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ADDIO A NICOLA TRABUCCO. TANTO DOLORE MA ANCHE TANTO AMORE.

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Naturalmente la chiesetta di S.Croce non avrebbe mai potuto contenere i tanti amici accorsi a dare l'ultimo saluto al dott. Nicola TRABUCCO. Molti degli intervenuti purtroppo non li conosco ma tra le numerose rappresentanze di aziende produttrici di vino tra queste abbiamo notato il

feretrodott. Antonio PAGANO delle omonime Cantine, Franco BIANCHINI e Tony ROSSETTI, l'avv. Luigi VERRENGIA, l'avv. Salvatore AVALLONE di VILLA MATILDE ed il Prof. Luigi MOIO con il padre Michele MOIO, l'avv. Renato VERRENGIA per le Cantine Collefasani e naturalmente tutti i rappresentanti delle altre aziende seguite professionalmente dal dott. Nicola Trabucco .

C'erano ancora gli operatori sanitari del Centro Campano di Mondragone, colleghi della moglie di Nicola.

Ed ancora c'erano i docenti, colleghi della moglie, ed il Dirigente Scolastico dell'ISIS di Venafro.

Per l'amministrazione abbiamo notato la Presidente del Consiglio Comunale dott.ssa Antonella MIGLIOZZI e la sua vice Pina CAPRIGLIONE. La cerimonia funebre è stata particolarmente toccante, la corale della chiesa di S.Croce a mio avviso è stata perfetta e l'Omelia del parroco, don Enrico PASSARO, ha toccato con garbo le note di quella che potremmo definire la sinfonia della vita di Nicola, professionale e personale, rapportandola alla fede che lo ha aiutato a sopportare la sua Via Crucis di questi ultimi anni durante i quali ha dovuto combattere con il male.

Il brano del Vangelo scelto da don Enrico che, per l'occasione era coadiuvato dal parroco di Nocelleto, don Michelangelo, era quello della Vedova di Naim. "Mi voglio rivolgere principalmente ad Angelina, la madre di Nicola.-ha detto don Enrico-Anche la Madonna ha feretro1percorso lo stesso itineario e quindi Ella sa, conosce in profondità, quello che questa madre sta soffrendo in questo momento così difficile.Il testo della resurrezione del figlio della vedova di Naim è un testo che abbiamo scelto di proposito si risolve in un atto di fede perchè Gesù interviene e fa risorgere il figlio di questa vedova. Qui non vedremo oggi risorgere Nicola fisicamente, ma le traiettorie sono le stesse, perché anche Nicola risorgerà. Certo non in una dimensione fisica, non riacquisendo le sembianze fisiche ma in una dimensione spirituale. Anche per Nicola si compirà la stessa traiettoria compiuta per questo giovane del Vangelo."

Ha poi continuato:"Abbiamo pregato durante questi due anni . Abbiamo invocato il Signore chiedendoGli la guarigione di Nicola e lo abbiamo fatto fino all'ultimo istante . . .ma anche se i nostri desideri non sono stati esauditi certamente si sta realizzando un disegno che è un segno di amore, anche se questo disegno non lo riusciamo ad interpretare e non riusciamo a leggerlo in tutta la sua pienezza.Tuttavia è un disegno di amore perché dice S.Paolo tutto concorre al bene per coloro che amano Dio." Poi ha parlato della "trasparenza, la schiettezza,l'amore per la vita" di feretro2Nicola "straordinaria persona e grande professionista" "profondo amatore della terra, del terreno e ne approfondiva le caratteristiche da vero scienziato. Era un esperto del vino Nicola."

Ha poi concluso dicendo che "Nicola ci lascia due eredità:una professionale, cui abbiamo già fatto cenno, e l'altra spirituale. Sintetizzando possiamo dire che Nicola è stato un uomo onesto, buono e altruista. A noi tutti l'impegno a raccogliere queste due eredità per far sì che non si disperdano. Soprattutto invitiamo il figlio a raccogliere quella professionale affinché riesca a portarla avanti e certamente il papà gli starà vicino in questa impresa bella ma anche difficile ed ardua."

In quel momentoho visto Danilo abbracciare forte forte Maria, sua madre, che non aveva smesso mai di piangere in silenzio e in quell'abbraccio ho visto più che un figlio che cerca coraggio, uno che voleva infondere forza e coraggio nella madre, sembrava volerle dire: non manifestitemere, ci sto io, potrai contare su di me.

Intanto don Enrico chiudeva:"Nicolino noi ti ringraziamo per il dono della tua persona che ci hai fatto. In tutte le persone che ti hanno conosciuto lasci un vuoto incolmabile. Mi piace immaginare Nicola adesso circondato dai suoi vigneti dove gli acini dell'uva però sono rappresentati da tutti i fratelli e le sorelle che sono deceduti. . . Quindi non disperiamo della sua assenza che è soltanto fisica e la fede ci da la certezza che un giorno lo riabbracceremo in un abbraccio senza fine che mai più nessuno potrà spezzare."

Finita la Santa Messa sono state lette da due ragazze parole bellissime di due scritti dedicati probabilmente da amici a Nicola .

La prima , che chiudeva con le firme di John e Jill ma evidentemente scritta da lei, diceva tra l'altro: "Dolce sostentamento, scoppio di vita, uno scambio tra l'uomo e l'anima della terra che offre ricompensando. Tu vai via lasciando un raccolto dolce e amaro. Ci sentiamo riempiti di dolore, amore, affetto.Un'amicizia nata da fini differenze. Gioia nei momenti condivisi ora e sempre nella memoria. Non dimenticherò mai l'escursione sul Monte Massico dove abbiamo rotto il pane e bevuto il vostro vino dopo aver visitato il Santuario stavamo la sulla montagna tu, Danilo, John e io. Sentiranno la tua mancanza tuo figlio, tua moglie, tua madre, tuo padre, fratelli, cugini, e tutti coloro che ti hanno conosciuto tutti sono afflitti e tutti ti amavano profondamente."

Il secondo tra l'altro dice: "Oggi lasci un vuoto incolmabile, soprattutto nel cuore di Maria che ti ha sempre seguito e sempre sostenuto con entusiasmo e che nel periodo della tua malattia ti è stata sempre accanto con grandissima forza e coraggio e Danilo per il quale hai sempre vestito i panni di un eroe e che tutto ad un tratto si è trovato a vestire i panni di eroe egli stesso perché costretto dagli eventi a farti da spalla e a sostituirti in molte esperienze di lavoro. Lasci un gran vuoto nel cuore di tua madre e di tuo padre, accompagnatori primari del tuo percorso di crescita; così in quello di Imma e di Maurizio per i quali sei stato il fratello maggiore, magari scocciante a volte ma pur sempre un punto di riferimento, così in quello di tutte le persone che ti hanno voluto bene, un vuoto che nessuna parola mai potrà colmare. Solo la fede può e tu eri uomo di fede e anche la tua famiglia lo è. Possa allora godere della beatitudine del Signore ed essere per Maria, Danilo, per tua madre, tuo padre, per Imma e Maurizio, un angelo sempre vigile. Proteggili da lassù. Il tuo ricordo sarà sempre vivo nei nostri cuori."

Quando tutto è finito il figlio Danilo con il suocero Tommaso Esposito ed i cugini Massimo, Ottavio, Davide e Tullio e Giovanni Rusciano hanno voluto portare sulle spalle il feretro fino al carro funebre che attendeva davanti alla cantina Trabucco di fronte alla casa dove abitano la mamma ed il papà di Nicola.

Aleggiava nell'aria mesta ed uggiosa sempre e comunque il profumo dell'amore e dell'affetto che regna in tutta questa famiglia Trabucco.

Ho voluto dirlo alla vedova di Tullio anche lui andato via troppo presto, un amico che non dimenticherò mai!

(N.B.) I commenti anche su FB vanno messi qui sotto l'articolo in modo che chiunque legga l'articolo legga anche i commenti. Grazie!

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