Diario di un Natale Perso (anche nella realta’ dei cumuli di immondizie)
Arrivando come sempre di notte per partecipare alla festa ,quando i fari della mia auto hanno illuminato quelle “gentili collinette” fatte dalle buste di plastica sparse qui e la’ che si ergevano sulla stradina che porta a casa mia a San Donato, non credevo ai miei occhi……avevo sentito, letto, ascoltato, ma l’impatto visivo e’ stato devastante……sono rimasto senza parole !!! E’stato difficile accettare una realta’ cosi’ cruda  e amara. E questa e’ la fotografia di una realta’ vera e difficile da accettare per tutte le considerazioni che si possono trarre, ma non e’ questo l’obiettivo di questo mio scritto.
Quello che volevo raccontare e’ di come la notte di Natale ,mi sono trovato solo con pochi coetanei  toccare con mano che il Natale anche a S.Donato, era cambiato….non c’erano piu’ i tre’falo tradizionali (detti fuocaracci), ma soltanto uno, che attorno allo stesso eravamo in pochi……, a leggere i misteri di quel gran falo’che si elevava al cielo……insomma…… una conta al negativo,ad esclusione di una utrita pattuglia di giovani trentenni che era li a testimoniare, che qualcuno ancora ci vuol credere.
Certo, i moderni trentenni, oramai non passano piu’ le notti di Natale a giocare a carte (la stoppa )come si faceva allora, ma gia’ e’ segno positivo averli visti li intorno a quel fuoco.
E come non ricordare anche i suoni del Natale , persi ormai nel tempo, di quanti girando per il paese di casa in casa, facevano gli auguri di Natale e per l’Anno Nuovo accompagnati , oltre da mandolini, chitarre e fisarmonica da uno strumento denominato “buca-buca” (credo che musicalmente parlando si chiami putipu’), ricevendo in cambio corposi bicchieri di vino,dolci e quanta’altro c’era da offrire in casa.Il gioioso e “frizzante corteo” accompagnato anche da noi, oramai giovanotti, si spengeva alle luci dell’alba…per chi riusciva a resistere fino in fondo. Un ricordo dolce e di vero affetto va a tutti questi miei compaesani per quell’allegria in quelle melodie “strimpellate ma veraci” che regalavano a tutto il paese sfidando il freddo delle notti per portare un messaggio di felicita’ e pace nelle case di tutti………GRAZIE…… “RAGAZZI” !!! Si potrebbero infine aggiungere altre e molte considerazioni dei nostri tempi e giorni a tutto questo, senza dimenticare la realta’ amara che ci circonda, anche come nazione stanca e spenta senza entusiasiasmi e iniziative nuove…..un mio cliente dice che ormai in Italia bisogna solo venire per villeggiare,non per tutto Il resto…….,ma nel mio sangue scorre “la testardaggine costruttiva e positiva” di chi e’ nato o ha avuto

origini in questo piccolo paesino,NOI non ci arrenderemo MAI a nulla e anche questo momento di sconforto passera’ e fara’ si che anche il Natale non sara’ mai perso.Diamoci da fare in ogni modo  affiche’anche questo giorno , che rimane sempre la festa piu’ bella e attesa, possa tornare ad allietare le nostre case e famiglie, cosi’ come era un tempo.AUGURI PER TUTTI

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