le quattro mura di casa ma anche conduce nella vita!

In genere le donne i conflitti non li vogliono , non li generano, ne subiscono le marini terlizziconseguenze perchè a loro è affidato il compito di tenere in piedi quella continuità familiare che la guerra fa saltare in aria.

Penso alle donne libiche di Misuraca che facevano continuare a studiore i loro figli mentre le pareti delle loro case tremavano, alle donne di Gaza che per lidia lucia silvanaprime vedevano l'ingresso a terra dei soldati israeliani, per prime dovevano coglieere quei segnali perché erano loro che dovevano organizzare la fuga e farsi carico anche dei vecchi che dovevano portare sulle loro spalle e quando avviene tutto questo la guerra distrugge l'uomo."

Poi ci informa che sta mettendo in scena uno spettacolo tratto dai suoi racconti da Racca , da Mosul, da Aleppo. "E' uno dei testi che ho scritto: un racconto multimediale-dice- ci sono l'orchestra, le percussioni con un artista iraniano, ci sono immagini potenti che poi hanno il primato su tutto il resto, buffetanche sulla parola,perché sono immagini estreme, scolpire personaggi e uno di questi è quello di una donna che appunto esce dall'assedio di Mossul sfrenata.

Questa donna mi chiede dov'era l'ospedale. Considerate che Mossul significa tre anni in uno Stato Islamico, senza diritti, nel più profondo dei totalitarismi e poi tre mesi sotto le bombe di una coalizione che poi lo Stato Islamico ha combattuto per anni. . ."

"Dobbiamo aprire gli occhi -dice ancora la vincitrice del Premio Serao 2018-perchè un crisi di fiducia sulla informazione, come quella attuale, non l'avevo mai vista prima! Evidentemente ci sono delle corresponsabilità da parte dell'informazione.

goracci iannettoneQuando ho intervistato Erdogan, il presidente turco-ricorda Lucia-io gli chiedevo una cosa lui mi rispondeva altro. Ma perché se si è trattato di un golpe militare, mettete in galera i professori universitari e i giornalisti? Cos'hanno di militare questi signori?

E lui mi rispondeva descrivendomi quella notte in cui il suo coraggioso pilota era decollato dal Resort a luci spente, dribblando perché gli facevo questa domanda. Io sono uscita da questa intervista con un mal di testa feroce, massacrante. . ."
Ecco una piccola parte delle perle di un universo lontano eppure, per certi versi, così vicino, descrittoci sapientemente dalla "giornalista RAI" di Orbetello lidia lucia toninoscelta quest'anno all'unanimità come vincitrice del Premio Giornalistico Matilde SERAO.
Penso proprio sia quella che Donna Matilde, da lassù ,abbia sentito più vicina e che le sia piaciuta di più rispetto ad altre che l'hanno preceduta calcando lo stesso palcoscenico per visione straordinaria che ha della donna senza peraltro sminuire tutto che le sta intorno molto del quale dipende proprio da lei!
Straordinaria anche nella sua abnegazione, rimasta partecipe e protagonista, fino all'ultimo step dell'evento, come il buffet organizzato nel cortile medievale fate buffetdel palazzo quattrocentesco, buffet di prodotti locali dolci, perfino pastiere di semola, di tagliolini e di grano e salati come rustici, frittate, involtini, tutto innaffiati da vini doc provenienti da vigne di questo territorio, il tutto sapientemente presentato dal Caffè dell'Alba di Adriana Costanzo, il Caffè del Corso di Katia Trenti ed infine gli spumoni eccezionali del Bar Aurora di Antonio MONTANO. costruito nell'occasione tutto in suo onore!

Dei presenti , impossibile richiamarli tutti, come non abbiamo riportato gli interventi di tutti, non dispiacerà loro se citiamo solo alcuni decani come la ultranonagenaria Adele MARINI CERALDI, più volte mezionata dagli oratori durante la presentazione del libro di Antonio CORRIBOLO e dalla stessa Silvana SCIAUDONE che ricordava la madre che con lei non perdeva occasione per parlare apputo di Matilde SERAO e della necessità di una sua riscoperta, ancora decani Michele e Francesca SCIAUDONE germani della Presidente emerita dell'Associazione.

Percorso

Abbiamo 323 visitatori e nessun utente online

 

GDPR e EU e-Privacy