Davvero un "pasticciaccio" quello dell'unico (forse) insediamento produttivo non agricolo del nostro comune, la Cleprin, Azienda sequestrata dal GIP del Tribunale Penale di S.Maria C.V. che ha accolto la richiesta della Procura

della Repubblica di S.Maria Capua Vetere, guidata dal Procuratore dott.ssa Maria Antonietta TRONCONE ed emesso il provvedimento di sequestro preventivo non solo dell'Azienda , delle opere abusive e tra queste la Palazzina degli Uffici,il capannone, un porticato, un secondo capannone e l'area di lavorazione e ristoro.

Opere che sarebbe oggetto del contestato abuso edilizio, nonchè del fondo su cui insiste l'intera fabbrica.

Si tratta di un'Azienda Anticlan ed i due titolari Franco Beneduce e Antonio Picascia sono  ormai da anni esponenti dell'anticamorra.

Acquistarono,  all'asta, pare per oltre ducentomila euro, il fondo e la fabbrica che in passato ospitava una cooperativa agricola, la Galcoop, che pure fece una brutta fine, se non ricordiamo male.

L'incendio doloso del 23 Luglio 2015 che colpì la stessa Azienda che all'epoca operava nel comune di Sessa Aurunca provocò il trasferimento nel nostro comune sulla Strada Statale n.7 APPIA  dove venne inaugurata a Marzo 2017 ma pochi mesi  più di un anno dopo fu oggetto di ordinanza di abbattimento delle opere presunte abusivamente realizzate in mancanza di riduzione in pristino nel termine di 90 giorni.

Pende oltre al procedimento di cui al sequestro anche un altro procedimento penale per tentata estorsione dove Beneduce e Picascia sono parti lese ed un procedimento amministrativa avanti al TAR che in fase cautelare, appena quattro giorni dopo la notifica dell'ordinanza, ha sospeso l'esecuzione della ordinanza di abbattimento delle opere realizzate senza autorizzazione, emessa dal Comune di Carinola , l'udienza per discutere il merito sarebbe ormai prossima.

Il Comune di Carinola, in sintonia con la Procura della Repubblica, non avendo rilasciato alcuna autorizzazione, non poteva non prendere atto delle opere che sarebbero state realizzate  anche in dispregio ai vincoli anche paesaggistici riguardanti la zona di che trattasi.

Sembra, o almeno questa sarebbe la tesi, di Beneduce e Picascia, che l'abuso sarebbe preesistente all'acquisto all'asta di questi ultimi, che avrebbero anche presentato delle denunce nei confronti di alcuni tecnici del Comune di Carinola.

Un groviglio quasi inestricabile di processi insomma!

Come dice Antonio Scurati nel suo capolavoro, "M" , vincitore del Premio Strega di quest'anno, riferendosi all'Italia, "Un paese dove non succede mai nulla e dove non dura mai nulla."

A noi pare che calzi anche per Carinola. O  no!?

SANDRO RUOTOLO GAETTI E TRAETTINO INAUGURANO LA CLEPRIN:IL FILM

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