funerale epifanioNon v'è dolore più grande che quello di una madre che è costretta aveder morire il proprio figlio! Alle 17,00  si è celebrato il funerale del trentaquattrenne muratore di Casanova, ma non solo Casanova ha assiepato la chiesa di S.Pietro e Paolo e la lunga

teoria di vetture parcheggiate lungo tutta via Nazionale a cominciare dal bivio con la Selleccola lo dimostra in modo incontrovertibile! Erano tantissimi infatti i giovani venuti da Carinola, ho visto i tanti frequentatori del bar Agorà o se preferite il bar di Antonio, erano tutti là,  ancora giovani e tantissimi di Casanova, ma anche da Falciano del Massico, tutti evidentemente amici dello sventurato Epifanio Mignacca. La chiesa era stracolma e molti sono stati costretti a restare fuori! Un solo politico,guarda caso il più giovane, l'assessore Francesco Di Spirito. Tutti con la loro presenza si univano in un abbraccio ideale per un'impossibile gesto: lenire il dolore della mamma, del papà, del fratello Gino e della sorella Angela . Padre Giovanni Siciliano ha celebrato con al suo fianco don Carlo Zampi. Nella sua omelia Padre Giovanni ha richiamato il Vangelo di Marta, la sorella di Lazzaro. "Disse a Gesù :se tu fossi stato qui mio fratello non sarebbe morto . Dicotomia dell'avere tutto e subito. Perchè non ora?- ha detto Padre Giovanni- Ma la realtà va affrontata con cuore credente ed occhi rinnovati. Se tu credi la morte è sconfitta. Un giorno senza data anche Epifanio risorgerà, avrà la sua Pasqua!" Con queste ultime parole si è chiusa la benedizione della bara. Ma il "figlio mio, figlio mio bello!" dalla madre ripetuto ossessivamente continuava a squarciare il silenzio nella chiesa durante l'intera funzione!  Nulla e nessuno poteva placarla! Poi terminata la messa e la benedizione, la bara bianca stracolma di fiori bianchi, viene sollevata , la madre grida ancora: "non ci lasciare!", ma il feretro continua il suo triste percorso,  seguito dai genitori  e dai fratelli , da Padre Giovanni Siciliano e da tutti gli amici, i parenti ed i tantissimi amici accorsi qui, alle 18,00 poi ha attraversato via Nazionale e si è incamminato verso il cimitero di S. Lorenzo dove è stato tumulato. Così si conclude la vicenda terrena di questo giovane che è stata caratterizzata da  più di un episodio incredibilmente sfortunato. La vicenda del materasso incendiato nella camerata dell'Aeronautica militare sita nella Reggia Vanvitelliana è arcinota, e qui chi lo ha conosciuto bene, giura sulla sua ingenuità ed innocenza, ma ce n'è un'altra sicuramente meno nota, ma più significativa, mi dicono che Epifanio aveva forse quindici o sedici anni quando salì fin sopra sul costone superiore di una cava di pietre esistente a Casanova, ma abbondanata da quasi venti anni e minacciò di suicidarsi gettandosi giù se il papà non gli avesse comprato un motorino! Venti anni dopo, più o meno, a cavallo di una moto purtroppo Epifanio ha perduto la vita! Intanto mi i corre l'obbligo di informarvi che il risultato dell'autopsia non è ancora noto in quanto il perito settore, dott. Barbato, che l'ha eseguita  ha chiesto ed ottenuto sette giorni per depositare la relazione!

 

Percorso

Accetta Cookies

Abbiamo 348 visitatori e nessun utente online

DJ-imageslider

  • locandina_donna.jpg

GDPR e EU e-Privacy

razzino_antonio1.jpg