Michele Sorvillo e Pasquale Passaretti
Mike & Pasquale
Marco Luciano
Marco Luciano
English version Tutto sarà naturalmente affidato agli sguardi della luna. Chè se giovedì sera non la vedremo, forse, è possibile, che continuerà a velarsi dietro l’anta di un vecchio portone, oppure su di un balcone, dietro una tenda(….)per farsi corteggiare ancora per tutta la notte, sulle note gitane o sulla coda di favolose parole di attori, giullari, buffoni, che abiteranno dal tramonto a notte fonda i tortuosi vicoli dei Carani . Per la seconda volta il Lunarte festival, patrocinato dall’amministrazione comunale, cercherà di trasformare luoghi, persone, fonderli insieme in un’unica luce, quella della luna, per risplendere in una notte d’estate, assaporarla fino alla fine, cullati dalla musica, dal vino e dalle parole. Il trucco è lasciarsi trasportare. L’inizio della manifestazione è previsto per giovedì 28 alle ore 19,30 in località Carani, ma un piccolo assaggio musicale giungerà nel tardo pomeriggio in tutte le piazze maggiori, dove i Zastava Orkestar, una banda di ragazzi di Grosseto che traggono dalla musica balcanica ispirazione, sbarcheranno con impeto e magia, quasi come in una pellicola felliniana. Lasciarsi condurre dunque nei vicoli, nei portoni. Ma da cosa o da chi? Tanto per cominciare ci sarà peppino mangiafuoco, mago e giocoliere, ma solamente dopo che si è “lasciati”  passare da Marco Luciano, giovane attore napoletano,  . . .

già presente l’anno passato con “la Scurtecata”  e che quest’anno ci parlerà del suo “teatro a pezzi”, fra leggende e monologhi contemporanei. Dal Tetraltro di Roma giunge Eduardo Ricciardelli, che presenterà un monologo dal titolo “Ostiense…Africa”, di stampo contemporaneo, provando in maniera giocosa a fare un parallelo fra due luoghi: il ghetto di Piramide e l’antico continente africano. E ancora passeggiare e tenere sempre gli occhi aperti per non farsi sfuggire mostre di pittura, o di fotografia d’autore. E poi ci sarà lui: Ma Asase teatro, progetto legato al centro minori non accompagnati richiedenti asilo Terra di Lavoro, Terra di accoglienza. Una performance spettacolare di tre ragazzi di origine afgana e uno del Berim diretti da un giovanissimo Luigi Morra, che racconteranno semplicemente la loro storia, con il linguaggio del corpo. Insomma c’è Grosseto,Napoli, Mondragone, Roma, l’Asia Minore,l’Africa  e……Carinola naturalmente. Ma di questo però non posso svelarvi oltre, è un segreto. Michele Sorvillo

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