Entrata hotel Cavella
Entrata hotel Cavella
La Sacra famiglia
La Sacra famiglia
Erode e fanciulle
Erode e fanciulle
Ha scelto il 27 Dicembre,serata del Presepe Vivente ad AVEZZANO di SESSA AURUNCA,siamo a tre chilometri da Carinola, Enzo VITALE per invitare i colleghi avvocati e gli amici, politici e non,al suo gioiello di Avezzano in Via Cavella, un albergo ristorante che prende il nome da questa via e nella prossima Privavera dovrebbe entrare in funzione, ma che, proprio stasera, ha fatto sentire i suoi  primi vagiti. Dovrebbe chiamarsi CAVELLA appunto questo locale nato da un vecchio fabbricato in passato adibito, tra l'altro, a frantoio, la cui grande ruota di pietra campeggia all'ingresso,  così come tanti altri cimeli della vecchia civiltà contadina delle nostre zone, cimeli come il torchio, una vecchia macchina per cucire e tanto altro, che, qua e là, fa bella mostra di sè nelle diverse ante di questo ampio locale, che, forse, ha il solo difetto di avere un po tante scale che credo ne siano croce e delizia al tempo stesso. Una modernissima cucina al piano terra, una profonda cantina scavata nel tufo piperno, due ampie sale ristorante, di cui una esterna per il periodo estivo e cinque o sei camere da letto munite di ogni comfort, tvcolor incluso, in ciascuna di esse, tutte con bagno, in qualche caso enorme al punto di poterci danzare un valzer viennese:questo è il locale. Veniamo fuori al PRESEPE VIVENTE, perchè fuori, ad una temperatura di cinque gradi al di sopra dello zero o poco meno, se molti sfidavano il freddo tagliente per visitare il nuovo hotel-ristorante, molti altri amavano passeggiare per le strade di AVEZZANO di SESSA AURUNCA trasformata in una NAZARETH di altri tempi dove ogni casa aveva le sue belle palme, almeno due, che campeggiavano sugli stipiti dei portoni aperti con cartelli che in bella evidenza indicavano la scena del presepe che dentro veniva rappresentata. Molte indicavano luoghi di ristoro dove zuppe di fagioli venivano distribuite, altre erano prigioni romane, altre ancora botteghe 

artigiane dove prima ancora di arrivare si ascoltava il sordo battito del martello sull'incudine mesto ed ancora botteghe dove si commerciava ogni cosa.Più avanti i gorgheggi di cinque giovani che cantavano e danzavano la pizzica minore.La luce pubblica era stata opportunamente spenta e le viuzze della frazione sessana venivano illuminate solo dalle torce appoggiate ai muri delle strade. C'era persino una cappella con all'interno un Erode con due fanciulle ai suoi lati.Poi finalmente in fondo a destra la capanna della sacra famiglia dove c'era tanta paglia ed una coperta che copriva uno splendido bimbo che impersonava il Salvatore in mezzo a Giuseppe e Maria! Tutti ma proprio tutti sembravano non soffrire minimamente il freddo tremendo che imperversava. Falò un pò dappertutto accesi per riscaldare chi soffriva di più. Questa era AVEZZANO stasera! Alla fine, di strada al ritorno, ci siamo fermati alla VECCHIA STAZIONE di FABIO GRIMALDI per una pizza e per riscaldarci di più!

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