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A PROPOSITO DEL CONVEGNO SU MATILDE SERAO A S.MARIA IN FORO CLAUDIO

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Tutti i relatori hanno espresso meraviglia per la bellezza della Basilica  S. Maria in  Foro Claudio.
Il merito di aver salvato tale monumento dal logorio del tempo e dall’incuria degli uomini  è esclusivamente della Sig.ra Adele Marini Ceraldi, giornalista, scrittrice, ispettrice onoraria ai Beni

marini adeleCulturali.
Romana di nascita e giovane sposa dell’ing. Ceraldi, venne ad abitare a San Ruosi di Carinola dove ancora oggi risiede.

Perlustrò i dintorni, raccolse le confidenze degli abitanti del luogo, ricercò e studiò le memorie ,  e cominciò a combattere per la conoscenza  e la valorizzazione del patrimonio  storico, archeologico ed artistico di Carinola.
Circa 60 anni fa la Basilica  S. Maria in Foro Claudio era completamente abbandonata e cadente, serviva di rifugio alle pecore e di ripostiglio ai contadini.

La Sig.ra Ceraldi scrisse una accorata lettera al giornale “Roma” e fu chiamata dal Direttore a collaborare come giornalista.

In seguito scrisse una lunga serie di articoli e lettere  ai giornali, agli Enti, a personalità della cultura e della politica ottenendo l’interessamento dellaepiscopioabside Soprintendenza di Napoli.

Nel 1969 cominciarono  i lavori  durante i quali fu scoperta la pianta della antichissima  Basilica Romana della città di Foro Claudio . Il reperto di importanza internazionale per la storia dell’archeologia , è   sotto una soletta di cemento antistante l’attuale Basilica costruita successivamente nel IV-V sec. d.C.  

La Sig.ra Adele Marini Ceraldi ottenne dal Ministro per i Beni Culturali il “vincolo” alla zona archeologica di Foro Claudio  e per  dare risalto  a  questo evento episcop2ristampò il “Saggio Istorico della Città di Carinola “  di Luca Menna, Fiorentino 1978,  corredandolo  di  note e traduzioni.
I dipinti dell’abside centrale dell’Episcopio di stile  benedettino-bizantineggiante (sec.XI) furono restaurati nel 1980 con i fondi del Ministero per i Beni Culturali. 

Gli affreschi più antichi e più importanti di epoca normanna  sono tre piccoli dipinti che rappresentano  lo cauzolaro, lo beccaro , lo putecaro e si trovano quasi all’inizio della navata destra. Sono un documento di valore storico, glottologico  e  sociale,  e sono stati restaurati dal 1982 al 1986 dalla Soprintendenza di Caserta.
Alla Sig.ra Adele Marini Ceraldi  vanno il merito e la gratitudine per aver fatto conoscere le memorie storiche della nostra Terra,  per  aver combattuto  allo scopo di valorizzarle e proteggerle,  e per aver suscitato   una fioritura di interessi da parte di studiosi, Enti, Associazioni  e cittadini.


Prof.  Maria Francesca  Di  Cerbo
          Presidente  CIF  Carinola

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